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Alba Parietti senza freni: dal liceo trotzkista al no miliardario a Berlusconi fino al politico potente che ci ha provato

Nell’intervista a La Stampa, Alba Parietti ripercorre tutto: gli anni da militante con l’eskimo, l’esplosione sexy di Galagoal, il clamoroso no a Berlusconi e quel politico potente che, invece di aiutarla, iniziò a provarci.

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    Alba Parietti è una di quelle che, quando si raccontano, non lasciano mai il tavolo vuoto. Nell’intervista concessa a La Stampa a Franco Giubilei, la showgirl rimette in fila politica, seduzione, televisione e orgoglio personale, tirando fuori una biografia che sembra scritta apposta per non annoiare nessuno. E infatti dentro c’è di tutto: il liceo artistico a Torino, i cortei, i gruppi trotzkisti, l’eskimo sopra il vestito leopardato, lo sgabello di Galagoal, il no miliardario a Silvio Berlusconi e persino il racconto di un politico potente che, invece di aiutarla, cominciò a corteggiarla.

    Dal trotzkismo all’eskimo leopardato
    “Al liceo ero promotrice di tutti gli scioperi”, racconta Alba Parietti, figlia di un partigiano e ragazza di sinistra fino al midollo, almeno in quella fase. Militante, convinta, dentro la Quarta internazionale, poi nella Federazione giovanile comunista, con un padre che però “detestava le tessere”. Ma a un certo punto, confessa lei stessa, accade qualcosa che cambia il copione: “Ho scoperto di essere bella”. E lì entra in scena la doppia anima che l’ha resa celebre: militante a parole, magnetica nella presenza, metà femminista dura e pura e metà aspirante Miss Universo. Un cortocircuito perfetto, in pratica Alba Parietti allo stato nascente.

    Lo sgabello di Galagoal e l’immagine da dominatrice
    A farla esplodere davvero è stata poi la televisione. Alba ricorda Galagoal come “il miracolo che non ti aspetti mai”. Di calcio, ammette, non capiva niente, ma aveva una redazione bravissima che la preparava e persino Paola Ferrari che le dava lezioni in giardino. Il resto lo ha fatto il personaggio. “Avevo questa immagine molto sexy e glamour da dominatrice, come Sharon Stone in Basic Instinct”, dice senza girarci attorno. E in effetti quell’immagine, seduta sullo sgabello con le gambe accavallate, è rimasta inchiodata nell’immaginario televisivo maschile come poche altre. La differenza, rivendica lei, era che sapeva anche parlare di calcio. E questo, per il pubblico dell’epoca, faceva saltare il banco.

    Il no a Berlusconi e quel politico che ci ha provato
    Tra i passaggi più forti del racconto c’è il rifiuto a Silvio Berlusconi. Un’offerta da nove miliardi di lire per l’esclusiva alle sue tv, nel momento in cui il Cavaliere stava entrando in politica. Alba dice di aver detto no perché temeva che con quei soldi volesse comprarle l’anima. Una scelta che col tempo ha anche pensato di aver sbagliato, ma che ancora oggi racconta come una prova di indipendenza. Eppure, tra i due, dice ci furono comunque rispetto e perfino ironia, come quella volta a cena in Sardegna quando lui le toccò la testa e lei rispose: “Attento che ho le extension”, sentendosi ribattere: “Dillo a me che ho fatto due trapianti”.

    Poi arriva il capitolo più torbido. Quando venne allontanata da Rai 1 da un direttore che, racconta, la detestava, Alba chiese aiuto a un politico potente. Una delle cose più imbarazzanti della sua vita, la definisce così. Non cercava raccomandazioni, sostiene, ma solo giustizia. Il finale però prende un’altra piega: quest’uomo comincia a scriverle messaggi e a provarci. Lei lo stronca con un “panegirico sull’inadeguatezza del suo comportamento”, ma lui, impassibile, le chiede addirittura se abbia un’amica da presentargli. Eleganza istituzionale, diciamo, non esattamente alle stelle.

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