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    Altro che duro lavoro di sorveglianza… Il quotidiano dei poliziotti italiani di stanza in Albania a Shengjin, dove è stato allestito uno dei due centri (l’altro si trova a Gjader) destinati a ospitare i migranti che arrivano in Italia è una vera e propria pacchia. Piscina, gite fuori porta a Durazzo, Scutari e Tirana, trattamenti spa e la sera tutti in discoteca, mentre i centri rimangono vuoti. Dato che i giudici del tribunale dei Roma hanno bloccato l’operazione, per ben due volte, non essendo consentita dalle norme europee. E come se non bastasse… tutto pagato dai contribuenti italiani e dall’Europa.

    La nostra video-intervista

    Abbiamo raggiunto in videochiamata il giornalista Taulant Kopliku, della trasmissione di Syri TV “Piranjat” – equivalente albanese del nostro Le Iene – che, attraverso un servizio realizzato di recente, ha smascherato lo scandalo dei centri fortemente voluti dal governo Meloni.

    Praticamente… una vacanza fuori stagione

    Ad una bella ragazza, usata come esca, un agente ignaro dichiara: «In questo hotel ci sono finanzieri, poliziotti, carabinieri. Per noi è tutto gratis, paga l’Italia insieme all’Europa». Poi la invita ad utilizzare la sauna, ad esclusivo utilizzo delle nostre forze dell’ordine.

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    Piranjat non intende fermarsi

    Troppi giornalisti si recavano presso l’hotel Rafaelo a fare domande e la struttura ha pensato bene di chiudere l’accesso a tutti per evitare problemi. A questo punto l’idea della redazione della trasmissione Piranjat, utilizzando – nella migliore tradizione del giornalismo investigativo – avvenenti giornaliste sotto mentite spoglie. Che, come ci ha raccontato il collega albanese Kopliku, intende continuare a scavare.

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      Politica

      Corona prepara la bomba su Vannacci a Falsissimo, tra libri comprati e finanziatori: «Dietro c’è la mafia gay». Il generale è nel mirino

      Gossip e politica. Il trailer di Falsissimo promette una puntata esplosiva su Roberto Vannacci, tra provocazioni, insinuazioni piccanti e un incontro che potrebbe essere stato organizzato per incastrarlo mediaticamente.

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        Sembrava l’inizio di una clamorosa alleanza tra Fabrizio Corona e Roberto Vannacci, con tanto di incontro pubblico, fotografi e indiscrezioni su un possibile futuro politico insieme. E invece potrebbe essere stato tutto un gigantesco trappolone. Perché questa sera, lunedì 12 ottobre, l’ex re dei paparazzi torna con una nuova puntata di Falsissimo, intitolata Il Vero Generale, e dal trailer sembra intenzionato a fare a pezzi l’immagine del leader di Futuro Nazionale. Non con un’analisi politica, ma con un concentrato di gossip, allusioni piccanti, presunte confidenze private e provocazioni che promettono di scatenare una bufera.

        Corona racconta infatti di essersi presentato alla festa del generale con un piano ben preciso, trasformando quello che tutti avevano interpretato come un possibile avvicinamento in materiale per la propria trasmissione. E nel frattempo tira fuori una serie di insinuazioni sulla vita privata del generale, utilizzando un linguaggio così esplicito che persino riassumerlo senza censura diventerebbe complicato.

        Corona sgancia la bomba: «Mi dice che dietro tutto c’è una mafia gay!»

        Il trailer parte fortissimo, con tre insulti omofobi pronunciati uno dopo l’altro. Corona sceglie espressioni pesantissime, che non hanno nulla a che vedere con il linguaggio abituale del dibattito politico, e annuncia immediatamente il tono della puntata.

        Poi cominciano le domande scomode. «Ci sono tanti dubbi e anche tante opacità. Lei si sente in grado di chiarirle?», si sente nel filmato. Subito dopo compare un riferimento a presunti acquisti di libri da parte di persone che avrebbero sostenuto l’ascesa del generale per perseguire propri interessi.

        «Libri comprati da persone che avrebbero aiutato il generale nella sua scalata per arrivare a degli obiettivi primari per loro», è la frase riportata nel trailer.

