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Eurovision 2026, le nostre pagelle della prima semifinale: Sal Da Vinci infiamma Vienna, Finlandia show, male Georgia e Lituania

Vienna apre le porte all’Eurovision Song Contest 2026 tra rave elettronici, drammi pop, look improbabili e performance folli. Sal Da Vinci trascina l’Italia, la Finlandia domina la scena, mentre Georgia e Lituania finiscono travolte dalle critiche.

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    Eurovision Song Contest 2026 parte da Vienna nel modo più Eurovision possibile: un gigantesco luna park sonoro dove convivono techno, melodramma, trash involontario, costumi improbabili e momenti di genio assoluto. La prima semifinale regala di tutto: rave anni Novanta, fantasy medievali, sacerdotesse dark, ultrà del pop e romantici fuori tempo massimo.

    E in mezzo a questo caos scintillante, Sal Da Vinci riesce nell’impresa più complicata: portare sul palco l’Italia melodica e nazionalpopolare trasformandola in uno spettacolo che divide, fa discutere, ma conquista la Wiener Stadthalle.

    Moldavia – “Viva Moldova” – Satoshi

    Satoshi arriva sul palco come se qualcuno avesse mischiato un rapper da stadio e una discoteca balcanica del 1998. “Viva Moldova” è un’esplosione di slogan, folklore e caos controllato. Non ha alcuna intenzione di essere elegante e forse è proprio questo il suo punto forte.

    Il pubblico si diverte parecchio.

    VOTO: 6

    Svezia – “My System” – Felicia

    La Svezia continua a produrre pop chirurgicamente perfetto. Felicia parte malinconica, quasi nostalgica, poi trasforma tutto in una tempesta elettronica fatta di laser e beat da festival techno.

    Peccato solo per un dettaglio: sembra un brano già ascoltato troppe volte.

    VOTO: 6

    Croazia – “Andromeda” – Lelek

    Fuoco, nebbia, simboli e atmosfera da saga fantasy. Lelek portano sul palco una performance ambiziosa che parla di guerra e oppressione con un’estetica da serie fantasy medievale.

    Visivamente forte, ma spesso troppo enfatica.

    VOTO: 5

    Grecia – “Ferto” – Akylas

    Akylas sembra uscito da un cartone animato impazzito. Monopattino, doposci arancioni, balletti assurdi e una canzone che pare nata dopo una notte insonne su TikTok.

    È puro trash Eurovision. E proprio per questo funziona.

    VOTO: 6,5

    Portogallo – “Rosa” – Bandidos do Cante

    Nel delirio generale il Portogallo sceglie il silenzio, l’eleganza e la tradizione. Cinque uomini immobili a cantare una ballata raffinata e impeccabile dal punto di vista vocale.

    Molto bella. Ma rischia seriamente di addormentare metà Europa.

    VOTO: 5

    Georgia – “On Replay” – Bzikebi

    La reunion che nessuno stava aspettando. I Bzikebi, ex bambini prodigio del 2008, tornano trasformati in figure cyberpunk che ripetono “la la la” dentro una scenografia incomprensibile.

    Le tutine futuristiche completano il disastro.

    VOTO: 3

    Italia – “Per sempre sì” – Sal Da Vinci

    L’Italia arriva all’Eurovision come un gigantesco melodramma napoletano catapultato in mezzo a sintetizzatori e musica dance. Completo bianco, ballerina vestita da sposa, tricolore esploso sul palco e gesto dell’anello mostrato al pubblico.

    Sì, è tutto incredibilmente italiano. Sì, a tratti sfiora perfino l’autoparodia. Ma la Wiener Stadthalle esplode e il pubblico canta con lui.

    Sal Da Vinci appare emozionato, perfino fragile vocalmente in alcuni passaggi. Ed è proprio questa imperfezione a rendere l’esibizione autentica.

    VOTO: 8,5

    Finlandia – “Liekinheitin” – Linda Lampenius & Pete Parkkonen

    Fuoco ovunque, violini elettrici e un palco gigantesco. La Finlandia si presenta da favorita con una performance enorme e spettacolare.

    Linda Lampenius domina la scena come una regina nordica uscita da un videogioco fantasy.

    Impatto gigantesco, anche se forse meno devastante di quanto ci si aspettasse.

    VOTO: 6,5

    Montenegro – “Nova Zora” – Tamara Živković

    Tamara entra in scena come una sacerdotessa gotica circondata da ballerine-streghe e coreografie drammatiche. Tutto è cupissimo, pesantissimo, teatrale.

    Talmente carico da diventare quasi involontariamente comico.

    VOTO: 4,5

    Estonia – “Too Epic To Be True” – Vanilla Ninja

    Le Vanilla Ninja riportano all’Eurovision il rock glitterato dei primi anni Duemila. Frange, pelle, chitarre e nostalgia ovunque.

    Il problema è che il pezzo sembra datato persino per il 2004.

    VOTO: 5

    Israele – “Michelle” – Noam Bettan

    Ballad costruita bene, interpretazione elegante, scenografia curata. Tutto molto corretto.

    Ma appena finisce il brano, resta pochissimo nella memoria.

    VOTO: 5,5

    Germania – “Fire” – Sarah Engels

    Sarah Engels punta tutto sull’energia: pedane, fuoco, dance e femminismo pop confezionato per il pubblico televisivo.

    Non sorprende, ma almeno sa esattamente cosa vuole fare.

    VOTO: 6

    Belgio – “Dancing on the Ice” – Essyla

    Essyla sembra una regina delle nevi precipitata dentro un videoclip post-apocalittico. Il problema è che la performance si perde completamente tra movimenti confusi e una canzone che non decolla mai.

    Molto caotica.

    VOTO: 4

    Lituania – “Sólo quiero más” – Lion Ceccah

    Argento ovunque, orchestra, dance, elettronica e voce lirica mescolate insieme senza una direzione precisa. Il risultato è un gigantesco pasticcio sonoro.

    Più che sperimentale, sembra semplicemente fuori controllo.

    VOTO: 3

    San Marino – “Superstar” – Senhit

    Senhit porta glitter, nostalgia anni Ottanta e persino Boy George. Gli ingredienti ci sarebbero tutti, ma il pezzo rimane sorprendentemente freddo.

    Peccato, perché il potenziale era enorme.

    VOTO: 5,5

    Polonia – “Pray” – Alicja

    Alicja porta una delle esibizioni più solide e credibili della serata. Scenografia elegante, palco inclinato e una performance potente senza diventare caricaturale.

    Meno appariscente di altri, ma decisamente più convincente.

    VOTO: 6,5

    Serbia – “Kraj Mene” – Lavina

    Look satanico, borchie, growl metal e disperazione sentimentale. Poi scopri che stanno semplicemente soffrendo per amore.

    Ed è esattamente questo il motivo per cui Eurovision continua a essere uno spettacolo irresistibile.

    VOTO: 5,5

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