Speciale Grande Fratello

Selvaggia Lucarelli svela il segreto del suo dimagrimento: «Non fingerò che i farmaci non siano esistiti». Tutto iniziò con quei 740 gradini

Dopo le continue domande sul peso perso, la giornalista decide di raccontare tutto: la crisi durante un viaggio in Colombia, il cambiamento delle abitudini e il ricorso anche ai farmaci. «Non è una storia di farmaci miracolosi».

Published

on

    Per due anni le hanno fatto la stessa domanda: come ha fatto Selvaggia Lucarelli a dimagrire così tanto? Adesso ha deciso di rispondere e, soprattutto, di non raccontare la solita favola fatta soltanto di dieta, palestra e forza di volontà. Nel percorso che l’ha portata a perdere peso ci sono stati anche i farmaci e lei stessa sceglie di dirlo senza girarci intorno: «Non fingerò che i farmaci non siano esistiti».

    Lucarelli ha deciso di ricostruire la propria esperienza nella newsletter Vale Tutto, trasformandola in un vero progetto editoriale composto da otto articoli, un ebook e due videopodcast. Un racconto che parte dall’estate del 2023 e affronta alimentazione, abitudini, salute, difficoltà e mantenimento dei risultati.

    Ma soprattutto racconta il momento preciso in cui ha capito di voler cambiare qualcosa.

    I 740 gradini in Colombia e quel fiatone che cambia tutto

    È l’8 agosto 2023 e Selvaggia Lucarelli si trova in Colombia insieme a Lorenzo Biagiarelli. Durante il viaggio decide di affrontare la salita alla Piedra del Peñol, enorme formazione rocciosa che si raggiunge percorrendo una scalinata di 740 gradini.

    Ed è lì che arriva il campanello d’allarme.

    Dopo appena pochi gradini, Lucarelli si rende conto di essere già in difficoltà. Il ricordo che ne conserva è molto più efficace di qualsiasi numero sulla bilancia: «Ho il fiatone di un fumatore decennale di Marlboro rosse e non ho mai fumato nella vita».

    Quella salita le fa vedere il problema da una prospettiva diversa. Non si tratta più soltanto di piacersi o meno davanti allo specchio. Il peso comincia a interferire con qualcosa che per lei conta molto di più: la libertà di fare ciò che ama senza sentirsi fisicamente limitata.

    Da quel momento parte il percorso.

    «Non fingerò che i farmaci non siano esistiti»

    Ed è qui che Lucarelli affronta l’argomento destinato probabilmente a suscitare più curiosità. Dopo mesi di supposizioni sul suo dimagrimento, la giornalista conferma che nel suo percorso hanno avuto un ruolo anche i farmaci.

    Non specifica, almeno nel racconto disponibile, quali medicinali abbia assunto né presenta quella scelta come la spiegazione unica del peso perso. Anzi, mette subito un paletto: «Non fingerò che i farmaci non siano esistiti», scrive, ma precisa anche che la sua «non è neppure una storia di farmaci miracolosi».

    Una distinzione importante perché Lucarelli vuole raccontare il dimagrimento nella sua complessità, senza trasformarlo né nell’ennesima celebrazione della forza di volontà né nella scorciatoia del farmaco capace di risolvere tutto.

    Selvaggia Lucarelli racconta cosa c’è davvero dietro il suo dimagrimento

    Il progetto entrerà infatti anche nel rapporto con il cibo, nelle abitudini quotidiane e nelle difficoltà incontrate durante il percorso. Un capitolo riguarderà proprio i farmaci per dimagrire, mentre un altro tema centrale sarà quello che spesso scompare dai racconti delle trasformazioni fisiche: come mantenere nel tempo i risultati ottenuti.

    Lucarelli sembra voler smontare soprattutto l’idea che dietro una perdita di peso importante esista necessariamente una formula semplice e replicabile. Il suo percorso nasce da un’esperienza precisa, passa attraverso cambiamenti personali e comprende anche strumenti farmacologici dei quali ha deciso di non nascondere l’esistenza.

    La giornalista sceglie così di rispondere alle domande che l’hanno accompagnata negli ultimi due anni, ma alle sue condizioni e senza consegnare al pubblico una risposta facile.

    Dalla Piedra del Peñol alla nuova Selvaggia

    A far scattare tutto, dunque, non sarebbe stata una fotografia venuta male né la voglia di entrare in una taglia più piccola. È stata quella scalinata colombiana e la sensazione di non riuscire più a fare normalmente qualcosa che desiderava fare.

    Da lì è cominciato un percorso che Lucarelli adesso promette di raccontare senza omettere i passaggi più delicati, compreso quello che inevitabilmente farà discutere di più. Sì, i farmaci ci sono stati. No, secondo il suo racconto non spiegano da soli ciò che è accaduto.

    Dopo due anni di domande, indiscrezioni e supposizioni, Selvaggia Lucarelli ha quindi deciso di mettere sul tavolo la propria versione completa. E quella frase, «non fingerò che i farmaci non siano esistiti», basta già a far capire che non intende raccontare soltanto la parte più comoda della storia.

      Ultime notizie