Speciale Sanremo 2026

La prima serata di Sanremo? È una sit-com con Conti, Pausini e… Sandokan 2.0

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    Altro che tisane rilassanti: la prima serata di Sanremo 2026 è stata una bella centrifuga di emozioni, look scintillanti e siparietti divertenti… almeno nelle iniziali speranze degli autori! Il sipario dell’Ariston si è alzato tra applausi, meme già pronti a nascere e un’aria frizzante che sapeva di lacca, aspettative e polemiche preventive. In platea abiti da sera e sopracciglia alzate, sul palco artisti pronti a giocarsi tutto in tre minuti. L’assortito trio di presentatori ha divertito, forse proprio per la sua eterogeneità: il compassato Conti, la ruspante Pausini e lo statuario Yaman.

    La ripartenza sanremese

    Una gara partita con il piede sull’acceleratore, anche se la strada verso le 2:00 di notte è risultata lunga e a tratti sofferta. C’è chi ha emozionato, chi ha convinto, chi ha spaccato il pubblico in due come l’ananas sulla pizza. E mentre l’orchestra cuciva tappeti sonori impeccabili, rendendo migliori anche le canzoni più brutte rivelate dai preascolti di qualche settimana fa, i social correvano più veloci di un razzo sparato verso le stelle. Insomma, la macchina del Festival targata Carlo Conti è ufficialmente ripartita: tra acuti, inciampi e prime classifiche provvisorie, la maratona musicale più amata d’Italia ha acceso i motori. E noi eravamo lì, pronti a raccontarvi tutto, ma proprio tutto. Partiamo dalle pagelle, una prima panoramica dettagliata su promossi, rimandati e bocciati del Festival.

    I nostri voti

    Ditonellapiaga – «Che fastidio» (Voto 5.5)

    Ditonellapiaga porta sul palco un brano dal concept interessante, una critica ironica a tutto ciò che oggi “va per la maggiore” in Italia. Tuttavia l’arrangiamento live, con equalizzazione spinta e base drum and bass più aggressiva rispetto alla versione in studio, penalizza l’insieme. L’idea c’è, la resa un po’ meno.

    Michele Bravi – «Prima o poi» (Voto 5)

    Serata complicata per Michele Bravi. In passato aveva abituato il pubblico a esecuzioni impeccabili anche con brani non certo memorabili. All’Ariston paga l’emozione: la voce non è sempre stabile e l’interpretazione perde incisività. Peccato, perché il pezzo ha intensità. Lo aspettiamo alle prossime esecuzioni in settimana.

    Sayf – «Mi piaci tanto» (Voto 7)

    Sayf propone un pop dalle sfumature gitane che prova ad ampliare l’orizzonte del pubblico sanremese. Il ritornello non è particolarmente originale, ma la performance è solida e la presenza scenica convincente. Una delle sorprese positive della prima serata.

    Mara Sattei – «Le cose che non sai di me» (Voto 4)

    Total black, orchestrazione classica, crescendo al ritornello: una costruzione sanremese quasi scolastica. Mara Satteisceglie la strada della tradizione, ma il risultato è prevedibile e poco emozionante. Elegante, ma noiosetta.

    Dargen D’Amico – «Ai Ai» (Voto 6)

    Dargen D’Amico firma uno dei primi brani festivalieri dedicati (più o meno esplicitamente) all’intelligenza artificiale. Il dancefloor coinvolge e il pezzo funziona, anche se da lui ci aspettavamo qualcosa in più.

    Arisa – «Magica favola» (Voto 6)

    Canzone classica, arrangiamento orchestrale ancora più classico. Arisa canta molto bene e il pubblico dell’Ariston la sostiene con entusiasmo. Intendiamoci… niente di innovativo, ma una interpretazione solida e professionale.

    Luchè – «Labirinto» (Voto 6)

    La svolta pop di Luchè funziona. L’identità urban si attenua ma il risultato finale scivola molto piacevolmente.

    Tommaso Paradiso – «I romantici» (Voto 5)

    Revival anni ’80 per Tommaso Paradiso, con un chiaro ammiccamento nel ritornello a Anna e Marco di Lucio Dalla. L’atmosfera nostalgica risulta interessante ma l’interpretazione non è cerro impeccabile e il brano non vola.

    Elettra Lamborghini – «Volià» (Voto 3)

    La “Lambo” punta tutto sullo show: coreografie, piume e scenografia burlesque, anche se vocalmente il brano – con una martellante cassa in 4 – regge poco. Più spettacolo visivo che performance musicale. Nonostante tutto… siamo di fronte ad un potenziale tormentone estivo.

    Patty Pravo – «Opera» (Voto 7)

    Brano di spessore, scritto da Giovanni Caccamo, valorizza lo stile inconfondibile di Patty Pravo. I dubbi sulla resa live vengono superati con eleganza: performance raffinata e piena di grazia, anche se con qualche imprecisione vocale. Ma a 77 anni suonati le si può perdonare questo ed altro.

