Italia
Motori da sogno sul Lago di Como: tra icone leggendarie e hypercar futuristiche, il FuoriConcorso svela l’anima nascosta della velocità
Non solo bellezza e collezionismo: sulle rive del Lario le auto raccontano l’evoluzione dell’ingegneria, dalle Ferrari storiche alle creazioni più avanzate
di Lorenzo Arnaù – fotoservizio Antonio Leogrande
Più che una semplice esposizione, il FuoriConcorso è diventato negli anni un punto di osservazione privilegiato sull’evoluzione dell’automobile. Nelle ville affacciate sul Lago di Como, le vetture si mostrano senza il rumore della pista, permettendo di cogliere dettagli tecnici spesso invisibili durante le competizioni. È qui che il motorsport si racconta nella sua forma più pura: quella dell’ingegneria.
L’aerodinamica che ha fatto scuola
Tra le protagoniste spicca la Ferrari 250 GTO, considerata una delle auto più iconiche di sempre. Progettata anche grazie al lavoro di Giotto Bizzarrini, introduce soluzioni aerodinamiche avanzate per l’epoca, come la coda tronca “Kamm-back”, studiata per ridurre la resistenza e migliorare la stabilità. Il V12 da 3 litri con lubrificazione a carter secco contribuisce a un baricentro più basso, migliorando la dinamica. Osservarla da ferma significa capire quanto la forma fosse già funzione.
Quando la Formula 1 era brutale
Cambio di epoca, ma stessa intensità con la Ferrari 126 C2, legata al nome di Gilles Villeneuve. Questa monoposto rappresenta l’era delle cosiddette “wing car”, con fondi profilati capaci di generare carico aerodinamico sfruttando l’effetto suolo, prima del loro divieto nei primi anni ’80. Il motore V6 turbo, alimentato da turbine KKK, sprigionava una potenza elevatissima per l’epoca, rendendo la guida tanto spettacolare quanto difficile. Un concentrato di ingegneria estrema, oggi leggibile nei minimi dettagli.
Le outsider che osavano
Non solo grandi nomi: il FuoriConcorso accende i riflettori anche su progetti meno celebrati ma tecnicamente audaci. La Lambo 291, progettata con il contributo di Mauro Forghieri, si distingue per soluzioni aerodinamiche non convenzionali come i radiatori laterali triangolari. Accanto, le monoposto della BMS Scuderia Italia e della Osella raccontano un’epoca di sperimentazione, tra telai in alluminio e primi utilizzi estesi della fibra di carbonio.
Il mito che diventa pista
Impossibile ignorare la Ferrari F40 GTE, evoluzione estrema della celebre supercar. Preparata per le competizioni endurance, come la 24 Ore di Le Mans, introduce modifiche sostanziali: assetto ribassato, aerodinamica più aggressiva e un V8 biturbo capace di superare i 600 cavalli. Anche dettagli apparentemente minori, come i fari fissi al posto di quelli a scomparsa, rispondono a esigenze precise di peso e prestazioni.
L’ipertecnologia che guarda al passato
A chiudere il percorso, lo sguardo si sposta sul presente con la Pagani Utopia, ultima creazione di Horacio Pagani. Sotto la carrozzeria, un V12 biturbo sviluppato da Mercedes-AMG capace di oltre 800 cavalli. Ma il vero tratto distintivo è l’equilibrio tra innovazione e tradizione: materiali compositi avanzati convivono con soluzioni “analogiche” come il cambio manuale, scelta controcorrente in un settore sempre più digitalizzato.
Tra passato e futuro della velocità
Passeggiando tra queste vetture, il filo conduttore diventa evidente: ogni epoca ha cercato di superare i propri limiti con strumenti diversi. Dalla meccanica pura degli anni ’60 all’elettronica sofisticata di oggi, l’automobile resta un laboratorio in movimento. E il contesto silenzioso del Lago di Como permette di coglierne ogni sfumatura.
