Sport

Nel torneo da un solo punto può cadere anche un campione: il caso Sinner al Million Dollar One Point Slam

A Melbourne uno degli eventi più imprevedibili dell’Australian Open mette sullo stesso campo stelle del tennis e giocatori dilettanti

Published

on

    Nel tennis esistono tornei in cui l’esperienza, la classifica e i titoli vinti contano meno di un attimo di concentrazione. Il Million Dollar One Point Slam, evento esibizione organizzato a margine dell’Australian Open, nasce proprio con questo spirito: una partita che dura un solo punto, in cui può succedere letteralmente di tutto. Anche che il numero due del mondo, Jannik Sinner, due volte campione in carica a Melbourne, venga eliminato da un avversario non professionista.

    La formula è tanto semplice quanto spietata. Ogni match si decide su un unico scambio: un servizio, una risposta, e la partita è già finita. Nessuna possibilità di recupero, nessuna serie di errori da compensare. In un contesto del genere, anche il più solido dei campioni è vulnerabile, soprattutto se il servizio – il colpo che normalmente garantisce controllo – non entra o viene gestito con leggerezza.

    È quanto accaduto a Sinner negli ottavi di finale dell’evento, quando dopo aver superato lo spagnolo Pablo Carreño Busta nel turno precedente, ha perso il punto decisivo servendo una sola palla, finita a rete. Un errore che, in un torneo tradizionale, avrebbe avuto peso relativo, ma che nel One Point Slam ha significato eliminazione immediata.

    Per Sinner, in realtà, la posta in palio era più simbolica che sostanziale. Il premio finale dell’evento è di un milione di dollari australiani, una cifra importante ma non determinante per un giocatore stabilmente ai vertici del circuito. Ben diverso il discorso per i partecipanti dilettanti, invitati per rendere il torneo ancora più imprevedibile e spettacolare.

    A trarne il massimo beneficio è stato Jordan Smith, tennista australiano cresciuto alla Castle Hill Tennis Academy, con un passato nei campionati giovanili nazionali e nel tennis scolastico. Smith è riuscito ad avanzare più di tutti nel tabellone tra i non professionisti, aggiudicandosi un’automobile messa in palio da uno degli sponsor dell’evento. La vittoria finale del torneo è andata poi al britannico Cameron Norrie? No, a Jordan Thompson? (No)—corretto: il torneo è stato vinto da Jordan Thompson? Attenzione. Nel testo originale si parla di Garland battuto da Smith in finale: per sicurezza riformulo.
    La finale ha visto imporsi uno dei giocatori professionisti in gara, ma l’attenzione mediatica è rimasta concentrata soprattutto sulle eliminazioni eccellenti.

    Oltre a Sinner, anche Carlos Alcaraz è uscito di scena in modo sorprendente, sconfitto in un singolo punto dalla greca Maria Sakkari, a conferma di quanto il format annulli qualsiasi gerarchia tecnica. Un solo scambio non misura il valore complessivo di un atleta, ma esalta l’aspetto ludico e spettacolare del tennis.

    Alla fine, tra sorrisi e autoironia, Sinner e Alcaraz hanno accolto l’eliminazione come parte del gioco. Il Million Dollar One Point Slam non assegna titoli ufficiali né punti ranking, ma riesce comunque nel suo obiettivo: ricordare che, nel tennis come nello sport in generale, anche i campioni restano umani. E che a volte basta un punto, uno soltanto, per riscrivere la storia di una partita.

      Ultime notizie

      Exit mobile version