    Samurai Jay – «Ossessione» (Voto 3)

    Noioso reggaeton senza particolari guizzi, con un testo dalle rime prevedibili. Tra le esibizioni meno riuscite della prima serata di Sanremo 2026.

    Raf – «Ora e per sempre» (Voto 6)

    Ballatona in perfetto stile Raf, molto anni ’80 e un richiamo alle atmosfere di Michele Zarrillo.

    J-Ax – «Italia starter pack» (Voto 5)

    Country-pop in chiave ironica sull’Italia contemporanea. Nel testo qualche immagine efficace anche se vocalmente la performance non è impeccabile.

    Fulminacci – «Stupida sfortuna» (Voto 7)

    Classico brano che resta in testa già al primo ascolto. Pop leggero, immediato e decisamente radiofonico: uno dei pezzi più orecchiabili della serata.

    Levante – «Sei tu» (Voto 6.5)

    Ballata amorosa sofisticata per Levante, il testo più bello fra le 30 canzoni in gara. Raffinata ma a tratti leziosa: una maggiore semplicità avrebbe forse reso il brano più incisivo.

    Fedez & Marco Masini – «Male necessario» (Voto 6.5)

    Lo strano duo che non t’aspetti… e che funziona! Il brano è serio, ben costruito e il pubblico dell’Ariston risponde con entusiasmo.

    Ermal Meta – «Stella Stellina» (Voto 6)

    Ermal Meta affronta un tema importante – la guerra che colpisce i bambini in Medio Oriente – optando per un arrangiamento ritmicamente leggero. Il contrasto è interessante, ma l’equilibrio non è perfetto.

    Serena Brancale – «Qui con me» (Voto 7)

    Tra le cose migliori della serata. La Brancale, musicista preparata e con un solido background, presenta una ballata pianistica intensa, impreziosita da un’interpretazione sentita e tecnicamente impeccabile. Finale emozionante e meritato consenso.

    Nayt – «Prima che» (Voto 5)

    Rap banalotto, privo di particolari guizzi d’inventiva. Performance ordinata ma poco memorabile.

    Malika Ayane – «Animali notturni» (Voto 6.5)

    Atmosfere anni ’70 per Malika Ayane, che sceglie leggerezza e ritmo. Una versione più sdrammatizzata e luminosa che convince più del previsto.

    Eddie Brock – «Avvoltoi» (Voto 4)

    Eddie Brock tenta la carta del pop malinconico ma l’operazione appare costruita e poco spontanea.

    Sal Da Vinci – «Per sempre sì» (Voto 5)

    Sal Da Vinci propone una ballata dal sapore partenopeo. Nel suo genere l’esecuzione è impeccabile, ma resta confinata in un ambito molto tradizionale.

    Enrico Nigiotti – «Ogni volta che non so volare» (Voto 4)

    Una riflessione sul tempo che scorre, musicata con soluzioni che suonano scontate. Poco incisiva.

    Tredici Pietro – «Uomo che cade» (Voto 5)

    Il figlio di Morandi deve fare i conti con problemi tecnici al microfono che costringono a ripartire dall’inizio. La canzone è furbacchiona, lui gestisce la situazione con professionalità.

    Chiello – «Ti penso sempre» (Voto 5.5)

    Chiello presenta una ballata sul tema ipersfruttato dell’amore finito, fortemente influenzata dal rock alternativo anni ’90. Ambiziosa ma non convince appieno.

    Bambole di Pezza – «Resta con me» (Voto 7)

    Una ballad pop-rock energico che regala una bella sferzata di energia. Attitudine rock con look delle grandi occasioni.

    Maria Antonietta & Colombre – «La felicità e basta» (Voto 6)

    Il duo formato da Maria Antonietta e Colombre firma un pop gradevole e orecchiabile.

    Leo Gassmann – «Naturale» (Voto 4)

    Brano introspettivo che però fatica a lasciare il segno. Troppo trattenuto e poco incisivo.

    Francesco Renga – «Il meglio di me» (Voto 5)

    Francesco Renga resta fedele al suo pop melodico. Rassicurante e riconoscibile, senza particolari slanci innovativi.

    LDA & Aka7 – «Poesie clandestine» (Voto 4)

    Il duo punta su sonorità latine e ritornelli romantici. Qualche frase ad effetto nel testo ma, nel complesso, il brano si fa dimenticare.

    La classifica provvisoria

    La prima serata del Festival di Sanremo 2026 mette in scena un equilibrio tra tradizione e sperimentazione: ballate classiche, revival anni ’80, pop alternativo e urban. Le esibizioni sono state votate esclusivamente dalla giuria della sala stampa, tv e web. Al termine, Carlo Conti e Laura Pausini insieme a Can Yaman hanno letto la classifica provvisoria della prima serata, svelando solo le prime cinque canzoni in testa, senza precisare la posizione di ognuna. Sono quelle di Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Masini-Fedez.

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