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Selvaggia Lucarelli racconta come ha perso 20 chili: «Mangiavo per non pensare di dimagrire». La paura dei 50 anni e la richiesta d’aiuto
Nella sua newsletter Vale Tutto, Selvaggia Lucarelli si è raccontata con grande sincerità, ripercorrendo il periodo in cui ha preso quasi venti chili e il percorso che l’ha portata a chiedere aiuto a una professionista per ritrovare il proprio benessere fisico e mentale.
Selvaggia Lucarelli ha impiegato anni per trovare il coraggio di affrontare un problema che stava condizionando sempre di più la sua vita. Non erano soltanto i chili accumulati, quasi venti, ma la sensazione di aver perso il controllo del proprio corpo, la fatica nel compiere gesti quotidiani, i vestiti che non entravano più e soprattutto quella promessa che continuava a ripetersi ogni mattina senza riuscire a mantenerla: da oggi cambio tutto. A pochi giorni dal suo cinquantesimo compleanno, la giornalista ha capito di non poter più rimandare e ha deciso di chiedere aiuto, iniziando un percorso che l’avrebbe portata a dimagrire e a recuperare un rapporto più sereno con se stessa.
Oggi, a 52 anni, opinionista del Grande Fratello Vip, Lucarelli ha scelto di raccontare pubblicamente questa esperienza nella seconda puntata della sua newsletter Vale Tutto, ripercorrendo senza filtri gli anni nei quali il peso era aumentato progressivamente, mentre lei cercava di convincersi che sarebbe bastato un piccolo sforzo per tornare alla situazione precedente. Un racconto che attraversa la pandemia, i lutti familiari, le difficoltà personali e due viaggi, in Colombia e in Nepal, durante i quali la giornalista ha dovuto fare i conti con un disagio fisico diventato impossibile da ignorare.
Il viaggio in Colombia con Lorenzo Biagiarelli e la scoperta di non riuscire più a stare al passo
Il primo vero campanello d’allarme è arrivato nell’estate del 2023, durante una vacanza in Colombia insieme al compagno Lorenzo Biagiarelli. Lucarelli si è resa conto che il suo corpo non riusciva più a sostenere il ritmo di un viaggio organizzato secondo abitudini che fino a qualche anno prima non le avrebbero creato particolari difficoltà. Le scale da salire, le lunghe camminate e persino una passeggiata a cavallo erano diventate esperienze faticose, tanto da costringerla a confrontarsi con una condizione fisica che aveva continuato a sottovalutare.
«Il ricordo di quei gradini con vecchi e bambini che mi sorpassavano, del cavallo su cui ero salita in maniera imprudente perché il corpo era sfinito, di quell’estate in cui avevo pianificato un viaggio che non era più proporzionato al mio stato fisico, era evaporato appena sbarcata a Malpensa», ha raccontato, ammettendo che nemmeno quell’esperienza era stata sufficiente a convincerla a cambiare le proprie abitudini.
Una volta tornata in Italia, infatti, aveva ripreso la vita di sempre, continuando a rimandare il momento di affrontare il problema. Era convinta che la situazione fosse facilmente reversibile e che, quando lo avesse davvero desiderato, sarebbe bastato un mese di dieta per recuperare la forma precedente. Una convinzione che le permetteva di ignorare quella voce interiore che la invitava a considerare la salute come qualcosa da proteggere, soprattutto se voleva continuare a vivere con l’intensità alla quale era abituata.
La pandemia, la morte della madre e il cibo diventato una consolazione
Nel racconto di Selvaggia Lucarelli, l’aumento di peso non è legato a un singolo episodio, ma a un periodo particolarmente complicato della sua vita, cominciato con la pandemia e proseguito attraverso una serie di difficoltà familiari e personali. Durante il lockdown, la giornalista aveva sviluppato insieme a Lorenzo Biagiarelli una passione per i vini bianchi, iniziando a interessarsi alle etichette, alle aziende vinicole e alla storia dei produttori, un’abitudine che si era progressivamente inserita nella loro quotidianità.
A rendere tutto più difficile era arrivato il 2022, un anno che Lucarelli ha definito terribile per le numerose vicende dolorose che aveva dovuto affrontare. Le condizioni di salute dei genitori, la necessità di assisterli, il Covid, la morte del suo cane e successivamente quella della madre avevano assorbito gran parte delle sue energie, lasciando sempre meno spazio all’attenzione verso il proprio benessere.
«E io, in mezzo a tutto questo turbinio di eventi, avevo smesso definitivamente di pensare al mio corpo. Anzi, mangiare (e bere qualcosa) era una discreta consolazione», ha confessato, spiegando come il cibo fosse diventato un modo per trovare sollievo dalle preoccupazioni. Una situazione che, con il passare dei mesi, aveva contribuito ad aumentare il disagio fisico e la difficoltà di modificare abitudini ormai consolidate.
I pantaloni con l’elastico, i tacchi abbandonati e gli insulti sul peso
Il cambiamento era diventato sempre più evidente anche nella scelta degli abiti, un aspetto che Lucarelli ha raccontato con particolare sincerità. La giornalista aveva progressivamente rinunciato ai vestiti che amava, scegliendo capi larghi e comodi per evitare quella sensazione di costrizione che ormai accompagnava buona parte della sua giornata.
