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Eleonora Pedron si laurea in Psicologia a 44 anni: «Il cinema? Non sono mai stata abbastanza brava». Poi parla di Max Biaggi e Fabio Troiano

Eleonora Pedron conquista a 44 anni la laurea magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione e guarda già al futuro. Dalla rinuncia al cinema al rapporto con Max Biaggi e Fabio Troiano, racconta anche le ferite più profonde della sua vita.

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    A 44 anni Eleonora Pedron si è laureata in Psicologia clinica e della riabilitazione, un traguardo che questa volta ha voluto dedicare soprattutto a se stessa. Accanto a lei, nel giorno della discussione, c’erano la figlia Inés, rientrata in anticipo da Malta, la madre, la zia Chiara e il compagno Fabio Troiano. Mancava soltanto Leon, il figlio avuto da Max Biaggi, impegnato a Palma di Maiorca in una settimana di tennis all’Academy di Rafael Nadal.

    Pedron lo racconta in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ripercorre gli anni più dolorosi della propria vita, parla del futuro professionale e affronta anche un capitolo che considera ormai chiuso: quello del cinema.

    Eleonora Pedron e la laurea a 44 anni

    La laurea arriva dopo un percorso che Pedron aveva già segnato con ricordi familiari molto forti. Tre anni fa, in occasione della triennale, aveva indossato la maglia arancione appartenuta al padre con la scritta Miami, che lei legge come «Mi Ami», e portato con sé l’anellino della prima comunione della sorella Nives.

    Questa volta ha scelto diversamente. «Dovevo essere sola davanti al mio traguardo e dirmi io brava», racconta. E non intende fermarsi: si è già iscritta a un master in Coaching per l’eccellenza.

    L’obiettivo potrebbe portarla anche nel mondo dello sport. «Non mi dispiacerebbe lavorare con un giovane atleta», spiega. L’esempio più vicino è proprio il figlio Leon e il suo percorso nel tennis: Pedron vorrebbe imparare a trovare le parole adatte per aiutare un ragazzo ad affrontare tanto le frustrazioni quanto i successi.

    L’addio al cinema: «Non sono mai stata abbastanza brava»

    Sul proprio passato nel mondo dello spettacolo, Eleonora Pedron non cerca giustificazioni e pronuncia una frase destinata a far discutere: «Non sono mai stata abbastanza brava, insistere significherebbe mancare di rispetto a chi lo fa per mestiere».

    Non significa però un addio alla televisione. L’ex Miss Italia sta lavorando a un nuovo progetto che dovrebbe unire il piccolo schermo ai suoi interessi nel campo della psicologia. Per ora non svela altri particolari: «Sono giorni delicati, tengo le dita incrociate».

    Emilio Fede e il ricordo del padre

    Nel racconto trova spazio anche Emilio Fede, che dopo Miss Italia le offrì il primo lavoro come meteorina. Pedron ricorda un rapporto particolarmente affettuoso: «Con me è sempre stato protettivo, mi faceva partecipare alle riunioni di redazione anche se non ero giornalista».

    Secondo lei, Fede era rimasto colpito anche dalla tragedia che aveva segnato la sua famiglia. Eleonora perse prima la sorella Nives e successivamente il padre, entrambi in incidenti stradali. Del padre conserva soprattutto un rimpianto: avrebbe voluto vederlo diventare nonno e condividere con i suoi figli la campagna, l’orto e quella vita semplice che amava.

    Max Biaggi, Fabio Troiano e l’amore

    Pedron parla infine della relazione con Fabio Troiano, che dura ormai da sette anni. La formula che considera fondamentale è semplice: «Credo che sia molto sano per una coppia che ognuno abbia i suoi spazi».

    Più complesso il rapporto con Max Biaggi, padre dei suoi due figli. Pedron ammette di aver vissuto la separazione «come un fallimento» e non vuole costruire artificialmente una grande complicità dopo la fine della relazione. Biaggi e Troiano si conoscono e si rispettano, ma «ognuno sta nel suo». Al centro restano Inés e Leon: «La priorità è fare quello che rende sereni i ragazzi, non strafare».

    Il bilancio personale resta segnato dalle perdite vissute fin da giovane, ma anche dall’esperienza maturata durante il tirocinio con piccoli pazienti oncologici. «Penso che la vita mi abbia tolto tanto. Ma quando mi guardo intorno […] mi sento fortunata. Nonostante tutto».

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