Calcio
Totti-Roma, scoppia la guerra sulla maglia numero 10: «Vendute per anni senza royalties». E il ritorno del Capitano salta ancora
Tre incontri e nessun accordo per riportare Francesco Totti dentro la Roma alla vigilia del Centenario. Dietro lo strappo non c’è soltanto il ruolo che dovrebbe ricoprire l’ex capitano, ma anche il denaro incassato con le maglie Totti numero 10 vendute dal club dopo il suo ritiro: solo nell’ultima stagione sarebbero state circa 15mila
Proprio nel giorno dei suoi 50 anni, mentre Francesco Totti festeggia negli Stati Uniti insieme a Noemi Bocchi e ai figli, dalla sua Roma arriva una notizia destinata a fare parecchio rumore. La pace tra il Capitano e il club giallorosso sembrava finalmente possibile, soprattutto alla vigilia delle celebrazioni per il Centenario. Invece l’accordo resta lontano e dietro il nuovo strappo spunta una questione capace di incendiare il tifo romanista: le maglie con il nome Totti e il numero 10 che la società ha continuato a vendere dopo il suo ritiro.
Dal 2018 a oggi il club avrebbe venduto diverse centinaia di migliaia di maglie Totti, senza riconoscere royalties all’ex capitano. Soltanto nella passata stagione le casacche con il suo nome e il numero diventato un simbolo della Roma sarebbero state circa 15mila.
La questione economica si aggiunge a quella, altrettanto delicata, del ruolo che Totti dovrebbe ricoprire nel club. Il messaggio dell’ex capitano appare chiaro: è disponibile a tornare nella Roma, ma non vuole prestare semplicemente il proprio volto alle celebrazioni del Centenario. Totti vuole un vero incarico dirigenziale.
Tre incontri e ancora nessun accordo con Totti
Negli ultimi mesi il ritorno del Capitano a Trigoria era sembrato molto più vicino. Totti non ha mai nascosto il proprio legame con la Roma e in diverse occasioni aveva aperto alla possibilità di ricominciare. Davanti a un progetto convincente, sarebbe pronto a scrivere una nuova pagina con il club nel quale ha trascorso praticamente tutta la propria vita calcistica.
I contatti ci sono stati e non si è trattato soltanto di approcci informali. La Roma avrebbe incontrato tre volte i rappresentanti di Totti e nessuno dei tre appuntamenti avrebbe prodotto un accordo. Le condizioni proposte dal club non avrebbero infatti convinto l’ex numero 10.
L’ultimo faccia a faccia risalirebbe a meno di un mese fa, con la società rappresentata dal nuovo amministratore delegato Galantic. Chi sperava che quell’incontro potesse chiudere una ferita aperta da anni sarebbe rimasto deluso. Le posizioni, anziché avvicinarsi, si sarebbero ulteriormente allontanate. Proprio durante il confronto sarebbe emersa con forza anche la questione delle maglie.
Migliaia di maglie con Totti e il numero 10, ma niente royalties
Non si discute dell’eventualità di assegnare a un altro calciatore la maglia numero 10, tema che da solo basterebbe a scatenare il tifo romanista. Il problema riguarda invece i ricavi ottenuti vendendo le maglie con il nome Totti dopo il suo addio al calcio giocato.
Francesco ha disputato la sua ultima partita con la Roma nel maggio 2017, ma la richiesta di casacche con il suo nome non si è mai esaurita. Per una parte enorme del pubblico romanista quella maglia non rappresenta semplicemente il ricordo di un ex calciatore. È diventata un simbolo identitario, acquistato ancora oggi anche da tifosi troppo giovani per aver visto Totti giocare dal vivo.
Secondo le cifre emerse in queste ore, nella scorsa stagione sarebbero state vendute circa 15mila maglie Totti numero 10. Dal 2018 a oggi, invece, il totale raggiungerebbe diverse centinaia di migliaia di pezzi. Totti non avrebbe ricevuto royalties su quelle vendite e adesso la vicenda sarebbe entrata direttamente nella trattativa per il suo possibile ritorno.
Prima i conti, poi si parla del ritorno alla Roma
Le parti dovranno quindi affrontare anche il nodo economico prima di poter immaginare una stretta di mano definitiva. Questo non significa che il rapporto tra Totti e la Roma debba necessariamente finire ancora una volta contro un muro. Spiega però perché una trattativa apparentemente naturale si sia trasformata in qualcosa di molto più complicato.
