Speciale Grande Fratello
La gieffina trans Rebecca De Pasquale esclusa dalla tv del mattino: “La mia storia è troppo forte per quell’orario”
L’ex gieffina, un tempo monaco benedettino, avrebbe dovuto raccontarsi in un programma mattutino ma l’intervento è stato cancellato all’ultimo. “Per la fascia delle 12:30 l’argomento non va bene”, spiega ai follower. Un paradosso, visto che nei contenitori del mattino trovano spazio cronaca nera e storie estreme
Rebecca De Pasquale è stata un simbolo televisivo prima ancora che un personaggio: la prima concorrente trans a entrare nella casa del Grande Fratello, quattordicesima edizione, con alle spalle un passato inatteso da monaco benedettino. Una vita fatta di passaggi radicali, fede, identità e rinascita. Proprio quella storia, che lei aveva annunciato di voler raccontare in un programma del mattino, è diventata ora motivo di esclusione.
L’ospitata saltata all’ultimo minuto
Pochi giorni fa Rebecca aveva informato i suoi follower dell’invito ricevuto: un’intervista prevista intorno alle 12:30, in diretta televisiva. Poi qualcosa si è inceppato. Con un messaggio affidato ai social ha spiegato il motivo: “Non è stato più possibile perché per la fascia oraria la storia è troppo forte, troppo delicata, si parla di un argomento troppo scioccante, quindi non si può”.
Parole che hanno lasciato molti perplessi. La sua vicenda personale, che intreccia vocazione religiosa, transizione e popolarità televisiva, sarebbe stata ritenuta inadatta al pubblico di metà giornata. Una motivazione che suona singolare se confrontata con ciò che quotidianamente passa negli stessi palinsesti.
Il paradosso del daytime
Nei contenitori del mattino, infatti, trovano spazio senza troppi filtri delitti efferati, femminicidi, storie di violenza domestica e cronache giudiziarie raccontate nei minimi dettagli. Temi durissimi che nessuno giudica “troppo scioccanti” per l’ora di pranzo. Perché allora la vita di Rebecca dovrebbe esserlo?
La stessa ex gieffina non nasconde l’amarezza e l’incredulità. Non cercava scandalo, ma solo la possibilità di spiegare un percorso umano complesso, fatto di ricerca spirituale e di accettazione di sé. Un racconto che, al contrario, potrebbe avere un valore educativo e di confronto.
Dal monastero al reality, una voce scomoda
Prima di diventare volto noto della tv, De Pasquale aveva scelto il silenzio del convento, indossando l’abito benedettino. Poi la decisione di abbandonare quella vita e di intraprendere un cammino di transizione, fino all’approdo al Grande Fratello, dove conquistò il pubblico con ironia e sensibilità.
Proprio questa traiettoria, così lontana dagli schemi, sembra oggi creare imbarazzo. La televisione generalista, che spesso ama le etichette facili, fatica ad affrontare storie che mettono in discussione i confini tra fede, genere e identità.
Una questione che va oltre il singolo caso
Il “no” ricevuto da Rebecca riapre un tema più ampio: quali narrazioni sono considerate accettabili nel servizio pubblico e quali no? Chi decide cosa è troppo delicato per gli spettatori? Domande che restano sospese mentre lei promette di continuare a cercare spazi dove poter parlare senza censure.
Per ora rimane la sensazione di un’occasione persa, non solo per una persona ma per un pubblico che avrebbe potuto ascoltare una testimonianza autentica. E il dubbio che, a volte, la verità faccia più paura della cronaca nera.
