Cronaca
Oggi primo match in tribunale a Milano. Signorini contro Corona, Mediaset chiede lo stop d’urgenza di “Falsissimo”
I legali di Alfonso Signorini hanno depositato un’istanza cautelare per ottenere un’«inibitoria» contro la messa in onda sul web della puntata prevista il 26 gennaio. Al centro la tutela della sfera privata e l’allarme per una “diffusione incontrollabile” di materiali che, sostiene il ricorso, aggraverebbero un «danno irreversibile» con effetti anche sull’«integrità psicofisica».
Stop alla gogna pubblica, o almeno un tentativo di fermarla prima che diventi una valanga impossibile da contenere. Alfonso Signorini si gioca una partita ad alta tensione davanti al Tribunale civile di Milano: oggi è fissata l’udienza sulla richiesta d’urgenza presentata dai suoi legali per bloccare la prossima puntata del format web Falsissimo, prevista per il 26 gennaio.
L’azione giudiziaria, depositata dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, punta a un provvedimento cautelare d’urgenza di «inibitoria» per impedire la pubblicazione della puntata e, insieme, chiedere lo stop anche alla ripubblicazione di contenuti già mostrati online. La linea difensiva del conduttore e direttore di Chi è netta e ruota attorno alla tutela della reputazione e della sfera privata, con un accento particolare sulle conseguenze personali: «Fermate Falsissimo, danni irreversibili alla sua reputazione».
Il contesto è noto e, come sempre in questi casi, resta sospeso tra indagini, denunce e dichiarazioni contrapposte. Nelle precedenti puntate del format, Fabrizio Corona ha attaccato Signorini sostenendo che il giornalista avrebbe messo in piedi un «sistema di ricatti e favori sessuali». Accuse che Signorini ha già respinto. Nel frattempo, sul fronte penale, la vicenda si intreccia con due filoni: da una parte la denuncia per violenza sessuale ed estorsione presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno; dall’altra un distinto filone che vede Corona indagato per revenge porn.
Il passaggio chiave, ora, è la sede civile e il carattere d’urgenza della richiesta. Nei passaggi riportati del ricorso, i legali di Signorini chiedono «l’intervento urgente dell’Autorità Giudiziaria non solo al fine di rimuovere i contenuti già diffusi, ma anche per impedire ulteriore pubblicazione e diffusione da parte del Signor Corona, a tutela dei diritti del ricorrente e della sua sfera privata». La tesi è che la reiterazione e la circolazione dei contenuti, una volta immessi nel circuito digitale, diventino ingestibili: materiale “scaricabile”, “replicabile”, rilanciato da chiunque e quindi potenzialmente eterno, anche quando viene rimosso dalle fonti originarie.
È qui che il ricorso insiste sul punto più delicato: l’irreversibilità del danno. «Danno irreversibile», si legge ancora, perché la pubblicazione di altri «contenuti diffamatori» comporterebbe un «irreversibile aggravamento del danno subito», con una «diffusione incontrollabile» e senza possibilità di «rimozione». L’argomento, nella logica della tutela cautelare, è semplice: quando “il danno si sarà compiuto”, non resta più spazio per rimediare davvero, nemmeno con una sentenza successiva. E in questo schema viene richiamato anche l’impatto sulla persona: effetti «devastanti» sulla vita personale e professionale, fino all’«integrità psicofisica».
In parallelo, il ricorso colloca la richiesta dentro un quadro già teso: i legali evidenziano che l’ex agente fotografico «non solo ha continuato a pubblicare contenuti illeciti anche dopo l’avvio dell’indagine penale e il sequestro a suo carico», scaturiti da una querela di Signorini, ma «ha espressamente annunciato che il 26 gennaio pubblicherà una puntata avente come protagonista» sempre il giornalista e «dall’impatto straordinario, con contenuti di irreparabile gravità».
Dall’altra parte, la replica è già diventata un manifesto social. «Ci vediamo in udienza, non vedo l’ora», scrive Corona su Instagram, annunciando la prossima puntata di Falsissimo, intitolata «Il prezzo del successo – parte finale». E aggiunge: «Mi sa che gli avvocati di Signorini non hanno capito bene. Preparatevi per la puntata di lunedì (…) perché quello che vedrete e ascolterete vi farà definitivamente capire il complesso e criminale sistema Signorini».
Il giudice dovrà valutare proprio questo: se esistono i presupposti per intervenire prima, fermando la puntata e imponendo limiti alla ripubblicazione dei contenuti già circolati, oppure se la soglia richiesta per un provvedimento cautelare non è raggiunta. È una decisione che pesa perché non riguarda solo una querelle tra personaggi pubblici, ma il perimetro di tutela in un ambiente – quello digitale – dove ogni contenuto vive di riproduzioni, frammenti, specchi e copie, spesso più veloci della giustizia stessa.
