Speciale Sanremo 2026

“Vi auguro tante polemiche”, parola di Fiorello. Sanremo 2026 parte tra fiori, lacrime per Baudo e l’ultimo Festival di Carlo Conti

Trenta canzoni in gara, un cast ricchissimo di co-conduttori e ospiti – da Achille Lauro a Can Yaman, da Bianca Balti a Irina Shayk – e un Festival dedicato a Pippo Baudo. Fiorello in videocollegamento: “Vi auguro tante polemiche”. Intanto i numeri della Rai sorridono.

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    “Vi auguro tante polemiche”. La frase è di Fiorello, intervenuto in videocollegamento insieme a Fabrizio Biggio durante la prima conferenza stampa. È una battuta, certo. Ma è anche una benedizione laica che accompagna ogni Festival che si rispetti. Perché senza polemiche Sanremo non sarebbe Sanremo. E la settantaseiesima edizione, al via da domani sera fino al 28 febbraio, sembra avere tutti gli ingredienti per non smentire la tradizione.

    Carlo Conti torna alla guida per quella che ha annunciato come la sua ultima conduzione. Lo fa con accanto Laura Pausini, scelta come compagna di viaggio per tutte le serate. L’ingresso della cantante in conferenza è già una scena da copione: Conti si alza, esce dalla sala e va a prenderla con un mazzo di fiori. “Quest’anno non sono solo, vado ad accogliere la mia compagna di viaggio”, dice sorridendo. Un gesto simbolico che racconta il tono scelto per questa edizione: meno solitario, più corale.

    La sala stampa, prima di ogni cosa, si ferma per un applauso ai giornalisti Giovanni Paoli, Alfredo Saitto e Pietro Bevilacqua, scomparsi nell’ultimo anno e legati a doppio filo alla storia del Festival. Poi si entra nel vivo. Conti scherza sulla cittadinanza onoraria di Sanremo: “Per me è una seconda casa, io e Amadeus aspettiamo la cittadinanza”. Pausini rilancia: “Anche io la voglio, vengo dal ’93”.

    Ed è proprio Laura Pausini a regalare uno dei momenti più personali della conferenza. “Sono 15 anni che mi chiedono di condurre Sanremo. Ho detto sì perché Conti è il mio Lexotan”, dice, con quell’ironia che nasconde emozione vera. Racconta di quando aveva 18 anni, della sua prima volta sul palco dell’Ariston nel 1993, dell’edizione successiva in cui arrivò terza con Strani amori. “L’insegna di Sanremo mi porta direttamente il Lexotan, ora invece avrò il Carlotan”, scherza. Poi si fa seria: “L’ho sempre sognato il Festival e spero di essere all’altezza. Mi sono preparata in questi trent’anni”.

    Conti, dal canto suo, non nasconde la commozione quando parla di Pippo Baudo, a cui è dedicata l’intera edizione. “È il primo Sanremo senza Pippo”, dice con la voce che si incrina. Lo definisce “un faro, un punto di riferimento per tutti noi”. Nella prefazione al Quaderno del Teatro Ariston scrive che “se esiste ‘Perché Sanremo è Sanremo’ è anche perché Baudo è Baudo”. E promette che l’omaggio sarà evidente fin dalla prima discesa delle scale.

    Il Festival 2026 arriva in un momento particolare per la Rai. “Questo è un periodo di grande gioia che arriva dopo aver concluso un evento epocale come le Olimpiadi di Milano Cortina”, sottolinea Conti. L’amministratore delegato di Rai Pubblicità Luca Poggi parla di numeri oltre le aspettative: “Siamo a più del doppio delle Olimpiadi di Parigi, ben oltre i 20 milioni”. Su Sanremo la tendenza è positiva, con un segno più rispetto ai 65,3 milioni raccolti lo scorso anno.

    Sul piano artistico, le 30 canzoni in gara promettono varietà. “Ci sono tanti sapori diversi, dal country al rock con il tocco latino”, anticipa Conti. E poi i pilastri: Laura, Eros, Tiziano Ferro, Andrea Bocelli. Generazioni diverse che si incrociano in un cartellone pensato per raccontare l’attualità attraverso suoni e testi. Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore ricorda che “Sanremo non è della Rai ma di tutta l’Italia”. E i numeri social lo confermano: un miliardo di visualizzazioni su TikTok lo scorso anno, con un +500% nei giorni precedenti rispetto all’edizione precedente, come sottolinea Elena Capparelli di RaiPlay.

    Non mancano gli ospiti e i co-conduttori. Oltre a Pausini, saliranno sul palco Can Yaman, Achille Lauro, Pilar Fogliati, Bianca Balti, Irina Shayk. Sul Suzuki Stage sarà Daniele Battaglia a condurre gli artisti ospiti: martedì Gaia, mercoledì Bresh, giovedì The Kolors, venerdì Francesco Gabbani e i Pooh. Un mosaico pop che punta a tenere insieme televisione generalista e pubblico digitale.

    Fuori dall’Ariston, intanto, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Fan arrivati da tutta Italia si sono radunati davanti al teatro, tra cori e attesa. Nessuno si sbilancia sui favoriti. È la magia di Sanremo: tutti parlano, nessuno sa davvero come andrà a finire.

    E così, tra il mazzo di fiori di Conti, il “Carlotan” evocato da Pausini e le lacrime per Baudo, la macchina del Festival si rimette in moto. Fiorello ha fatto gli auguri più sinceri che si possano fare a un’edizione che vuole lasciare il segno: tante polemiche. Perché quando Sanremo divide, discute, accende, significa che è vivo. E questa volta, con l’ultima conduzione di Conti e un’eredità così pesante sulle spalle, l’Ariston sembra pronto a rispondere.

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