Gossip
Flora Canto e la non-notizia dell’anno: “Non ho mai spiato mio marito”. Ma allora perché dirlo in tv?
Flora Canto racconta di non aver mai assunto un investigatore privato per controllare Enrico Brignano. Una frase innocua che però riapre una domanda: siamo sicuri che tutto debba diventare contenuto televisivo?
Confesso una debolezza: continuo a guardare i talk televisivi sperando che, prima o poi, qualcuno dica qualcosa di sorprendente. Un retroscena, una confessione, un’opinione fuori dal coro. Poi accendo la tv e mi ritrovo davanti a dichiarazioni come questa: “Non ho mai messo un investigatore privato alle costole di mio marito”.
A pronunciarla è stata Flora Canto durante un’intervista a La Volta Buona.
Bene. Ottimo. Siamo tutti sollevati.
La dittatura del riempitivo
Il problema non è Flora Canto, che fa il suo lavoro e risponde alle domande che le vengono poste. Il problema è un altro: la televisione sembra sempre più spesso affamata di contenuti a prescindere dal loro interesse.
Così una coppia normale, che vive una relazione apparentemente serena, deve comunque produrre una frase, una battuta, una micro-rivelazione da trasformare in titolo.
E allora ecco la non-notizia perfetta: non ha spiato il marito. Che, tradotto brutalmente, significa che non è successo nulla.
Quando il gossip resta senza gossip
Il paradosso è che oggi anche l’assenza di uno scandalo viene raccontata come se fosse uno scandalo. “Non l’ho controllato.”, “Non l’ho tradito.”, “Non sono gelosa.”, “Va tutto bene.”
Frasi che, in qualunque conversazione normale, durerebbero tre secondi. In televisione invece diventano argomento di dibattito, rilancio social e articolo online.
Nel frattempo Enrico Brignano continua probabilmente la sua giornata ignaro del fatto che l’evento mediatico del momento sia il mancato utilizzo di un investigatore privato.
Forse dovremmo pretendere qualcosa di più
La sensazione è che la televisione italiana stia progressivamente confondendo la confidenza con il contenuto. Non tutto ciò che viene detto davanti a una telecamera è automaticamente interessante.
E forse dovremmo tornare a pretendere qualcosa di più: storie vere, aneddoti curiosi, opinioni autentiche, persino qualche litigio memorabile. Qualunque cosa, purché abbia davvero qualcosa da raccontare.
Perché altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi a commentare per giorni il fatto che una moglie non abbia assunto un detective per seguire il marito.
E francamente, come colpo di scena, siamo un po’ sotto la media.
