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Garlasco, nel telefono di Andrea Sempio un video sotto la gonna di una donna: gli investigatori esaminano anche gli appunti sui sogni violenti

Dalle analisi dei dispositivi sequestrati emergerebbero un filmato realizzato di nascosto e il pagamento di 100 euro per tre foto intime. Nelle agende Moleskine, racconti di sogni con stupri e omicidi.

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    Un video girato di nascosto sotto la gonna di una donna, cento euro pagati a un’amica per ottenere tre fotografie intime e una serie di appunti su sogni popolati da stupri, accoltellamenti e omicidi. Sono alcuni degli elementi che gli investigatori hanno individuato, secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, analizzando i dispositivi elettronici e le agende sequestrati ad Andrea Sempio, il 38enne indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio della giovane, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.

    Il materiale comprende smartphone, pendrive e quaderni personali, tra cui alcune agende Moleskine risalenti agli anni tra il 2019 e il 2021. Gli accertamenti hanno portato alla luce contenuti che gli investigatori hanno ritenuto meritevoli di attenzione, anche se il loro eventuale collegamento con l’omicidio di Chiara Poggi resta da dimostrare.

    Il video girato sotto la gonna di una donna nel negozio di telefonia

    Uno degli elementi più delicati riguarda un filmato che Sempio avrebbe realizzato di nascosto sotto la gonna di una donna, all’interno del negozio di telefonia nel quale lavorava. Secondo le informazioni emerse dalle analisi dei dispositivi sequestrati, gli investigatori avrebbero individuato il video tra i contenuti conservati nei telefoni del 38enne. Si tratterebbe dunque di una ripresa intima effettuata senza che la donna ne fosse consapevole.

    Il ritrovamento introduce un ulteriore elemento nell’esame del materiale digitale di Sempio, anche se le informazioni disponibili non chiariscono quando risalga il filmato, quale sia la sua durata e se gli investigatori abbiano identificato la persona ripresa. Il video, per quanto descritto, non costituisce di per sé una prova di coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi, ma rappresenta uno dei contenuti che gli inquirenti hanno preso in considerazione durante gli accertamenti.

    Cento euro a un’amica per ottenere tre fotografie intime

    Dall’analisi dei telefoni emergerebbe anche un altro episodio: Sempio avrebbe pagato cento euro a un’amica in cambio di tre fotografie intime. La circostanza compare tra gli elementi raccolti dagli investigatori durante l’esame dei dispositivi elettronici. Non risultano, nelle informazioni disponibili, ulteriori dettagli sull’identità della donna, sul periodo dello scambio o sulle modalità attraverso le quali sarebbe avvenuto il pagamento. Il contenuto assume rilievo nel quadro degli approfondimenti sulla vita privata dell’indagato, ma resta distinto dall’accertamento delle responsabilità per il delitto di Garlasco. Gli investigatori hanno inoltre esaminato alcuni scritti personali che contengono riferimenti ricorrenti alla violenza, alle aggressioni sessuali e alla morte.

    Le agende Moleskine e i sogni di stupri e accoltellamenti

    Il materiale più inquietante, per il contenuto delle descrizioni, emerge dalle agende Moleskine del periodo 2019-2021. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno riportato negli atti dell’inchiesta alcuni passaggi nei quali Sempio avrebbe annotato sogni notturni caratterizzati da episodi di estrema violenza. In uno dei resoconti, i militari scrivono: «Sogna che accoltella delle persone». Un appunto datato 18 ottobre 2020 descrive un’altra scena: «Sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia».

    Il 3 gennaio, secondo il riepilogo degli investigatori, Sempio torna a descrivere un sogno nel quale accoltella qualcuno. In un’annotazione del 6 giugno compare invece il riferimento a una violenza sessuale: «Sogna che stupra» una ragazza identificata attraverso un nome di battesimo. Si tratta di contenuti che i carabinieri hanno ricavato dagli scritti dell’indagato e che descrivono, secondo gli stessi appunti, esperienze oniriche. Il racconto di un sogno violento non dimostra che chi lo ha scritto abbia commesso nella realtà gli atti descritti, né consente, da solo, di ricostruirne la personalità o attribuirgli responsabilità penali. Resta il fatto che gli investigatori hanno acquisito questi testi e li hanno inseriti nel materiale esaminato nell’ambito della nuova inchiesta.

    «Ho commesso cose brutte»: gli appunti sulla propria vita

    Tra gli scritti personali compare anche un passaggio risalente al periodo tra il 2018 e il 2019, nel quale Sempio riflette sulla propria esperienza di vita. «Ho passato cose che altri non hanno vissuto né mai vivranno», avrebbe annotato. In un altro passaggio descrive sé stesso attraverso una serie di considerazioni personali: «Nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore».

    L’espressione «commesso cose brutte» è uno dei punti che possono attirare maggiormente l’attenzione, ma gli appunti riportati non specificano a quali episodi Sempio intendesse riferirsi. Non sarebbe quindi corretto interpretare quella frase come un’ammissione relativa all’omicidio di Chiara Poggi. Gli scritti delineano il racconto che l’indagato faceva di sé stesso, delle proprie difficoltà e delle proprie esperienze, ma non permettono di stabilire automaticamente un collegamento con il delitto.

    Il rapporto con Marco Poggi e l’inchiesta sull’omicidio di Chiara

    Andrea Sempio era amico di Marco Poggi, il fratello minore di Chiara. Questo rapporto costituisce uno degli elementi biografici centrali nella ricostruzione dei suoi legami con la famiglia della vittima. La Procura di Pavia indaga sul suo possibile coinvolgimento nell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi venne uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco.

    L’analisi degli strumenti elettronici e degli scritti personali si inserisce nell’attività investigativa finalizzata a raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Gli inquirenti devono però distinguere i comportamenti documentati, le dichiarazioni personali e gli eventuali riscontri direttamente collegati al delitto. Il filmato sotto la gonna, le fotografie intime e i racconti dei sogni violenti appartengono a categorie differenti di materiale investigativo. La loro presenza negli atti non significa che abbiano tutti lo stesso valore probatorio.

    La scoperta nei dispositivi e le domande ancora aperte

    Gli accertamenti sui dispositivi di Andrea Sempio aggiungono nuovi particolari alla conoscenza della sua vita privata e dei contenuti che conservava sui propri strumenti elettronici. Il video realizzato di nascosto, il presunto pagamento per le fotografie intime e le annotazioni sulle fantasie violente rappresentano elementi distinti, che richiedono ciascuno una valutazione specifica.

    La questione decisiva, nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, rimane un’altra: stabilire se qualcuno di questi materiali possa fornire riscontri concreti sulla morte di Chiara Poggi oppure se riguardi esclusivamente comportamenti ed esperienze personali dell’indagato, peraltro in larga parte successivi all’omicidio. Le descrizioni contenute nelle agende possono colpire per la loro crudezza, ma l’accertamento di un omicidio richiede prove sui fatti, non interpretazioni psicologiche ricavate da sogni o scritti privati.

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