Speciale Sanremo 2026

Clara on ice, sogna le Olimpiadi e una pattinatrice diva sulle note di un suo brano

La cantante rivela il suo passato sportivo e punta dritto ai Giochi invernali: tra ghiaccio, lustrini e note pop, Clara immagina una pattinatrice diva che volteggia su un suo pezzo. Ha quattro anni per scrivere la colonna sonora perfetta capace di emozionare e regalare brividi olimpici.

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    Clara on ice.

    Non è il titolo di un talent né di un reality invernale, ma l’ambizione dichiarata di Clara Soccini, che accanto alla musica custodisce un passato sportivo tutt’altro che marginale. Prima dei palchi e dei riflettori, infatti, c’erano l’atletica e il pattinaggio. Disciplina, cadute, ghiaccio e ripartenze. Un allenamento che, a sentirla parlare, non è mai davvero finito.

    “Alle prossime Olimpiadi voglio anche io la pattinatrice diva che fa la coreografia su un mio pezzo”. La frase è insieme sogno e programma. Perché i Giochi invernali non sono soltanto una vetrina sportiva: sono uno spettacolo globale dove musica, costume e performance si fondono in pochi minuti capaci di restare nella memoria collettiva.

    Il ghiaccio nel sangue

    Clara non parla per suggestione. Il pattinaggio lo ha praticato davvero, con la fatica e l’eleganza che comporta. E chi ha messo i pattini sa che il ghiaccio non perdona: serve equilibrio, concentrazione, capacità di trasformare la tensione in grazia.

    Non è così diverso dal palco. Anche lì si scivola, si rischia, si cade. E si deve restare in piedi con il sorriso.

    L’idea di una pattinatrice diva che volteggia su una sua canzone è un’immagine potentissima. Il corpo che disegna figure nell’aria mentre la musica accompagna salti, trottole, atterraggi millimetrici. Il pubblico trattiene il fiato, poi esplode. È uno dei pochi momenti in cui lo sport diventa pura narrazione emotiva.

    Quattro anni per scrivere il brivido

    Il calendario olimpico concede tempo. Quattro anni per arricchire la discografia con un brano capace di bucare il ghiaccio e arrivare dritto allo stomaco. Non basta un ritornello orecchiabile: serve una melodia che sostenga una coreografia, che accompagni una storia in due minuti e mezzo, che faccia vibrare l’arena.

    La musica per il pattinaggio ha una funzione quasi cinematografica. Deve crescere, esplodere, sospendersi. Deve creare il brivido nel momento del salto più alto. Clara lo sa e, con l’ambizione dichiarata, si mette una pressione non da poco.

    Ma le ambizioni “di ghiaccio” hanno questo fascino: sono fredde solo in apparenza, in realtà bruciano.

    Tra pop e Olimpiadi

    I Giochi invernali italiani si avvicinano e il pattinaggio artistico resta una delle discipline più seguite. L’idea che una cantante pop possa diventare colonna sonora di un programma olimpico non è fantascienza. È accaduto altrove, può accadere anche qui.

    Clara non parla di medaglie, ma di immagini. Di una diva sui pattini che interpreta un suo pezzo, trasformando una canzone in un momento iconico. È un modo diverso di sognare le Olimpiadi: non dal bordo pista, ma dalle casse dello stadio.

    Intanto lei lavora. Scrive, incide, cresce. Il ghiaccio aspetta. E chissà che tra quattro anni, mentre una pattinatrice si prepara al suo salto più difficile, non partano proprio le prime note di una canzone firmata Clara.

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