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Fabrizio Corona multato per gli audio privati di Raoul Bova: sanzione da 4.950 euro, «nel 2025 non risultano redditi dichiarati»

Il Garante dichiara illecita la pubblicazione dell’audio e delle chat private dell’attore, ma la multa a Fabrizio Corona si ferma a 4.950 euro. A incidere sull’importo un dato sorprendente: nell’anno di riferimento non risultavano redditi fiscalmente dichiarati.

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    Fabrizio Corona dovrà pagare 4.950 euro per aver diffuso l’audio e alcuni contenuti della conversazione privata tra Raoul Bova e Martina Ceretti, il caso diventato virale nell’estate 2025 anche per il tormentone degli «occhi spaccanti». Una cifra che potrebbe apparire modesta rispetto alla gravità della violazione descritta dal Garante per la protezione dei dati personali. Ma è proprio l’Autorità a spiegare il perché: nell’anno di riferimento, per Corona, «non risultano redditi fiscalmente dichiarati».

    Ed è inevitabilmente questo il particolare destinato a far discutere di più. Perché l’ex re dei paparazzi continua a essere un personaggio estremamente presente sui social e nel mondo dello spettacolo digitale, mostrando pubblicamente uno stile di vita che difficilmente passa inosservato. Il dato citato dal Garante, però, è preciso e riguarda esclusivamente i redditi fiscalmente dichiarati presi in considerazione ai fini della sanzione: qualsiasi deduzione ulteriore sulla sua situazione economica sarebbe, in assenza di altri elementi, soltanto una supposizione.

    Corona e gli audio di Raoul Bova, il Garante: «Diffusione illecita»

    Il provvedimento arriva al termine di una complessa istruttoria e dopo i precedenti interventi urgenti dell’Autorità. Il Garante ha dichiarato «illecita la diffusione non autorizzata di un file audio e di contenuti estratti da una conversazione privata intercorsa via chat tra Raoul Bova e un’altra persona, pubblicati da Fabrizio Corona su social network e piattaforme digitali nel 2025».

    Il materiale aveva rapidamente travalicato i confini del gossip. Frasi, audio e riferimenti alla conversazione erano diventati virali, generando meme e tormentoni che avevano coinvolto direttamente Bova e Martina Ceretti.

    Per l’Autorità, tuttavia, la notorietà di un personaggio pubblico non cancella il diritto alla riservatezza. E soprattutto non rende automaticamente di interesse pubblico tutto ciò che riguarda la sua vita sentimentale.

    La multa da 4.950 euro e il nodo dei redditi dichiarati

    È qui che arriva l’aspetto più curioso dell’intera vicenda. Pur sottolineando «la gravità della violazione» e la natura «particolarmente delicata» dei dati diffusi, il Garante ha stabilito una sanzione amministrativa di 4.950 euro.

    La ragione indicata nel provvedimento è economica: per Corona «non risultano redditi fiscalmente dichiarati nell’anno di riferimento».

    Un elemento che inevitabilmente alimenta curiosità intorno all’ex paparazzo, considerando la sua continua attività pubblica e digitale. Ma il provvedimento non afferma che Corona non disponesse di denaro o di altre risorse: certifica il dato, assai più circoscritto, dell’assenza di redditi fiscalmente dichiarati nell’anno preso in esame. Ed è su questo parametro che il Garante ha calibrato la sanzione.

    «Gossip e spettacolarizzazione hanno danneggiato Bova»

    Particolarmente duro è il giudizio dell’Autorità sulle modalità con cui il materiale è stato utilizzato. Secondo il Garante, la condotta sarebbe stata posta in essere con finalità di «spettacolarizzazione e alimentazione del gossip», provocando «un significativo pregiudizio alla reputazione, anche lavorativa, e alla privacy dell’attore».

    La pubblicazione attraverso social network e piattaforme digitali avrebbe inoltre aggravato la violazione, moltiplicando pubblico, condivisioni ed effetti della diffusione.

    Il principio ribadito dall’Autorità è netto: essere famosi non significa rinunciare alla propria sfera privata. La pubblicazione di conversazioni intime e affettive, quando manca un effettivo interesse pubblico, supera secondo il Garante il limite dell’essenzialità dell’informazione.

    Per Corona arriva quindi una multa che, almeno nell’importo, difficilmente gli farà tremare i polsi. A fare molto più rumore dei 4.950 euro rischia però di essere la motivazione utilizzata per determinarli: nel 2025, fiscalmente, non risultavano redditi dichiarati.

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