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Alfa, il nuovo disco sarà più intimo: «Racconterò le mie fragilità. Vado dallo psicologo e non lo nascondo»

Alfa prepara un disco più cantautorale e personale, dedicato anche alle fragilità dei ragazzi di oggi. Dal rapporto con lo psicologo all’ansia per un mondo sempre più veloce, fino agli incontri decisivi con Jovanotti, Vecchioni e Gigi D’Alessio.

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    Alfa cambia passo e prepara un disco più cantautorale, meno leggero e soprattutto più personale. Nel giorno del suo 26esimo compleanno, il cantante genovese racconta la direzione del nuovo progetto e sceglie di mettere al centro proprio ciò che spesso si cerca di nascondere: fragilità, ansie, paure e quello «spaesamento nei confronti della vita» che sente di condividere con molti ragazzi della sua generazione.

    «Parlerò delle mie fragilità, che poi sono anche quelle della mia generazione», anticipa Alfa. Un percorso che arriva mentre la sua carriera continua a incrociare artisti molto diversi tra loro, da Jovanotti a Roberto Vecchioni, fino a Gigi D’Alessio, con il quale ha realizzato Genova e Napoli.

    Alfa e Gigi D’Alessio, l’incontro tra Genova e Napoli

    Proprio nel giorno del compleanno, Alfa si è presentato insieme a Gigi D’Alessio allo stadio Luigi Ferraris prima di Genoa-Napoli per cantare il loro brano. Una collaborazione apparentemente distante dal suo mondo musicale, ma cercata proprio per questo.

    «Questa canzone è fuori dalla mia comfort zone ma mi piace spiazzare il pubblico», racconta. Il brano è nato lavorando a Roma, a casa di D’Alessio, e vuole intrecciare due città con tradizioni musicali fortissime. Alfa ricorda Gino Paoli e il suo rapporto con la canzone napoletana, ma anche Fabrizio De André e Don Raffaè: «Mi piacerebbe che questa pagina con Gigi aggiungesse un capitolo in più a questa tradizione».

    Da Jovanotti a Vecchioni, gli incontri che hanno segnato Alfa

    Nel percorso di Alfa le collaborazioni hanno assunto un peso che va oltre il successo dei singoli brani. Jovanotti resta il suo cantante preferito e poter lavorare con lui ha rappresentato «una vittoria personale». Di D’Alessio sottolinea invece l’umanità e le qualità musicali, mentre definisce Manu Chao «una leggenda», capace di colpirlo per energia, semplicità e impegno.

    Un posto particolare spetta a Roberto Vecchioni, che gli ha dato, racconta, «una delle spinte più propulsive» della sua carriera. Il loro rapporto è proseguito anche fuori dalla musica attraverso un progetto della Fondazione Vecchioni dedicato alla salute mentale, del quale Alfa è testimonial.

    «Vado dallo psicologo e non lo nascondo»

    Ed è proprio la salute mentale uno dei temi sui quali Alfa sceglie di esporsi senza reticenze. «Io vado dallo psicologo e non lo nascondo, anzi», dice, sottolineando come la sua generazione abbia sviluppato una maggiore attenzione verso emozioni e benessere psicologico, senza però riuscire ancora a cancellare completamente il tabù.

    Secondo il cantante, dopo il Covid il mondo è diventato «più insidioso per i giovani»: tutto corre più rapidamente e cresce la sensazione di non riuscire a tenere il passo. «Hai la sensazione che il mondo non ti aspetti: e questo crea paura di deludere, ansia».

    Alfa conosce quella pressione anche personalmente. La musica è diventata il suo lavoro quando aveva appena 18 anni e, ammette, non si sentiva ancora preparato emotivamente e professionalmente. Ha imparato strada facendo, mentre aumentavano pubblico, responsabilità e aspettative. La paura, spiega, non riguarda semplicemente il giudizio degli altri: «È qualcosa di più profondo. La definirei uno spaesamento nei confronti della vita». Ed è proprio da qui che sembra destinato a partire il suo prossimo disco.

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