Musica
Paola Turci cancella Francesca Pascale: «Un taglio così netto che sembra un sogno mai vissuto». Poi confessa: «Ero ebbra di libertà»
Dopo la fine del matrimonio, la cantante torna con “Amore a dismisura” e racconta una separazione senza nostalgia: «Felice di essere tornata a casa mia». Ma ammette che qualcosa dell’ex moglie è inevitabilmente finito nelle nuove canzoni
Paola Turci ha scritto un intero disco sull’amore, ma se qualcuno pensa di trovarci dentro un lungo addio a Francesca Pascale rischia di rimanere deluso. Perché della donna che ha sposato nel luglio 2022 e dalla quale si è separata tre anni dopo parla oggi con una distanza sorprendente, quasi come se quella parte della sua vita appartenesse ormai a un’altra persona. Non rabbia, almeno apparentemente. Non nostalgia. E neppure il bisogno di regolare conti attraverso le canzoni.
Piuttosto un taglio.
E, a giudicare dalle parole utilizzate dalla cantante, un taglio decisamente netto.
«Il taglio è stato talmente netto che quasi sembra qualcosa che ho sognato e non ho vissuto realmente», racconta Turci mentre presenta Amore a dismisura, il nuovo album che arriva dopo sette anni di silenzio discografico.
Poi aggiunge un particolare ancora più significativo: quando quelle canzoni hanno cominciato a uscire, lei era «ebbra di felicità nell’essere tornata a casa mia», immersa in una sensazione di libertà che avrebbe improvvisamente sbloccato la scrittura.
Parole che difficilmente passeranno inosservate.
«Francesca? Lei chi? Non c’entra proprio»
Il nuovo album parla moltissimo d’amore. Ma non dell’amore romantico raccontato necessariamente come rifugio felice. Paola si interroga anche su ciò che succede quando un sentimento supera un confine, quando qualcosa che continuiamo a chiamare amore forse non lo è più.
La domanda attorno alla quale ruota il disco è infatti brutale nella sua semplicità: che amore è, se perde il suo senso?
Ci sono la fragilità, gli errori che continuiamo a ripetere, le relazioni e quella sensazione dolorosa che arriva quando la persona che credevamo sarebbe venuta in nostro aiuto sembra invece vivere chiusa nel proprio mondo.
Inevitabile, quindi, chiedere quanto della fine del matrimonio con Francesca Pascale sia entrato nelle canzoni.
La risposta di Turci, almeno su uno dei brani, non lascia spazio a interpretazioni.
Parlando di Manchi, racconta che alcune persone, ascoltandola proprio nel periodo delle tensioni pubbliche successive alla separazione, avevano pensato immediatamente a Pascale. Qualcuno si era persino complimentato con lei perché, nonostante tutto, sarebbe riuscita a dedicarle una canzone d’amore.
La reazione di Paola?
«Lei chi? Non c’entra proprio».
Più chiaro di così.
Però qualcosa di Francesca nelle canzoni è rimasto
Questo non significa che il matrimonio sia stato cancellato completamente dalla scrittura.
Quando il discorso si allarga all’intero album, Turci lo riconosce: «Sicuramente qualcosa ci è andato dentro». E indica esplicitamente due brani, Lo stesso errore e la stessa Amore a dismisura.
D’altra parte sarebbe quasi impossibile separare completamente ciò che si scrive da quello che si è vissuto. Ma Paola insiste soprattutto su un altro punto: mentre componeva quelle canzoni, la sua testa non era più dentro quella relazione.
Era già altrove.
Era tornata a Roma, nella sua città e soprattutto nella sua casa. Si era chiusa in un residence e aveva cominciato a scrivere quasi senza programmare un nuovo album. Le canzoni sarebbero arrivate spontaneamente, una dopo l’altra.
Ed è proprio quando racconta quel momento che utilizza l’espressione più sorprendente: «Ero ebbra di felicità».
Non per un nuovo amore.
Per la libertà ritrovata.
Il matrimonio con Pascale ormai sembra «qualcosa che ho sognato»
Turci e Francesca Pascale si erano sposate il 2 luglio 2022 a Montalcino, dopo una relazione vissuta inizialmente con grande riservatezza e poi diventata inevitabilmente pubblica.
La loro era stata una delle coppie più osservate e raccontate degli ultimi anni. Poi qualcosa si è rotto e, con il tempo, sono arrivate anche tensioni e reazioni pubbliche.
Turci oggi ne parla senza trasformare il nuovo disco in un processo all’ex moglie. Anzi, quando le viene attribuita una canzone riferita a Pascale, respinge apertamente l’interpretazione.
Ma proprio per questo acquistano ancora più peso le poche parole che sceglie per descrivere la separazione.
Un taglio netto.
Così netto da rendere quasi irreale ciò che è accaduto prima.
È una delle immagini più fredde che si possano usare per raccontare la fine di un matrimonio: non una ferita ancora aperta, ma qualcosa che appartiene a una dimensione ormai talmente lontana da sembrare quasi immaginaria.
Sette anni senza un disco, poi il ritorno a casa sblocca tutto
Amore a dismisura arriva il 2 ottobre, sette anni dopo l’ultimo album di inediti di Paola Turci. Nel frattempo un altro disco era stato praticamente scritto: nel 2022 la cantante aveva lavorato a un progetto intero, salvo poi decidere di lasciarlo nel cassetto perché non lo sentiva davvero suo.
Il nuovo lavoro nasce invece quasi di getto.
Turci lo definisce pop, chiaro e diretto, ma lontano dall’ossessione per la radio e dalle formule costruite per funzionare necessariamente a Sanremo. Dentro ci sono strumenti veri e un’anima che guarda anche al rock, con collaborazioni e scritture che coinvolgono tra gli altri Motta e Francesco Bianconi.
Eppure Sanremo resta una porta socchiusa.
Alla domanda se presenterà una canzone al Festival, Paola non dice di no. Al momento, spiega, non avrebbe il brano giusto, ma ha scritto altro materiale e quindi lascia aperta la possibilità: «Vedremo».
Prima ci saranno i concerti e soprattutto questo album che sembra segnare molto più di un semplice ritorno discografico.
Paola riparte da sola: «Che amore è se poi perde il suo senso?»
Dietro Amore a dismisura resta infatti una donna che sembra essersi posta domande parecchio scomode sui rapporti sentimentali.
Perché continuiamo a commettere gli stessi errori? Perché a volte cerchiamo aiuto proprio nelle persone che non riescono a darcelo? E soprattutto quando una relazione smette di essere ciò che pensavamo fosse?
Sono interrogativi che inevitabilmente faranno cercare Francesca Pascale dietro ogni verso.
Turci sembra saperlo.
Ma questa volta non vuole che il suo disco venga letto semplicemente come l’autopsia musicale di un matrimonio finito. Dentro c’è inevitabilmente qualcosa della relazione, lo ammette lei stessa, ma il punto d’arrivo sembra essere un altro.
La libertà.
Paola Turci racconta di essere tornata nella propria città, nella propria casa e soprattutto in una dimensione che sentiva nuovamente sua.
Del matrimonio resta un ricordo che oggi definisce quasi irreale.
E forse la frase che racconta davvero la fine con Francesca Pascale non è quella sul «taglio netto».
È quella pronunciata subito dopo:
«Ero ebbra di felicità nell’essere tornata a casa mia».