        Ma il passaggio destinato a far discutere è un altro. Corona racconta di aver ricevuto una confidenza e se ne esce con una dichiarazione clamorosa: «Mi dice che dietro tutto c’è una mafia gay!».

        Un’affermazione che l’ex re dei paparazzi ripete anche successivamente, senza però mostrare nel trailer alcun elemento capace di dimostrarne la fondatezza. Per il momento, quindi, siamo nel territorio delle accuse e delle insinuazioni di Corona, non dei fatti accertati.

        Il piano per incontrare Vannacci: «Entro apposta in ritardo»

        La parte più divertente, almeno per chi ama i retroscena del gossip, è quella in cui Corona racconta come avrebbe organizzato la propria apparizione alla festa di Futuro Nazionale.

        Altro che incontro casuale. Secondo la sua versione, sarebbe partito con un’organizzazione studiata nei dettagli, compresa la presenza della famiglia.

        «Amore, il babbo sta andando da Vannacci», racconta di aver detto al figlio Thiago, aggiungendo una descrizione tutt’altro che affettuosa del generale: «Il generale quello brutto e cattivo».

        Ma il particolare più gustoso riguarda l’ingresso all’evento. «Entro apposta in ritardo, quando il discorso è appena iniziato», spiega Corona, raccontando di essersi presentato elegantissimo e con i simboli di Falsissimo ben visibili.

        L’obiettivo, nella sua ricostruzione, era attirare gli sguardi e farsi notare anche da Vannacci. Una strategia da protagonista assoluto, perfettamente in linea con il personaggio che Corona ha costruito negli anni.

        Le presunte confidenze intime su Vannacci: parole da censura

        Il trailer diventa ancora più provocatorio quando Corona introduce un personaggio chiamato Giacomo, dal quale sostiene di aver ricevuto confidenze sulla vita privata del generale.

        «Mi avvicino al mio amore, Giacomo», racconta, prima di riferire alcune presunte rivelazioni sulla sfera sessuale di Vannacci.

        Le espressioni utilizzate sono decisamente più volgari di qualsiasi eufemismo giornalistico. Corona sostiene, attribuendo le informazioni all’amico, che il generale avrebbe una vita intima diversa da quella che si potrebbe immaginare osservando il suo personaggio pubblico.

        Poi rincara la dose con una metafora sessuale particolarmente aggressiva, descrivendo Vannacci come qualcuno che, nei rapporti personali, preferirebbe essere conquistato anziché conquistare.

        Il tutto viene raccontato con il linguaggio provocatorio tipico dell’ex re dei paparazzi, senza che nel trailer compaiano prove a sostegno delle insinuazioni. Ed è proprio questa combinazione tra volgarità, gossip e politica a rendere la puntata potenzialmente esplosiva.

        La sorpresa alla festa: «Vannacci è un uomo del popolo»

        C’è però un colpo di scena nel racconto di Corona. Una volta arrivato alla festa, l’ex re dei paparazzi sostiene di aver trovato una situazione completamente diversa da quella che gli avevano descritto.

        «Mi trovo una situazione diversa da quella che pensavo di conoscere», ammette. E subito dopo arriva una frase che suona quasi come un complimento: «La verità è che il generale Vannacci è un uomo del popolo».

        Corona racconta di essersi reso conto che alcune informazioni ricevute in precedenza non corrispondevano alle sue aspettative. Tanto da confessare, con il consueto tono teatrale: «E incomincia a calarmi la depressione».

        A quel punto decide di cambiare approccio e annuncia la propria trasformazione in un personaggio da serie televisiva: «In quel momento lì capisco che mi devo trasformare in Frank Huntervolt».

        Il riferimento è evidentemente a Frank Underwood, il protagonista senza scrupoli di House of Cards. Insomma, Corona si presenta come un giocatore pronto a cambiare strategia pur di portare a casa il risultato.

        I tredici minuti con il generale: «Tu mi prendi con te?»

        Il momento più atteso riguarda naturalmente il faccia a faccia tra Corona e Vannacci, quello che nei giorni scorsi aveva fatto pensare a una possibile collaborazione politica.

        «Fabrizio, vieni. Il generale ti vuole parlare», racconta l’ex re dei paparazzi, descrivendo l’invito ricevuto durante la festa.

