Calcio
Mauro Icardi resta a piedi fino al 2099: patente sospesa, potrà tornare a guidare a 105 anni. E lui esplode: «Mettetevi a lavorare»
Tutto comincia da un video pubblicato dalla fidanzata China Suárez, che si slaccia la cintura e si sporge dal finestrino mentre Maurito guida. Le autorità controllano e scoprono che la patente argentina risulta scaduta. Il bomber non ci sta: «Ho quella italiana fino al 2029. Sistemate le strade invece di stare a twittare e grattarvi le palle».
Mauro Icardi Non ha una squadra e adesso rischia di rimanere anche senza automobile per parecchio tempo. Anzi, a leggere la data indicata nel provvedimento delle autorità argentine, Mauro Icardi potrebbe dover aspettare addirittura il 2099, quando avrebbe 105 anni. L’ex capitano dell’Inter è finito al centro di una vicenda tanto surreale quanto rumorosa, cominciata con un video pubblicato sui social dalla fidanzata Eugenia “China” Suárez e proseguita con l’intervento del Ministero dei Trasporti della provincia di Buenos Aires.
Nelle immagini China viaggia accanto a Icardi, che si trova al volante, quando si slaccia la cintura di sicurezza e si sporge pericolosamente dal finestrino dell’auto in movimento. Il filmato diventa virale, arriva all’attenzione delle autorità e provoca una verifica sulla posizione del calciatore. Ed è qui che per Maurito cominciano i problemi veri: secondo le autorità bonaerensi, la sua patente argentina risultava scaduta.
La Subsecretaría de Política y Seguridad Vial ha quindi disposto nei suoi confronti un’inabilitazione preventiva alla guida e ha stabilito che, prima di ottenere una nuova licenza, Icardi dovrà sottoporsi a una valutazione della propria idoneità. Nel provvedimento compare una data che ha immediatamente fatto il giro del mondo: 1° gennaio 2099.
China Suárez si sporge dal finestrino e il video mette nei guai Mauro Icardi
Tutto nasce da quella che probabilmente doveva essere soltanto l’ennesima clip della coppia destinata ai social. China Suárez è seduta sul lato del passeggero mentre Icardi guida e, durante il tragitto, si toglie la cintura di sicurezza, sale verso il finestrino e porta buona parte del corpo all’esterno della vettura.
Un comportamento evidentemente pericoloso che, una volta diventato virale, attira l’attenzione delle autorità della provincia di Buenos Aires. Il Ministero interviene pubblicamente e spiega di avere avviato una verifica proprio dopo la diffusione delle immagini.
«In seguito alla diffusione del video, abbiamo constatato che Mauro Icardi aveva la patente di guida scaduta», hanno spiegato le autorità, annunciando quindi l’inabilitazione preventiva. Per poter ottenere nuovamente una licenza, l’attaccante dovrà essere sottoposto a una valutazione che ne stabilisca l’idoneità alla guida, perché, sottolinea l’ente, «la sicurezza stradale non ammette eccezioni».
Il particolare irresistibile, però, è la data associata al provvedimento. L’inabilitazione risulta fissata fino al 1° gennaio 2099, quando l’ex attaccante dell’Inter dovrebbe avere 105 anni. Ed è inevitabilmente questo dettaglio ad aver trasformato un caso di sicurezza stradale in una storia diventata immediatamente virale.
Patente sospesa fino al 2099: ma Mauro Icardi contesta tutto
C’è però un’altra versione della storia, ed è quella di Mauro Icardi. Il calciatore sostiene infatti che la patente argentina risulti scaduta per una ragione molto semplice: avrebbe convertito il documento argentino in una patente europea e sarebbe attualmente titolare di una patente italiana valida fino al 2029.
La sua reazione al provvedimento non è stata esattamente diplomatica.
«Ciao, buongiorno, volevo sapere come avete fatto a sospendere la patente italiana di cui dispongo fino al 2029», ha scritto Icardi rivolgendosi direttamente alle autorità. Secondo il centravanti, dunque, il provvedimento si baserebbe su un presupposto che non tiene conto della sua situazione attuale.
Icardi sostiene infatti che «la patente argentina va consegnata quando la converti in quella europea» e domanda provocatoriamente: «Che sospensione vi volete inventare?».
