Cronaca
Caso Roggero, il Tribunale di sorveglianza respinge la richiesta: nessuna sospensione della pena per il gioielliere di Grinzane Cavour
Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha rigettato la richiesta presentata dai legali di Mario Roggero per ottenere il differimento della pena. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per la rapina finita in tragedia nel 2021, resta destinato al carcere
La vicenda giudiziaria legata al tragico tentativo di rapina avvenuto nell’aprile del 2021 nella gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, registra un punto di svolta procedurale di fondamentale importanza. Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha espresso parere negativo in merito all’istanza presentata dai legali difensori di Mario Roggero, i quali avevano richiesto il differimento dell’esecuzione della pena o la concessione di una misura alternativa alla detenzione in carcere.
La decisione del Tribunale di sorveglianza e le argomentazioni della difesa
La richiesta formale inoltrata dagli avvocati dell’esercente piemontese si basava su motivi legati alle condizioni di salute e all’avanzata età del condannato. La difesa puntava a ottenere la sospensione temporanea del provvedimento restrittivo o la conversione della pena in detenzione domiciliare. Tuttavia, i giudici della sezione di Sorveglianza del capoluogo piemontese, esaminata la documentazione clinica e la perizia medica peritale, hanno stabilito che il quadro sanitario del gioielliere non risulta incompatibile con il regime carcerario, confermando l’esecutività della misura detentiva.
La ricostruzione dei fatti e l’iter processuale
Il procedimento legale scaturisce dai drammatici eventi del 28 aprile 2021, quando un commando di tre rapitori fece irruzione all’interno del negozio di via Garibaldi a Grinzane Cavour. Nel corso dell’aggressione, Roggero reagì inseguendo i malviventi all’esterno del proprio locale e sparando diversi colpi di pistola contro i rapinatori in fuga. L’evento provocò la morte di due dei tre aggressori, Giuseppe Mazzatti e Andrea Spinelli, e il ferimento del terzo complice, Alessandro Modica.
L’iter giudiziario ha attraversato diversi gradi di giudizio, nel corso dei quali la Procura ha contestato al gioielliere il reato di duplice omicidio volontario ed eccesso colposo di legittima difesa. Le sentenze emanate dalle corti giudicanti hanno progressivamente delineato la responsabilità penale dell’imputato, stabilendo la condanna definitiva al carcere e rigettando la tesi della legittima difesa putativa sostenuta con fermezza dal collegio difensivo.
Le reazioni e la fase esecutiva della condanna
Il rigetto dell’istanza da parte del Tribunale di sorveglianza di Torino chiude la strada a ulteriori sospensioni dell’ordine di carcerazione per via amministrativa o sanitaria. La decisione ha riacceso il dibattito pubblico e politico sul tema della legittima difesa e sulla proporzionalità della risposta rispetto alle aggressioni subite all’interno delle attività commerciali. Con il no definitivo dei giudici piemontesi, l’iter procedurale volge al termine, confermando l’ingresso e la permanenza in istituto di pena per il commerciante piemontese.