        Poi arriva la scena davanti ai fotografi: «Tutti i giornalisti a riprendere 13 minuti di colloquio».

        E soprattutto la domanda che Corona sostiene di aver rivolto al generale: «Se io il mio movimento lo appoggio a Futuro Nazionale perché ci credo, tu mi prendi con te per scardinare questo sistema».

        Una proposta che sembrava spalancare le porte a un’alleanza clamorosa. Ma il trailer di Falsissimo suggerisce una lettura completamente diversa: Corona avrebbe utilizzato quell’incontro come parte della propria operazione mediatica, preparando il terreno per la puntata di questa sera.

        Stasera la resa dei conti: Corona promette scintille

        Tra presunte confidenze intime, accuse sui rapporti di potere, insulti e un incontro politico che potrebbe rivelarsi una messinscena, Il Vero Generale promette di essere una delle puntate più chiacchierate di Falsissimo.

        Il trailer è costruito per suscitare curiosità e lasciare il pubblico con una domanda: che cosa racconterà davvero Corona su Roberto Vannacci?

        Per il momento, le dichiarazioni più pesanti restano affermazioni dell’ex re dei paparazzi, non accompagnate da riscontri verificabili. E sarà interessante capire se nella puntata completa compariranno documenti, testimonianze o altri elementi a sostegno del suo racconto.

        Intanto una cosa è certa: chi immaginava Corona e Vannacci fianco a fianco in politica rischia di ritrovarseli protagonisti di uno scontro mediatico al veleno. E conoscendo lo stile dell’ex re dei paparazzi, difficilmente sarà una serata tranquilla.

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          Cronaca Nera

          Garlasco, Angela Taccia sfida la Procura: «Se giocano duro, lo facciamo anche noi». E smonta gli indizi contro Sempio: «Mi aspettavo molto di più»

          La legale di Andrea Sempio contesta le indagini della Procura di Pavia, dagli scritti attribuiti al suo assistito al DNA sulle unghie di Chiara Poggi. Elisabetta Aldrovandi, avvocata di Stasi, rilancia invece la battaglia per la revisione della condanna: «Spero sia la volta buona».

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          Garlasco, Angela Taccia sfida la Procura: «Se giocano duro, lo facciamo anche noi». E smonta gli indizi contro Sempio: «Mi aspettavo molto di più»

            Angela Taccia non sembra intenzionata a fare sconti alla Procura di Pavia. L’avvocata di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, ha lanciato un messaggio particolarmente duro agli inquirenti, accusandoli di aver commesso numerosi errori e di aver costruito un quadro indiziario meno solido di quanto si sarebbe aspettata. «Se giocano duro loro, giochiamo duro pure noi», ha dichiarato, annunciando di fatto una linea difensiva combattiva proprio mentre si avvicina il momento delle controconsulenze.

            Le parole della legale sono arrivate durante un incontro pubblico dedicato al delitto di Garlasco, al quale ha partecipato anche Elisabetta Aldrovandi, avvocata di Alberto Stasi. Due posizioni difensive differenti, accomunate però dalla convinzione che nella ricostruzione giudiziaria dell’omicidio del 13 agosto 2007 esistano ancora questioni irrisolte.

            Angela Taccia contro la Procura: «Perché dovremmo collaborare per forza?»

            Il passaggio più polemico dell’intervento di Angela Taccia riguarda la convinzione che, secondo la legale, gli investigatori avrebbero già maturato sulla responsabilità del suo assistito. «La Procura di Pavia è convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio e per questo motivo era inutile sottoporci alla loro consulenza psichiatrica», ha affermato.

            Da qui la decisione di contestare apertamente l’impostazione dell’inchiesta: «Perché collaborare per forza? A questo punto se giocano duro loro giochiamo duro pure noi».

            Una dichiarazione che lascia intravedere un confronto particolarmente acceso tra accusa e difesa. La scelta di non aderire a un accertamento proposto dagli inquirenti rientra nelle prerogative difensive e non costituisce, di per sé, un elemento a carico dell’indagato.

