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Belle, perfette e disponibili: le influencer create dall’IA conquistano i social e rubano il lavoro alle modelle vere

Le influencer virtuali rappresentano una nuova frontiera nel marketing e nella comunicazione digitale.

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    Sono bellissime, non invecchiano, non arrivano in ritardo agli shooting e non chiedono ferie. Soprattutto, non esistono. Le influencer virtuali sono diventate le nuove protagoniste del marketing digitale: ragazze create al computer, con corpi perfetti, guardaroba da capogiro e profili Instagram capaci di attirare milioni di curiosi.

    Per le aziende sono una tentazione irresistibile: niente viaggi, alberghi, truccatori o capricci da diva. Ma dietro ogni bellezza artificiale ci sono professionisti che la progettano, la animano e decidono cosa deve pubblicare.

    Lil Miquela, la modella che non è mai nata

    wired.com

    Tra le prime celebrità digitali c’è Lil Miquela, personaggio virtuale creato a Los Angeles che ha conquistato milioni di follower, collaborazioni con marchi di moda e una popolarità degna di una vera star.

    Ha un volto riconoscibile, uno stile personale e una vita raccontata attraverso fotografie e contenuti social. Tutto costruito, naturalmente, ma abbastanza convincente da trasformarla in un personaggio pubblicitario di successo.

    Aitana López, la modella spagnola che ha fatto innamorare anche un attore

    es-us.vida-estilo.yahoo.com

    Capelli rosa, fisico atletico e sguardo provocante: Aitana López è una delle influencer artificiali più conosciute. Creata in Spagna, ha attirato l’attenzione di migliaia di utenti e, secondo il racconto dei suoi creatori, persino di un attore sudamericano che avrebbe tentato di corteggiarla senza sapere che fosse digitale.

    Una dimostrazione di quanto possa diventare sottile il confine tra fotografia, finzione e realtà.

    Influencer IA: Francesca Giubelli, la bellezza artificiale made in Italy

    wired.it

    Anche l’Italia ha la sua modella virtuale. Si chiama Francesca Giubelli, è stata ideata da tre imprenditori italiani e ha fatto discutere anche per il suo coinvolgimento nel dibattito pubblico.

    In occasione delle elezioni europee del 2024, il personaggio aveva invitato i cittadini a votare, sollevando una domanda piuttosto curiosa: può una ragazza che non esiste davvero intervenire su questioni che riguardano persone in carne e ossa?

    Influencer IA: il business delle bellezze artificiali

    Le influencer virtuali possono generare guadagni attraverso sponsorizzazioni, campagne e collaborazioni commerciali. Alcune stime di settore hanno attribuito loro livelli di coinvolgimento superiori a quelli dei creator tradizionali, anche se i risultati cambiano molto a seconda dei profili.

    Non sono però completamente gratuite: servono software, creativi, grafici e persone capaci di gestire contenuti e rapporti con i marchi.

    Il vero vantaggio è il controllo. Un’azienda può scegliere aspetto, abbigliamento, ambientazione e perfino personalità della propria testimonial, senza dipendere dalla disponibilità di una modella reale.

    Resta una questione non proprio secondaria: quanti follower sanno davvero che la ragazza alla quale mettono un like non esiste?

    E mentre le bellezze artificiali conquistano nuovi contratti, viene quasi voglia di gridare: aridatece Naomi Campbell!

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