Cinema
Jacob Elordi rinnega il film che lo ha reso famoso: «Mi riconoscono ancora per Kissing Booth e io lo detesto»
Da Euphoria a Saltburn, Jacob Elordi è diventato una delle star più richieste di Hollywood. Eppure molti continuano ad associarlo a The Kissing Booth, il film che lui preferirebbe dimenticare.
Il successo è una strana bestia. Ti porta fama, soldi, copertine e ruoli prestigiosi, ma spesso decide da solo per cosa il pubblico continuerà a ricordarti. Jacob Elordi lo ha scoperto sulla propria pelle.
Oggi l’attore australiano è considerato uno dei talenti più interessanti della sua generazione. Dopo Euphoria, Saltburn e una serie di progetti sempre più ambiziosi, Hollywood lo tratta come una vera star. Eppure c’è una parte del suo passato professionale che continua a inseguirlo.
Si chiama The Kissing Booth.
«Mi riconobbe per il film che odio»
Durante un racconto diventato rapidamente virale, Elordi ha ricordato un episodio avvenuto in un bar di Los Angeles poco dopo l’esplosione di popolarità arrivata grazie a Euphoria.
«Dopo la serie Euphoria tutti hanno iniziato a riconoscermi per strada».
L’attore pensava che ormai il pubblico lo associasse principalmente ai suoi lavori più recenti. Le cose andarono diversamente.
«Un giorno sono andato in un normale caffè a Los Angeles. La ragazza alla cassa, mentre prendeva il mio ordine, mi ha guardato e ha detto: “Oh mio Dio”».
Per un attimo Elordi credette di essere stato riconosciuto per la serie HBO che lo aveva trasformato in un fenomeno globale.
L’urlo che lo ha gelato
La scena ha preso una piega inattesa pochi secondi dopo.
«Stavo per ringraziare come sempre, quando la ragazza ha urlato eccitata verso il retro: “Ehi gente, venite a vedere, è arrivato quel ragazzo del film The Kissing Booth”».
Una frase che ha avuto l’effetto di una doccia fredda.
L’attore non ha mai nascosto il rapporto complicato con quella commedia romantica adolescenziale targata Netflix che lo ha lanciato presso il grande pubblico ma che, artisticamente, sente molto distante dal percorso intrapreso negli ultimi anni.
Da teen idol a protagonista d’autore
«Mi ha riconosciuto per quel vecchio film per adolescenti che odio e che non voglio più ricordare nella mia carriera».
Una confessione brutale, ma sincera.
Il paradosso è evidente. Molti attori passano una vita a cercare un ruolo che li renda popolari. Elordi lo ha trovato quasi subito e ora cerca di lasciarselo alle spalle.
Il problema è che milioni di spettatori continuano a ricordarlo proprio come Noah Flynn, il ragazzo ribelle di The Kissing Booth.
E forse questa è una delle maledizioni del successo moderno: puoi diventare una star di Hollywood, lavorare con grandi registi e conquistare la critica, ma per una parte del pubblico resterai sempre il ragazzo del primo film che ha visto su Netflix.
