Televisione

Sesso a tre e amori gay in prima serata: Un professore divide Fratelli d’Italia, ma Giampaolo Rossi difende la fiction Rai

Tra ascolti solidi, viralità online e un pubblico sempre più giovane, Un professore torna al centro del dibattito politico. In Rai qualcuno storce il naso per le storie LGBTQ+ e una relazione a tre tra studenti, ma l’ad Giampaolo Rossi prende posizione a difesa del prodotto e di Rai Fiction.

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    La terza stagione di Un professore non è solo un successo televisivo, ma anche un caso politico. La fiction di Rai 1, diventata ormai un piccolo cult tra i più giovani e seguitissima sui social, ha acceso un dibattito che va ben oltre gli ascolti. Secondo voci raccolte nei corridoi della fu Viale Mazzini, il prodotto non sarebbe stato particolarmente apprezzato da ambienti vicini a Fratelli d’Italia.

    A creare attrito non sarebbero stati né i dati Auditel né la qualità del racconto, quanto alcune scelte narrative considerate “sensibili” da una parte del mondo politico. In particolare, la presenza di una relazione sentimentale tra due uomini mostrata in prima serata e una storyline che racconta un rapporto a tre tra studenti – due ragazze e un ragazzo – avrebbe fatto storcere più di un naso.

    Una serie cult per la Generazione Z

    Dal punto di vista del pubblico, però, Un professore sembra parlare la lingua giusta. La serie è diventata virale su TikTok e Instagram, con clip, citazioni e discussioni che rimbalzano continuamente tra i profili dei fan. Il racconto di relazioni fluide, identità in costruzione e sentimenti non incasellabili è uno degli elementi che ha reso la fiction particolarmente amata dai più giovani, che vi riconoscono dinamiche più vicine alla loro quotidianità rispetto a molta televisione generalista.

    Il successo social ha contribuito a rafforzare l’immagine della serie come prodotto contemporaneo, capace di intercettare temi che altrove faticano ancora a trovare spazio, soprattutto in prime time su una rete ammiraglia come Rai 1.

    I malumori politici dietro le quinte

    Secondo quanto filtra, le perplessità sarebbero emerse in modo ufficioso. Nessuna presa di posizione pubblica, nessun comunicato formale, ma più di una protesta sottotraccia per alcune scene considerate “troppo spinte” per la prima serata del servizio pubblico. In particolare, le sequenze di intimità tra due personaggi maschili e la normalizzazione di una relazione poliamorosa tra studenti sarebbero finite sotto osservazione.

    Un segnale di come, nonostante il successo di pubblico, certe narrazioni continuino a rappresentare un terreno sensibile per una parte della politica, soprattutto quando passano dal racconto di nicchia alla televisione generalista.

    La difesa di Giampaolo Rossi

    A fare da argine alle polemiche ci avrebbe pensato direttamente Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai. Secondo le ricostruzioni, Rossi avrebbe difeso senza esitazioni Un professore e il lavoro di Rai Fiction, rivendicando la legittimità delle scelte creative e il valore del prodotto.

    Una presa di posizione significativa, soprattutto in un momento storico in cui ogni contenuto del servizio pubblico viene letto anche attraverso una lente politica. La difesa della fiction segnala la volontà di non arretrare su una linea editoriale che punta a raccontare la società così com’è, anche quando questo significa esporsi alle critiche.

    Il confine tra racconto e ideologia

    Il caso Un professore riapre una questione mai del tutto risolta: fino a che punto una fiction può e deve spingersi nel raccontare temi considerati divisivi? E quanto pesa la sensibilità politica sulle scelte editoriali della televisione pubblica?

    Nel frattempo, la serie continua il suo percorso senza rallentamenti, forte di ascolti solidi e di una fanbase giovane e attiva. Segno che, al di là delle polemiche, il pubblico ha già scelto da che parte stare.

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