A rendere tutto ancora più delicato c’è il momento scelto per tentare la riconciliazione. La Roma si prepara al Centenario e lavora insieme al Comune all’organizzazione di una serie di eventi. Il Circo Massimo dovrebbe rappresentare uno dei luoghi simbolo delle celebrazioni.
Pensare ai cento anni della Roma senza Francesco Totti appare quasi impossibile. Eppure questo scenario potrebbe concretizzarsi se le parti non riuscissero a risolvere le questioni ancora aperte. Il Capitano non sembra infatti disposto ad accettare un ritorno puramente celebrativo. Ed è proprio qui che emerge l’altro grande ostacolo della trattativa.
Totti non vuole fare la «bandierina» del Centenario
Il punto non riguarda soltanto il denaro o la vicenda delle maglie. Francesco Totti vuole capire che cosa dovrebbe fare davvero nella Roma e quale peso avrebbe all’interno della società.
Dopo avere lasciato il calcio giocato, l’ex capitano aveva già intrapreso un percorso dirigenziale nel club. Quell’esperienza terminò nel 2019 con un addio traumatico. Totti spiegò pubblicamente di non sentirsi coinvolto nelle decisioni e di non avere lo spazio necessario per incidere realmente sulla vita sportiva della Roma.
Sette anni dopo, tornare soltanto come uomo immagine non sembra interessargli. Totti vorrebbe un ruolo dirigenziale completo, con responsabilità concrete e la possibilità di partecipare alle scelte. Un modello più vicino all’incarico che gli ha affidato la Maxima nel basket.
È su questo terreno che Roma e Totti devono ancora trovare una sintesi. Il club avrebbe naturalmente un enorme interesse a riavvicinare il proprio simbolo più importante. L’ex capitano, però, non vuole ridurre il ritorno a fotografie, cerimonie e apparizioni durante gli eventi del Centenario.
Il paradosso nel giorno dei 50 anni
La vicenda assume un significato ancora più particolare mentre Totti celebra il mezzo secolo di vita. La Roma gli ha dedicato sui propri canali un omaggio costruito attraverso la sua lunghissima storia giallorossa. Si parte dalla A di Aalst, legata al primo gol europeo del Dieci, e si arriva alla Z di Zeman, l’allenatore che contribuì in maniera decisiva alla sua crescita.
Nessuno mette quindi in discussione il legame sentimentale. Totti resta il calciatore dei record romanisti, l’uomo che ha indossato soltanto quella maglia e un simbolo della Roma in tutto il mondo. Proprio per questo la distanza tra le celebrazioni pubbliche e ciò che accade dietro le quinte diventa ancora più evidente.
Da una parte il club festeggia il Capitano. Dall’altra, la società e i rappresentanti di Totti non riescono ancora a trovare l’intesa necessaria per riportarlo davvero a Trigoria. Sul tavolo ci sono il ruolo, il potere decisionale e adesso anche i soldi delle maglie numero 10 vendute per anni dopo il suo ritiro.
Il Centenario senza Totti sarebbe un caso enorme
Il tempo per ricucire esiste ancora, ma l’avvicinarsi del Centenario rende ogni mese più pesante. La Roma può celebrare i propri cento anni attraverso campioni, presidenti, allenatori e momenti che ne hanno costruito la storia. Francesco Totti, però, occupa inevitabilmente un posto speciale in quel racconto.
L’ex capitano continua a mandare segnali di disponibilità e non sembra avere alcuna intenzione di rinnegare il proprio legame con la Roma. Chiede però che un eventuale ritorno abbia un significato concreto. Prima di arrivarci, le parti dovranno affrontare anche la partita economica rimasta finora lontana dai riflettori e chiarire la questione delle maglie vendute con il suo nome e il suo numero.
Il paradosso è evidente: la maglia numero 10 che per venticinque anni ha unito Totti e la Roma oggi rischia di diventare uno degli ostacoli alla loro riconciliazione. Tre incontri non sono bastati e l’ultimo avrebbe addirittura aumentato la distanza. Alla vigilia del Centenario, il Capitano resta così ancora fuori da Trigoria, mentre quella pace che sembrava finalmente vicina torna improvvisamente in salita.
