Speciale Grande Fratello
Andreas Muller diventa Francesco Gabbani e trionfa con Danto: «Occidentali’s Karma» fa impazzire tutti, mentre Varsi paga la coreografia
Il cantante conquista la vittoria con un’esibizione spettacolare e un balletto trascinante. Andreas Muller firma una coreografia da applausi, Megan Ria delude.
Danto vestito da scimmia è il tocco di classe di un’esibizione che ha letteralmente conquistato il pubblico. Insieme ad Andreas Muller, il concorrente ha portato in scena Occidentali’s Karma trasformandosi in un Francesco Gabbani talmente convincente da sembrare, per qualche minuto, ancora più Gabbani dell’originale. Una performance esplosiva, costruita su un equilibrio perfetto tra canto, imitazione e danza, che ha regalato al programma uno dei suoi momenti migliori.
Il merito va diviso tra Danto, capace di interpretare il brano con energia e personalità, e Andreas Muller, autore di una coreografia spettacolare che ha valorizzato ogni passaggio della canzone. Il risultato è stato un numero completo, divertente e tecnicamente riuscito, con quel pizzico di ironia che rende Occidentali’s Karma immediatamente riconoscibile.
Andreas Muller firma una coreografia da applausi
La scelta di riproporre anche la celebre scimmia del brano di Gabbani si è rivelata vincente. Danto ha affrontato la prova senza risparmiarsi, mentre Muller ha costruito intorno a lui un balletto capace di accompagnare l’imitazione senza soffocarla.
Una differenza fondamentale rispetto a tante esibizioni nelle quali la danza finisce per diventare un elemento decorativo o, peggio, un ostacolo. Qui tutto ha funzionato: ritmo, movimenti, interpretazione e presenza scenica. Una vittoria a mani basse, con una delle performance più riuscite mai viste nel programma.
Varsi convince come Califano, ma Megan Ria sbaglia tutto
A perdere la sfida è stato Varsi, che pure aveva offerto una buona interpretazione di Franco Califano. Sul piano dell’imitazione, il concorrente aveva centrato il personaggio, restituendone il carattere e l’inconfondibile stile.
A penalizzarlo è stata invece la coreografia firmata da Megan Ria, decisamente poco riuscita e incapace di valorizzare il lavoro del cantante. Una costruzione scenica disastrosa rispetto a quella proposta da Andreas Muller, che ha finito per accentuare il divario tra le due esibizioni.
Il confronto ha premiato giustamente Danto e Muller, protagonisti di un numero nel quale ogni elemento ha contribuito al risultato finale. Varsi ha fatto bene la sua parte, ma questa volta la differenza l’ha fatta soprattutto chi ha costruito lo spettacolo intorno alla voce.