«Ho iniziato a comprare solo pantaloni con l’elastico in vita perché tutto mi comprimeva, il mio seno già abbondante da magra era sempre più scomodo, le spalline mi tagliavano le spalle e soffrivo sempre più spesso di cervicale. I miei adorati tacchi erano ormai importabili», ha spiegato, ricordando anche la frustrazione provata nei negozi di abbigliamento, dove persino le taglie più grandi avevano cominciato a sembrarle troppo strette.
A questo disagio si aggiungevano i commenti offensivi ricevuti sui social, dove il suo aspetto fisico era diventato un bersaglio ricorrente. Lucarelli ha raccontato di essere stata insultata ripetutamente da un personaggio del mondo del gossip, che aveva trasformato il suo peso in un motivo di derisione pubblica, al punto che anche molti giovani avevano cominciato a rivolgersi a lei utilizzando gli stessi appellativi.
Nonostante tutto, continuava a evitare persino gli esami medici, perché temeva di scoprire che la situazione fosse più seria di quanto volesse ammettere. «In tutto questo, di analisi non ne facevo. Figuriamoci se volevo sapere qualcosa del mio stato di salute. Ero in evidente sovrappeso, mica obesa. Mica malata», ha scritto, descrivendo il modo in cui cercava di ridimensionare un problema che stava diventando sempre più presente nei suoi pensieri.
Il viaggio in Nepal e le fotografie cancellate: «Non volevo vedere com’ero diventata»
Fra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, mentre lavorava alla stesura del libro Il vaso di pandoro, dedicato al caso che aveva coinvolto Chiara Ferragni, Selvaggia Lucarelli ha deciso di partire per il Nepal, un Paese che conosceva bene e nel quale sperava di trovare la tranquillità necessaria per concludere il lavoro. Quel viaggio, però, si è trasformato in un confronto particolarmente difficile con la propria immagine e con i disturbi fisici che continuava ad avvertire.
«A Kathmandu sto male. Sono pesante, sudo troppo, sono nervosa, sento che le mie articolazioni sono sempre più rigide. Ho una valigia piena di camicioni informi, non so più come vestirmi», ha raccontato, spiegando che a colpirla erano state soprattutto le fotografie scattate da Lorenzo Biagiarelli, nelle quali si era ritrovata davanti a un’immagine di sé che fino a quel momento aveva cercato di non guardare.
La confessione più dolorosa riguarda proprio il rapporto con quelle immagini: «Ero partita per staccare, ma anche lì passavo una parte della giornata a cercare di non vedermi. La sera riguardavo le foto e cancellavo le mie. Di quel viaggio volevo conservare tutto, tranne la prova di esserci stata».
Nel frattempo, ai problemi legati al peso si erano aggiunti stanchezza, sudorazione notturna, attacchi di fame e rigidità articolare, sintomi che inizialmente aveva attribuito alla premenopausa. Con l’avvicinarsi dell’estate del 2024, tuttavia, il disagio era diventato tale da convincerla che continuare a rimandare avrebbe significato rinunciare a vivere pienamente un periodo della propria vita che, sotto molti altri aspetti, considerava felice.
Il messaggio alla nutrizionista prima dei 50 anni: «Passo le giornate a pensare di dimagrire e a mangiare per non pensarci»
La svolta è arrivata il 15 luglio 2024, quindici giorni prima del cinquantesimo compleanno. Dopo anni trascorsi a promettersi che avrebbe cominciato una dieta, ridotto il consumo di alcol e ripreso a camminare, Selvaggia Lucarelli ha deciso di rivolgersi a una nutrizionista che un’amica le aveva consigliato molto tempo prima.
«Ho fatto quello che avrei dovuto fare da molto tempo. Ho chiesto aiuto. Io che ho sempre pensato di cavarmela da sola, ho capito che da sola non sarei mai stata capace di risolvere il mio problema», ha raccontato, spiegando che proprio quella decisione, inizialmente vissuta quasi come una resa, si è rivelata il primo gesto concreto dopo un lungo periodo di frustrazione e promesse non mantenute.
Il messaggio inviato alla professionista riassumeva con poche parole il rapporto complicato che aveva sviluppato con il cibo e con il proprio corpo: «Dottoressa, credo di avere un problema. Passo le giornate a pensare di dimagrire e a mangiare per non pensarci. E poi sto male».
Lucarelli non sapeva ancora se sarebbe riuscita a perdere peso, quanto tempo sarebbe stato necessario o se avrebbe trovato un percorso compatibile con la propria vita professionale. Aveva però capito di non voler affrontare un altro compleanno continuando a ripetersi che avrebbe cominciato a prendersi cura di sé in un momento successivo.
È da quella richiesta d’aiuto che è iniziato il percorso di dimagrimento che oggi la giornalista ha deciso di condividere pubblicamente, dopo aver ricevuto per anni domande sul cambiamento del proprio aspetto fisico. Un racconto nel quale, almeno per ora, il centro della vicenda non è una dieta miracolosa o un segreto per perdere chili, ma il momento in cui ha smesso di cercare di risolvere tutto da sola e ha scelto di affidarsi a una professionista.
