Salute

Psoas in allarme: come riconoscere l’infiammazione e quali strategie adottare per guarire

Un dolore che parte dal fianco e arriva fino alla schiena può avere un responsabile insospettabile: il muscolo psoas. Capire i sintomi e intervenire tempestivamente evita cronicità e limita l’impatto sulla vita quotidiana.

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    Il muscolo psoas — una struttura profonda che collega la colonna lombare al femore — è tra i più importanti e allo stesso tempo meno conosciuti del nostro corpo. È fondamentale per camminare, mantenere l’equilibrio, stare seduti e stabilizzare la zona lombare. Non stupisce quindi che un’infiammazione dello psoas possa generare sintomi intensi e spesso confusi con altri disturbi, come lombalgie o problemi all’anca.

    Negli ultimi anni fisioterapisti e medici sportivi segnalano un aumento dei casi di psoas infiammato, complice il mix di sedentarietà prolungata, allenamenti intensivi o posture scorrette mantenute per ore. La buona notizia è che, riconosciuto il problema, esistono strategie efficaci per ridurre l’infiammazione e recuperare la funzionalità.

    Come riconoscere un’infiammazione dello psoas

    I sintomi tipici possono variare da persona a persona, ma ci sono segnali ricorrenti che gli specialisti invitano a non ignorare:

    • Dolore nella parte bassa della schiena, soprattutto quando ci si alza da seduti o ci si piega in avanti.
    • Fastidio o bruciore all’inguine o nella parte interna della coscia.
    • Difficoltà a estendere completamente la gamba sul lato interessato.
    • Rigidità dopo molte ore seduti, tipica di chi lavora alla scrivania.
    • In alcuni casi, dolore riflesso fino all’addome, dovuto alla vicinanza tra lo psoas e gli organi interni.

    È importante ricordare che questi sintomi non sono esclusivi: una valutazione di un fisioterapista o di un medico è sempre consigliata per escludere ernie, tendiniti o altri disturbi articolari.

    Le cause principali: tra postura e stress

    L’infiammazione dello psoas può avere origini diverse. Tra le più frequenti:

    • Sedentarietà prolungata: stare seduti per molte ore accorcia il muscolo, aumentando tensioni e rigidità.
    • Allenamenti intensi senza adeguato stretching, soprattutto in sport come corsa, danza, calcio o sollevamento pesi.
    • Disallineamenti posturali dovuti a scoliosi, iperlordosi o utilizzo di calzature non adeguate.
    • Stress emotivo: lo psoas è considerato uno dei muscoli più sensibili allo stress, perché collegato al sistema nervoso autonomo. Tensioni prolungate possono accentuare la contrattura.

    Cosa fare: rimedi efficaci confermati dai fisioterapisti

    Una volta identificato il problema, il trattamento prevede un mix di riposo, esercizi mirati e modifiche quotidiane.

    1. Ridurre le attività che aggravano il dolore
    È utile sospendere temporaneamente corsa, salti, allenamenti intensi o movimenti ripetitivi che coinvolgono l’anca.

    2. Applicare calore moderato
    Impacchi caldi o una doccia tiepida aiutano a rilassare la muscolatura profonda e a ridurre la tensione.

    3. Esercizi di stretching dello psoas
    I fisioterapisti suggeriscono esercizi semplici come:

    • Affondo profondo con estensione dell’anca, mantenuto per 20-30 secondi.
    • Posizione del guerriero I dello yoga.
    • Stretch su letto o panca, lasciando una gamba giù per allungare la muscolatura.

    La costanza è fondamentale: 5-10 minuti al giorno possono fare la differenza.

    4. Rafforzamento di addominali e glutei
    Un core forte sostiene il bacino e scarica il lavoro dello psoas. Esercizi come ponte glutei, plank modificati e sollevamenti controllati delle gambe aiutano a prevenire ricadute.

    5. Rivolgersi a professionisti
    In presenza di dolore persistente, fisioterapia manuale, dry needling o tecniche miofasciali possono ridurre l’infiammazione. Nei casi più acuti, il medico può valutare antinfiammatori o esami aggiuntivi.

    Prevenzione: piccoli gesti quotidiani che contano

    Per evitare una nuova infiammazione è utile:

    • Alternare momenti seduti e in piedi durante il lavoro.
    • Regolare sedia e monitor per mantenere una postura corretta.
    • Fare pause attive ogni 45-60 minuti.
    • Introdurre nella routine attività come yoga, pilates o camminate veloci.

    Lo psoas è un muscolo “silenzioso”, ma quando si infiamma sa farsi sentire. Imparare a riconoscerne i segnali e adottare un approccio equilibrato tra stretching, rafforzamento e buone abitudini posturali permette di ridurre il dolore e tornare a muoversi in piena libertà. Una cura consapevole del corpo, in fondo, parte spesso dai dettagli più nascosti.

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