Cronaca Nera
Garlasco, i mostri nascosti nei diari di Sempio: stupri, donne aggredite, cadaveri e decapitazioni. Ora li studia lo psichiatra
Andrea Sempio ha rifiutato di incontrare lo psichiatra Roberto Catanesi, incaricato dalla Procura di Pavia. Il consulente deve quindi lavorare soprattutto sul materiale sequestrato: anni di agende, appunti, soliloqui e navigazioni internet. Scritti inquietanti che non dimostrano naturalmente un omicidio, ma che ora devono essere interpretati scientificamente per capire se rivelino eventuali condizioni patologiche e quale rapporto possano avere con i fatti contestati.
Garlasco, i mostri nascosti nei diari di Sempio. È difficile trovare un’altra parola davanti ad alcune delle creature che popolano i sogni, i pensieri e le ricerche consegnate per anni da Andrea Sempio alle sue agende e al web. Mostri che, attenzione, possono appartenere soltanto all’immaginario di un uomo e non provano affatto che quell’uomo abbia commesso un delitto. Ma sono proprio quelle pagine, insieme ai soliloqui registrati durante le indagini e all’altro materiale raccolto dagli investigatori, che oggi sono finite sul tavolo del professor Roberto Catanesi, lo psichiatra incaricato dalla Procura di Pavia di cercare di capire che cosa raccontino della personalità dell’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
E dentro quelle carte c’è un universo oscuro. Sempio racconta sogni nei quali accoltella delle persone. In un altro compare una ragazza bionda che usa un taser contro di lui: Sempio reagisce, le salta addosso e, secondo la sintesi contenuta negli atti, «le apre la faccia». In un altro ancora, secondo quanto riportato dalla Rai sulla documentazione investigativa, sogna di violentare un’amica. Parallelamente, le navigazioni internet esaminate dagli investigatori mostrerebbero interessi che spaziano dal satanismo agli assassini, dai predatori sessuali alla violenza sulle donne, fino ai cadaveri, alle decapitazioni, agli esami autoptici e ai fenomeni cadaverici.
I sogni violenti di Sempio: «Accoltella delle persone» e aggredisce una donna
È probabilmente il capitolo più impressionante delle Moleskine sequestrate. Sempio aveva l’abitudine di scrivere molto e affidava alla carta non soltanto ciò che gli accadeva, ma anche riflessioni, paure, frustrazioni e sogni. I carabinieri hanno trovato decine di agende, bloc-notes e fogli, una massa di materiale che permette di osservare per anni una parte del suo mondo interiore.
Alcuni sogni assumono una forma esplicitamente violenta. Nell’informativa viene riassunto quello nel quale «sogna che accoltella delle persone». Poi c’è la donna bionda: lei lo colpisce con un taser, lui reagisce, le si avventa contro e le apre la faccia. La Rai riferisce inoltre di un sogno nel quale Sempio aggredisce sessualmente una sua amica.
È necessario fermarsi esattamente qui con le interpretazioni. Sognare un omicidio o un’aggressione non rende assassini, così come mettere per iscritto una fantasia violenta non dimostra di averla realizzata. Il significato psicopatologico di quel materiale, ammesso che ne abbia uno, è precisamente ciò che deve stabilire uno specialista e non ciò che può decidere chi legge qualche frase estrapolata da un diario.
Ma quelle frasi esistono. E oggi sono entrate nell’indagine.
«Autolesionismo, commesso cose brutte. Paura. Poca esperienza sessuale. Dolore»
C’è poi un passaggio molto diverso, forse persino più interessante perché Sempio sembra tentare una sorta di autoritratto. Tra il 2018 e il 2019 scrive di avere attraversato esperienze che gli altri non avrebbero mai vissuto. Poi mette in fila alcuni elementi della propria biografia: famiglia non benestante, pochi amici, difficoltà di integrazione, insicurezza. E arrivano quattro parole particolarmente pesanti: «autolesionismo, commesso cose brutte». Seguono paura, scarsa esperienza sessuale e dolore.
Che cosa siano quelle «cose brutte», però, quelle pagine rese pubbliche non lo spiegano. Sarebbe scorretto trasformare una frase indeterminata in una confessione o collegarla automaticamente all’omicidio di Chiara Poggi. Sempio stesso ha sempre respinto questa lettura e sostiene che i suoi diari raccolgano soprattutto i momenti negativi della propria vita, proprio perché utilizzava la scrittura come sfogo. In un’intervista ha spiegato che, quando stava bene, semplicemente faceva altro e che selezionare soltanto quelle pagine significa mostrare un unico lato della sua personalità.
