Speciale Sanremo 2026
Sanremo, De Martino punta all’Ariston ma Conti guarda altrove: l’erede designato sarebbe Nicola Savino
Il retroscena accende il dibattito sul futuro di Sanremo: Stefano De Martino sarebbe interessato alla conduzione. Ma Carlo Conti avrebbe individuato un possibile erede diverso dal volto di Affari Tuoi. Il nome che circola è quello di Nicola Savino, reduce da Tali e Quali Show e nuovo presentatore del Dopofestival.
Il Festival non è ancora finito che già si parla del prossimo. È la regola aurea di Sanremo: mentre sul palco si canta, dietro le quinte si prepara la successione. Stefano De Martino sarebbe interessato alla conduzione del Festival. Un’ambizione che, nel giro di poche ore, ha acceso commenti e pronostici.
De Martino, oggi volto centrale dell’intrattenimento Rai, ha costruito un percorso solido tra varietà e prime time. La sua candidatura non suona azzardata. Ma il retroscena racconta altro.
L’ambizione di De Martino
Il nome del conduttore di Affari Tuoi circola da tempo come possibile volto del “dopo-Conti”. Giovane, popolare, trasversale. Con un linguaggio televisivo capace di intercettare pubblico adulto e generazione social. In un sistema che cerca equilibrio tra tradizione e rinnovamento, il suo profilo avrebbe una sua logica.
Ma a quanto pare, la regia del futuro non passerebbe necessariamente da lì.
Il nome che sorprende: Nicola Savino
Sempre secondo quanto filtra, Carlo Conti avrebbe già individuato un erede. E non si tratterebbe di Stefano De Martino. Il nome che circola è quello di Nicola Savino.
Savino arriva da una stagione intensa: la conduzione di Tali e Quali Show e il nuovo incarico al Dopofestival lo riportano stabilmente nel perimetro Rai. È un professionista navigato, abituato al ritmo serrato e al commento leggero ma puntuale.
La sua cifra è l’ironia intelligente, la gestione fluida del gruppo, la capacità di tenere il palco senza sovraccaricarlo di protagonismo. Qualità che, in un Festival sempre più corale, potrebbero pesare.
Il peso della successione
Il nodo vero non è chi “vuole” Sanremo, ma chi può reggerlo. La conduzione del Festival non è solo spettacolo: è gestione politica, equilibrio editoriale, responsabilità industriale. È un incarico che pesa e che definisce una carriera.
Carlo Conti ha più volte ribadito la sua autonomia nelle scelte. Se davvero avesse in mente Savino come possibile erede, sarebbe una scelta di continuità tecnica più che di rottura generazionale.
Nel frattempo, i retroscena si moltiplicano. De Martino osserva, Savino lavora, Conti tace. E Sanremo, ancora una volta, si conferma non solo un festival della canzone, ma una partita di scacchi televisiva che inizia ben prima della prima nota.
