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“Un’altra denuncia contro Signorini”: Corona rilancia su Falsissimo e anticipa nuove accuse in arrivo su YouTube

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    Il caso mediatico che ruota attorno ad Alfonso Signorini continua ad allargarsi. Secondo quanto emerso, un uomo originario del Comasco, ex partecipante alla trasmissione Uomini e Donne, si è presentato il 15 gennaio davanti alla Guardia di Finanza di Erba per formalizzare una denuncia relativa a fatti risalenti al 2004. L’atto ipotizza i reati di estorsione e violenza sessuale e sarebbe stato trasmesso per competenza alla Procura di Milano, che a dicembre ha aperto un fascicolo d’indagine.

    La vicenda dovrebbe essere al centro della puntata di Falsissimo prevista per il 26 gennaio su YouTube, come anticipato da Fabrizio Corona, che ha parlato della querela durante la sua presenza al Tribunale civile di Milano, dove si discuteva la richiesta di inibitoria per bloccare la pubblicazione del contenuto.

    Le indiscrezioni sul presunto testimone e il ruolo di Lele Mora

    Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, l’uomo che avrebbe partecipato a Uomini e Donne avrebbe dichiarato nella denuncia di essersi rivolto a Signorini su consiglio di Lele Mora, all’epoca per tentare l’ingresso nella seconda edizione de L’Isola dei Famosi. Si tratta, al momento, di accuse contenute nell’atto di querela, che non sono state ancora contestate formalmente a Signorini nell’ambito dell’indagine in corso.

    Corona, parlando con i giornalisti, ha anticipato il contenuto della puntata definendola il “racconto di un altro ragazzo che sarebbe stato abusato con lo stesso sistema”, rilanciando così il caso mediatico a pochi giorni dalla messa online del format.

    Il contesto giudiziario e le precisazioni sulla posizione di Signorini

    Il quotidiano diretto da Marco Travaglio ha specificato che, allo stato attuale, le accuse contenute nella nuova denuncia non risultano ancora contestate a Signorini, che è indagato in relazione al racconto già reso pubblico da Antonio Medugno. La Procura di Milano sta valutando gli atti trasmessi per competenza, mentre la battaglia legale prosegue anche sul fronte civile, con i legali del conduttore impegnati a bloccare la diffusione dei contenuti ritenuti diffamatori.

    Il caso, tra indagini giudiziarie, anticipazioni mediatiche e scontro pubblico tra le parti, si conferma uno dei dossier più esplosivi del panorama televisivo italiano, con un equilibrio delicato tra diritto di cronaca, tutela della reputazione e presunzione d’innocenza.

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