Speciale Temptation Island
Temptation Island senza coppie LGBTQ+, Raffaella Mennoia spiega il motivo: «Un coming out non può diventare spettacolo»
Mennoia esclude che una rivelazione tenuta nascosta al partner possa essere scoperta attraverso un filmato: «Sarebbe indelicato». Ma resta aperta la questione delle coppie che vivono già pubblicamente il proprio orientamento.
Temptation Island continua a dominare gli ascolti dell’estate, ma insieme alle vicende sentimentali dei protagonisti torna una domanda che accompagna il programma fin dalle prime edizioni: perché nel reality non trovano spazio coppie dichiaratamente LGBTQ+?
A rispondere è stata Raffaella Mennoia, storica autrice del programma e collaboratrice di Maria De Filippi. Intervistata da La Stampa, Mennoia ha affrontato soprattutto l’ipotesi che durante la permanenza nel villaggio possa emergere l’attrazione di un concorrente per persone dello stesso sesso, con il rischio di trasformare un eventuale coming out in un colpo di scena televisivo.
Raffaella Mennoia: «Nulla deve essere pilotato»
L’autrice ha respinto con decisione qualsiasi costruzione studiata a tavolino: «Nulla deve essere pilotato. Se venisse fuori spontaneamente, ben venga. Ma se una persona mi confidasse di essere attratta anche da persone del suo stesso sesso, lo escluderei: sarebbe indelicato che il partner lo scoprisse con un rvm».
La posizione espressa da Mennoia riguarda quindi una rivelazione ancora sconosciuta al compagno o alla compagna del concorrente. Se qualcuno confidasse alla produzione un aspetto tanto intimo della propria vita, gli autori non permetterebbero che il partner lo scoprisse attraverso uno dei filmati mostrati durante il falò di confronto.
Il punto, secondo Mennoia, non sarebbe l’orientamento sessuale, ma il modo in cui la televisione finirebbe per utilizzarlo. Un coming out nascosto al partner non potrebbe diventare un elemento narrativo costruito per aumentare l’attesa del pubblico o produrre una reazione davanti alle telecamere.
La tutela della persona prima del colpo di scena
Temptation Island vive inevitabilmente di rivelazioni, gelosie, tradimenti e immagini capaci di mettere in crisi gli equilibri delle coppie. Mennoia traccia però un confine quando la scoperta riguarda l’identità e la sfera più privata di un concorrente.
La produzione, in una situazione simile, sceglierebbe l’esclusione per evitare che il partner apprenda la verità attraverso un rvm. Una decisione presentata come una forma di tutela per entrambe le persone coinvolte, che dovrebbero affrontare una questione tanto delicata lontano dalle dinamiche del reality.
La risposta, tuttavia, non chiude completamente il dibattito. Un conto è impedire che un coming out diventi uno spettacolo, un altro è scegliere per il cast coppie LGBTQ+ che vivono apertamente la propria relazione e partecipano al programma con la stessa consapevolezza delle coppie eterosessuali.
Il precedente del Trono Gay a Uomini e Donne
Dalla nascita del format, Temptation Island ha raccontato esclusivamente relazioni eterosessuali. Una parte del pubblico ritiene che l’apertura alle coppie LGBTQ+ non richiederebbe cambiamenti nella struttura del programma: crisi, tentazioni, gelosie e riconciliazioni prescindono infatti dall’orientamento sessuale dei protagonisti.
Diversi reality internazionali hanno già ampliato la rappresentazione delle relazioni nei rispettivi cast. Anche nell’universo televisivo di Maria De Filippi esiste un precedente importante: nel 2016 Uomini e Donne introdusse il Trono Gay, segnando una svolta per il dating show.
Le parole di Mennoia chiariscono dunque che la produzione non intende trasformare un eventuale coming out in un espediente televisivo. Non rispondono ancora, invece, alla possibilità di vedere in futuro nel villaggio una coppia LGBTQ+ dichiarata e scelta come tutte le altre.
