Musica

The Cure, Rosalia e Iron Maiden: il 2026 sarà l’anno dei megashow

Si parte forte già da gennaio con Slaughter To Prevail, Architects e Wu-Tang Clan, poi la stagione esplode tra Metallica a Bologna, Iron Maiden per la prima volta a San Siro, il Lux Tour di Rosalia, i ritorni di Linkin Park e Litfiba, i festival come Firenze Rocks e La Prima Estate, fino al gran finale pop con The Weeknd e alle zampate di Bad Bunny, Kanye West e Katy Perry. Un anno di concerti da segnare in agenda, mese per mese.

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    Il 2026 si preannuncia come l’anno in cui la musica dal vivo decide di alzare definitivamente il volume. L’Italia diventa una mappa fittissima di date, festival e tour che mescolano metal, rock da stadio, pop globale, elettronica e canzone d’autore. Dalla dimensione sudata dei club ai mega-eventi negli stadi, il file rouge è uno solo: tornare sotto il palco, e farlo alla grande.

    Metallo pesante, culto alternative e ritorni storici

    L’anno parte all’insegna delle chitarre cattive. Gennaio e febbraio sono un concentrato di metal e sperimentazione: Slaughter To Prevail e Architects accendono Milano, i Lorna Shore arrivano a Padova con il nuovo album, i Messa portano il loro occult doom nei club, i KMFDM tengono viva la tradizione industrial. In mezzo, la lezione d’autore di David Byrne, ex Talking Heads, che conferma quanto il 2026 non sia fatto solo di decibel ma anche di raffinatezze per palati esigenti.

    Marzo diventa lo snodo decisivo: Thundercat mischia jazz, funk e psichedelia, il Wu-Tang Clan scrive un altro capitolo di storia hip hop all’Unipol Arena, Morrissey riporta a Milano il suo culto malinconico, Achille Lauro inaugura il nuovo corso live e Poppy attraversa generi e identità sul palco dell’Alcatraz. Il 25 marzo, però, il focus si sposta sul Lux Tour di Rosalia all’Unipol Forum, uno degli show più attesi dell’anno, mentre nei club Suede, dEUS e IAMX ricordano che la scena alternative è più viva che mai.

    Stadi pieni, festival ovunque e il trionfo del rock

    Da maggio in poi il calendario esplode. Vasco Rossi inaugura la stagione negli stadi partendo da Rimini, poi tocca a Ligabue, che porta il suo rock in tour tra Bibione, Roma, Torino e Milano. Cesare Cremonini prenota il Circo Massimo e una serie di date extra tra Milano, Imola e Firenze, mentre Tiziano Ferro riprende il suo posto a San Siro con “Stadi 26”, destinato a diventare colonna sonora dell’estate italiana.

    Giugno è un mese da far tremare i palazzi. I Metallica tornano in Italia con un’unica data al Dall’Ara di Bologna, affiancati dai Gojira, mentre il 17 giugno gli Iron Maiden entrano nella storia portando il metal per la prima volta a San Siro. Intanto Firenze Rocks mette in fila Salmo, Robbie Williams, Mogwai, The Twilight Sad, Just Mustard e soprattutto The Cure, protagonisti assoluti di una serata che si annuncia già destinata a restare nella memoria dei fan. A Ferrara il metal si prende tutto con Megadeth, Anthrax, Cavalera e soci, mentre i Linkin Park tornano in Italia alla Visarno Arena dopo il sold out degli I-Days 2025.

    Festival, nostalgia e pop globale: l’altra faccia dei megashow

    Non c’è solo rock da manuale. La Prima Estate a Lido di Camaiore sfodera Nick Cave and The Bad Seeds, Gorillaz e Twenty One Pilots, mentre i Litfiba rimettono in moto la macchina del mito con il 17 Re Tour, operazione a metà tra celebrazione e manifestazione di identità rock italiana. Luglio è una maratona: Florence + The Machine, Foo Fighters con gli Idles, System of a Down e Queens of the Stone Age agli I-Days, Salmo in giro per i festival, Caparezza che torna on the road tra giugno e settembre, Scorpions, Saxon, Alice Cooper e The Damned all’Ama Music Festival.

    Al centro dell’estate si accendono anche le stelle del pop globale: Marilyn Manson piazza tre date italiane, Bad Bunny occupa l’Ippodromo La Maura, Kanye West sceglie la Rcf Arena di Reggio Emilia, Katy Perry si prende il Lucca Summer Festival. Poi arriva lui, The Weeknd, con una tripletta di San Siro dal 24 al 26 luglio e un nuovo album, “Hurry Up Tomorrow”, pronto a trasformare lo stadio milanese in un’immensa discoteca a cielo aperto.

    Da Tyler, The Creator ai Behemoth passando per i Negramaro, l’ultimo quadrimestre del 2026 promette un finale alto di gamma: rap d’autore, rock italiano da arena, black metal estremo con Behemoth e Dimmu Borgir. Un anno che non chiede solo di comprare biglietti, ma di ritagliarsi spazio, tempo e orecchie per vivere davvero il ritorno definitivo dei megashow.

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