Musica
Laura Pausini scuote il pomeriggio di Rai 1: le paure durante la pandemia, il ricordo di Baudo e la forza delle donne
A un passo dal debutto del nuovo tour europeo, la cantautrice ripercorre il matrimonio con Paolo Carta, la paura di non farcela durante il lockdown e l’impegno concreto contro la violenza sulle donne.
Domenica 27 settembre, alle 14 su Rai 1, in diretta dagli Studi “Fabrizio Frizzi” di Roma, è andata in onda la prima puntata della nuova stagione di “Domenica In”, condotta da Mara Venier in compagnia di Tommaso Cerno ed Enzo Miccio. Prima super ospite della puntata è stata Laura Pausini, protagonista di un’intensa intervista con la storica conduttrice del programma. L’artista italiana, tra le più conosciute e premiate al mondo, è reduce dal successo del nuovo album Io Canto 2, pubblicato anche nella versione spagnola Yo Canto 2, recentemente nominata ai Latin Grammy, ed è attualmente in radio con il nuovo singolo Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è, cover di Raf.
Dalla Romagna ai palcoscenici internazionali senza perdere l’identità
Nel corso della conversazione, la cantante ha ripercorso le proprie origini mantenendo uno sguardo lucido sul cammino percorso: «Oggi mi sento molto simile a quella che era partita da Solarolo. Ho studiato, mi sono data tanto da fare, ho cercato di prendere al volo delle opportunità nella mia vita. Sono stata coraggiosa. A volte ho pensato in questi ultimi anni che nonostante io fossi più timida all’inizio, in realtà ero già molto sicura di me sono del segno del Toro».
Un passaggio toccante ha riguardato le emozioni provate nel ricantare i brani dei colleghi, abitudine coltivata fin dagli esordi: «Ero adolescente ad uno dei miei primi concerti, Raf uscì sul palco con questa canzone. Difficile scegliere le canzoni di Raf, mi piacciono tutte. Come tanti miei colleghi. Oggi è imbarazzante dire perché ho fatto 10 anni di pianobar prima di Sanremo e li ho cantati tutti. Prima di fare la cantante professionista, sono una fan. Lo resto. A me ogni tanto mi manca cantare le canzoni degli altri. Quando si cantano le canzoni degli altri con tanto amore e ricevere lo stesso da loro che le hanno scritte interpretate e cambiato le parti della mia vita come persona, ti scoppia il cuore di felicità. Le mie lacrime sono di gioia e di ringraziamento».
I momenti critici della pandemia e il legame speciale con le donne
La popstar non ha nascosto i periodi di forte smarrimento interiore, come quello vissuto durante l’emergenza sanitaria globale: «Durante la pandemia inizialmente mi piaceva essere ordinata, mettere in ordine, sistemare l’armadio. Dopo una settimana della pandemia sono andata in down. Non sono abituata a stare ferma una settimana. Alcuni amici molto cari perdevano delle persone a loro care, mentre io venivo nominata agli Oscar e al Golden Globe. Mi sentivo in colpa. Volevo smettere, poi i miei amici mi hanno dato la forza di rifare un album che è piaciuto molto ai fan e mi sono caricata».
Ampio spazio è stato dedicato alla complicità con altre icone della musica mondiale e all’impegno sociale. «Io e Shakira abbiamo iniziato tutti e due giovanissime. Il suo grande successo è stato a 18 anni, come me a Sanremo. Ha un figlio che ha l’età di mia figlia Paola. Abbiamo dei legami con i nostri amori passati che ci legano molto. L’ammiro perché manda sempre un messaggio di forza di volontà. Quando hai tanto successo non è così semplice ricevere il vero affetto dalle donne. Proprio perché sono le donne che ci hanno cercato, ci fa sentire quasi in dovere di essere paladine. Di dimostrare che dentro un po’ di paura ce l’abbiamo ma abbiamo la forza di andare avanti». Un’attenzione costante che si traduce in gesti concreti durante i live: «Attraverso le mie canzoni mi hanno scritto tante donne. Ai miei concerti faccio sempre il gesto per denunciare le violenze e invito a usarlo in caso ci fosse bisogno. Anche un ragazzo mi ha detto aveva riconosciuto il gesto di aiuto, dopo averlo visto a un mio concerto. Ha chiamato la polizia ed è riuscita a denunciare».
I ricordi indelebili, gli affetti familiari e la ripartenza dei concerti
L’intervista si è arricchita di aneddoti legati alle figure chiave della sua vita, da Pippo Baudo — definito determinante per la sua carriera — fino al rapporto solido con il marito Paolo Carta: «Marco è mio marito da poco, ma stiamo insieme da 21». Una parentesi affettuosa è stata riservata anche alla figlia tredicenne Paola e alle dinamiche quotidiane in casa.
A breve la cantante tornerà a riabbracciare il pubblico dal vivo con la leg italiana ed europea dell’Io Canto World Tour 2026/2027, la sua undicesima tournée mondiale che ha già venduto oltre 450.000 biglietti a livello globale e che vedrà il suo debutto italiano l’1 e il 2 ottobre a Mantova.
