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Miley Cyrus si confessa tra infanzia da star e dipendenze: “Vivevo in uno stato di euforia”, la verità dietro Hannah Montana
Dai giorni di Hannah Montana agli eccessi fino alla sobrietà: Miley Cyrus racconta la sua vita senza filtri. Tra famiglia, polemiche e rinascita personale, la popstar oggi guarda al passato come a un mosaico da accettare.
Miley Cyrus torna a guardarsi indietro e lo fa senza sconti, senza filtri e senza nostalgia selettiva. A 33 anni, con una carriera consolidata e un Grammy in tasca, la cantante decide di raccontare cosa significa davvero crescere sotto i riflettori. E lo fa partendo da una frase che pesa: “Ero abituata a vivere in uno stato di euforia”. Una confessione che riporta al centro il lato più fragile di un percorso iniziato troppo presto.
Da Hannah Montana alla perdita del controllo
Tutto parte da Hannah Montana, il fenomeno Disney che l’ha trasformata in una star mondiale quando era ancora una ragazzina. Un successo enorme, travolgente, che però ha avuto un prezzo. Miley Cyrus racconta di non aver mai davvero imparato a gestire la discesa dopo quella continua salita emotiva. “Non credo di aver mai imparato a scendere da quella spirale”, spiega. Una dinamica comune a molti artisti cresciuti sotto pressione, ma che nel suo caso ha preso una forma ancora più estrema negli anni successivi.
Gli anni bui tra provocazioni e polemiche
Il periodo post-Disney è stato il più turbolento. Dall’esibizione agli MTV Video Music Awards del 2013 con Robin Thicke al videoclip provocatorio di “Wrecking Ball”, Miley sceglie consapevolmente di rompere con l’immagine costruita in precedenza. Una scelta radicale, divisiva, che ha attirato critiche feroci ma che lei oggi rivendica senza esitazioni. “Mi sono presentata al mondo con audacia, quando avrei potuto andare sul sicuro”, racconta. Una fase segnata anche da eccessi e dipendenze, che hanno contribuito a costruire quell’immagine ribelle e fuori controllo.
La svolta: sobrietà e consapevolezza
Il punto di svolta arriva nel 2020, quando Miley Cyrus decide di abbracciare la sobrietà. Un cambiamento profondo, che le permette di rileggere il passato con maggiore lucidità. “Ora riesco ad avere compassione per me stessa”, spiega. Non più una fuga in avanti, ma un equilibrio nuovo. “La mia vita è meravigliosa, non mi sento più come se stessi nuotando controcorrente”. Una frase che racconta più di qualsiasi titolo.
Il ruolo della famiglia e il peso del successo precoce
A fare la differenza, nel suo percorso, è stato anche il supporto dei genitori. Miley sottolinea come la sua famiglia non abbia mai avuto bisogno del suo successo per sopravvivere, evitando così una pressione economica che spesso grava sui giovani artisti. Il padre, sempre presente sui set, ha rappresentato una protezione costante. “Non ero mai sola”, racconta. Un dettaglio che oggi assume un significato ancora più importante.
Miley Cyrus non rinnega nulla. Anzi, costruisce la sua identità proprio su quel passato fatto di eccessi, cadute e ripartenze. “Sono come una coperta patchwork”, dice. Un’immagine che sintetizza tutto: ogni pezzo, anche il più difficile, resta lì. Perché è proprio da lì che nasce la versione di sé che oggi riesce, finalmente, a stare in piedi.