In un’altra annotazione del 2021, però, compare ancora un’espressione che ha attirato l’attenzione degli investigatori. Sempio scrive di sapersi difendere perché avrebbe «visto, subito e fatto cose», aggiungendo con rabbia che gli altri avrebbero dovuto provare a vivere anche soltanto metà di ciò che aveva vissuto lui.
Satanismo, predatori sessuali, cadaveri e decapitazioni
I diari non sono l’unico materiale esaminato. C’è anche ciò che Sempio cercava online.
L’informativa investigativa, riportata da diverse fonti, parla di numerose navigazioni che mostrerebbero interesse per satanismo, omicidi, assassini, predatori sessuali, violenza sulle donne, cadaveri e decapitazioni. Nell’elenco compaiono persino esame autoptico e fenomeni cadaverici. Agli atti risultano inoltre fotografie e ricerche a sfondo sessuale collegate ad amiche.
Tra il materiale analizzato compare anche un «test del serial killer», insieme a messaggi, post, pagine di diario e scritti sullo stupro. È questo complesso documentale, già passato attraverso l’analisi del Racis dei carabinieri, che assume ora una nuova importanza nella consulenza psichiatrica disposta dalla Procura.
Ancora una volta, però, la distinzione è fondamentale: interessarsi a omicidi, autopsie, satanismo o serial killer non equivale a commetterli. Altrimenti bisognerebbe probabilmente sottoporre a indagine mezza popolazione di lettori di thriller. La questione per gli specialisti è capire se, considerate insieme e inserite nella storia personale di Sempio, quelle tracce abbiano oppure no un significato clinico.
Garlasco, Sempio e il buco nei diari: la sua vita prima del 2017 quasi scompare
C’è infine un particolare meno spettacolare ma forse ancora più curioso. I manoscritti acquisiti dagli investigatori coprono sostanzialmente il periodo dal 2018 al 2025, poco prima della perquisizione del maggio 2025.
Secondo l’informativa, nonostante la forte propensione di Sempio ad annotare pensieri e riflessioni, la sua vita precedente al 2017 risulta invece quasi completamente assente dalla documentazione esaminata. I carabinieri descrivono il 2017 quasi come una barriera oltre la quale il racconto autobiografico diventa rarefatto.
Ed è una coincidenza temporale inevitabilmente destinata ad attirare l’attenzione: proprio nel 2017 Sempio entrò per la prima volta direttamente nel nuovo capitolo giudiziario legato al delitto di Garlasco. Ma anche in questo caso un’assenza documentale non dimostra che qualcosa sia stato volontariamente cancellato.
Nelle agende successive, invece, l’inchiesta compare. Sempio annota gli sviluppi giudiziari che riguardano Garlasco e Alberto Stasi: «Molta ansia – 2 archiviazioni», «Stasi ha chiesto la riapertura», «mamma in panico per la cosa di Stasi», fino agli appunti sul ricorso in Cassazione.
Perché lo psichiatra sta studiando proprio queste pagine
È qui che la vicenda diventa attuale. La Procura ha affidato la consulenza al professor Roberto Catanesi, docente di psicopatologia forense dell’Università di Bari, chiedendogli di verificare l’eventuale presenza di condizioni patologiche capaci di incidere sulla capacità di intendere e di volere, l’esistenza di disturbi o alterazioni significative, il loro eventuale rapporto con i fatti contestati e la possibile pericolosità sociale.
Sempio, però, ha rifiutato di sottoporsi personalmente all’esame dello psichiatra. La difesa contesta la scelta e la tempistica della Procura e sostiene che prima debbano venire l’accertamento dei fatti e le prove. Catanesi deve quindi procedere senza un colloquio clinico diretto, lavorando sugli scritti, sui documenti e sui soliloqui disponibili.
Ed è proprio questo a trasformare quelle vecchie Moleskine in qualcosa di molto più importante di una raccolta di pensieri privati.
Per anni Andrea Sempio vi ha lasciato paure, frustrazioni, sessualità, rabbia, sogni e fantasie che probabilmente non immaginava sarebbero mai usciti da quelle pagine. Oggi uno psichiatra forense deve attraversare quel materiale cercando di distinguere ciò che può appartenere alla normale parte oscura dell’immaginazione umana da ciò che potrebbe eventualmente assumere un significato clinico.
La domanda giudiziaria, però, rimane un’altra e non può essere sostituita da nessuna analisi della personalità: Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi a Garlasco?
Su questo dovranno parlare le prove. I mostri dei suoi diari, per quanto inquietanti, da soli non possono rispondere.
