Salute
Gli alimenti che non devi mai mangiare dopo la data di scadenza: la lista dei cibi ad alto rischio per batteri e tossinfezioni alimentari
Superare il giorno riportato in etichetta non è sempre una semplice questione di sapore o consistenza. Per alcune tipologie di prodotti la data rappresenta un confine rigido oltre il quale la proliferazione di agenti patogeni e tossine batteriche diventa un pericolo concreto
Nel dibattito quotidiano contro lo spreco alimentare si tende spesso a confondere due diciture legali estremamente diverse presenti sulle etichette dei prodotti: il “termine minimo di conservazione”, espresso dalla formula «da consumarsi preferibilmente entro», e la vera e propria “data di scadenza”, indicata con «da consumarsi entro». Se nel primo caso l’alimento supera la data limite perdendo soltanto alcune qualità organolettiche come aroma, fragranza o consistenza, nel secondo caso il superamento della soglia indicata trasforma il cibo in un potenziale veicolo di contaminazioni batteriche e tossinfezioni alimentari.
Le carni fresche, i macinati e i salumi cotti
Tra gli alimenti per i quali la data di scadenza non ammette deroghe figurano in primo luogo la carne fresca e in particolar modo la carne macinata. La lavorazione del macinato aumenta esponenzialmente la superficie esposta all’aria e agli agenti esterni, creando il terreno ideale per la rapida proliferazione di batteri patogeni altamente pericolosi come Salmonella, Escherichia coli e Listeria monocytogenes.
Consumare tartare, hamburger o polpette oltre la data indicata espone a severi disturbi gastrointestinali. Analogo discorso vale per i salumi cotti o affettati confezionati in vaschetta: una volta superato il limite di stoccaggio, l’eventuale carica batterica presente può moltiplicarsi anche all’interno delle confezioni in atmosfera protettiva.
Pesce fresco, mazzancolle e molluschi
Il pesce e i frutti di mare freschi rientrano nella categoria dei cibi a più alto deperimento organico. I tessuti del pescato sono ricchi di acqua e proteine facilmente attaccabili da batteri psicrofili, capaci di svilupparsi anche alle basse temperature del frigorifero domestico.
Il consumo di merluzzo, salmone o crostacei oltre la scadenza può provocare intossicazioni gravi causate da tossine batteriche o dall’accumulo di istamina, una sostanza che si forma durante la decomposizione delle proteine del pesce e che resiste persino alla cottura.
Formaggi freschi, uova e germogli grezzi
I latticini a pasta molla o fresca, come mozzarella, stracchino, ricotta e formaggi spalmabili, possiedono un elevato tasso di umidità che favorisce lo sviluppo biologico. Se superano la data limite, questi prodotti possono ospitare colonie di Listeria, un batterio particolarmente insidioso per anziani, bambini e donne in gravidanza.
Anche le uova fresche richiedono il massimo rispetto della scadenza per evitare il rischio di salmonellosi, soprattutto se destinate a preparazioni a crudo come maionese o zabaione. Infine, i germogli freschi da insalata e le verdure in busta lavate e pronte al consumo, se conservati oltre il termine, diventano soggetti all’attacco di agenti patogeni facilitati dall’ambiente umido sigillato nella busta.