La questione è quindi meno semplice di quanto suggerisca il titolo inevitabilmente irresistibile del “ritiro fino al 2099”: da una parte le autorità argentine sostengono di avere trovato una licenza scaduta e hanno disposto l’inabilitazione preventiva; dall’altra Icardi afferma di possedere un documento italiano perfettamente valido.
Icardi furioso: «Sistemate le strade invece di grattarvi le palle»
Se sul piano amministrativo la vicenda dovrà essere chiarita, sul piano social Icardi ha già emesso la propria sentenza. E lo ha fatto nel suo stile, senza preoccuparsi troppo di scegliere le parole.
L’ex attaccante dell’Inter accusa infatti le autorità di avere sfruttato il suo nome per ottenere visibilità mediatica e parla di un «minutino di gossip» costruito intorno alla vicenda. Poi parte all’attacco: «Occupatevi di sistemare le strade per assicurare una circolazione migliore nel Paese invece di stare a twittare e grattarvi le palle, smettete di mentire e mettetevi a lavorare».
Una replica che ha inevitabilmente aggiunto benzina a una storia già perfetta per i social. Perché invece di limitarsi a contestare tecnicamente il provvedimento, Icardi ha scelto lo scontro frontale con l’ente che lo ha inabilitato alla guida.
Il centravanti ritiene inoltre sospetto che il Ministero si sia interessato con tanta attenzione alla vicenda e sostiene che dietro la comunicazione pubblica possa esserci soprattutto la volontà di sfruttare la sua notorietà. «Sembra strano che mi stiate così addosso solo per avere un po’ di risonanza sui media», ha aggiunto.
Senza squadra e adesso anche senza patente
La vicenda arriva in un momento particolare della carriera di Icardi. Dopo la conclusione dell’esperienza con il Galatasaray, il centravanti argentino è attualmente svincolato e sta cercando una nuova sistemazione. L’ex bomber dell’Inter e del Paris Saint-Germain si trova quindi momentaneamente senza squadra proprio mentre esplode l’ennesimo caso extracalcistico intorno alla sua vita privata.
Ancora una volta al suo fianco c’è China Suárez, la donna con la quale Icardi ha iniziato una nuova relazione dopo la tormentatissima separazione da Wanda Nara. Ed è paradossalmente proprio un video della nuova compagna ad aver provocato l’ultimo guaio: senza quelle immagini probabilmente nessuno avrebbe controllato in quel momento la situazione della patente del calciatore.
Il filmato ha invece innescato una reazione a catena: la clip diventa virale, le autorità intervengono, controllano i documenti di Icardi, trovano la licenza argentina scaduta e dispongono l’inabilitazione. Maurito risponde mostrando di avere tutt’altra interpretazione della propria situazione e trasforma una controversia amministrativa in uno scontro pubblico.
Il 2099 fa impressione, ma Icardi potrebbe non dover aspettare 105 anni
C’è infine un dettaglio importante per evitare che la parte più spettacolare della storia diventi anche quella più fuorviante. Non significa necessariamente che Mauro Icardi dovrà davvero aspettare il 2099 per guidare nuovamente in Argentina.
Il provvedimento ufficiale parla infatti di inabilitazione preventiva e precisa che il calciatore dovrà sottoporsi a una valutazione per determinare la propria idoneità prima di ottenere una nuova licenza. La data del 2099 compare nel provvedimento e produce l’effetto inevitabile di una sospensione lunga più di settant’anni, ma la situazione potrà cambiare una volta espletati gli adempimenti previsti dalle autorità.
Resta comunque una storia che sembra costruita apposta per inseguire Icardi fuori dal campo: una fidanzata che si sporge dal finestrino, un video pubblicato sui social, un controllo che nessuno probabilmente si aspettava e una patente argentina risultata scaduta, fino alla comparsa di quel surreale 2099 che ha fatto immediatamente il giro del mondo.
Icardi, dal canto suo, sostiene di poter dimostrare di avere una patente italiana valida fino al 2029 e non sembra affatto intenzionato ad accettare in silenzio la decisione. La partita, quindi, si è spostata dai campi di calcio alle strade di Buenos Aires e, almeno a giudicare dalla risposta indirizzata alle autorità, Maurito ha già cominciato a giocarla all’attacco.