            Taccia ha inoltre sottolineato che, a suo giudizio, le criticità non riguardano soltanto la posizione di Sempio, ma investono anche il procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. «C’è qualcosa che non torna nella sentenza di condanna ad Alberto Stasi, ma anche nel procedimento a carico di Andrea Sempio», ha dichiarato.

            Gli scritti di Sempio e il DNA sulle unghie di Chiara Poggi

            L’avvocata è entrata anche nel merito di alcuni elementi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori. «Mi aspettavo indizi più forti», ha spiegato, sostenendo che nel procedimento siano stati commessi numerosi errori.

            Uno dei punti contestati riguarda gli scritti di Andrea Sempio finiti sotto la lente della Procura. Secondo Taccia, quei testi sarebbero stati interpretati in maniera sbagliata, perché non rappresenterebbero riflessioni personali dell’indagato, ma appunti destinati a uno spettacolo teatrale con Gianluigi Nuzzi.

            La legale ha poi affrontato la questione del materiale genetico individuato in relazione alle unghie di Chiara Poggi, uno degli aspetti più discussi della nuova inchiesta. Richiamando la perizia della dottoressa Denise Albani, Taccia ha sostenuto che non vi sarebbe nulla di accertabile.

            Si tratta, naturalmente, della lettura proposta dalla difesa, che dovrà confrontarsi con le valutazioni tecniche e con gli altri elementi raccolti dagli investigatori. La rilevanza del materiale genetico e la possibilità di attribuirlo a una persona specifica restano questioni centrali nella discussione scientifica e processuale.

            Le controconsulenze e la nuova battaglia della difesa

            Le dichiarazioni arrivano in una fase delicata dell’inchiesta, dopo la seconda chiusura delle indagini del 28 settembre. La difesa di Andrea Sempio si prepara a depositare le proprie osservazioni e controconsulenze, con l’obiettivo di contestare gli elementi sui quali la Procura intende fondare le successive iniziative giudiziarie.

            Taccia ha spiegato che il gruppo difensivo si riunirà per stabilire su quali aspetti concentrare il lavoro. Una scelta che potrebbe riguardare tanto gli accertamenti scientifici quanto l’interpretazione di documenti e dichiarazioni acquisiti nel corso dell’indagine.

            Il confronto tra le parti si annuncia quindi particolarmente serrato. Da una parte gli inquirenti, che hanno riaperto una vicenda giudiziaria già sfociata in una condanna definitiva; dall’altra la difesa di Sempio, che contesta la consistenza degli indizi e rivendica la necessità di verificare criticamente ogni passaggio dell’inchiesta.

            Andrea Sempio resta indagato e beneficia della presunzione di innocenza. Le contestazioni della sua avvocata non equivalgono, allo stesso modo, a un accertamento di errori da parte della Procura.

            Elisabetta Aldrovandi: «Alberto Stasi vittima di un errore giudiziario»

            Durante lo stesso incontro è intervenuta anche Elisabetta Aldrovandi, legale di Alberto Stasi, che ha ribadito la convinzione che il suo assistito sia stato vittima di un errore giudiziario.

            «Spero che sia la volta buona. Con istanza di revisione spero che si arriverà a far coincidere la verità storica con la verità processuale», ha dichiarato, indicando nella revisione della condanna l’obiettivo della difesa.

            Aldrovandi ha voluto inoltre chiarire che le nuove indagini su Andrea Sempio non sono un’iniziativa dei legali di Stasi: «Sia chiaro che le indagini su Andrea Sempio non le stiamo facendo noi, ma la Procura di Pavia. Speriamo quindi che questa sia la volta buona, speriamo nella giustizia per Alberto Stasi».

            Le due difese guardano dunque alla stessa inchiesta da prospettive differenti. Per Taccia si tratta di contrastare le accuse che potrebbero essere formulate contro Sempio, mentre per Aldrovandi i nuovi accertamenti potrebbero contribuire a sostenere una futura richiesta di revisione della condanna di Stasi.

            Al centro resta l’omicidio di Chiara Poggi, una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica e sulla quale le nuove indagini dovranno fornire risposte fondate su elementi verificabili. Le parole di Angela Taccia segnano intanto un ulteriore irrigidimento del confronto: la difesa di Sempio non intende limitarsi a respingere le contestazioni, ma promette di mettere in discussione l’intera impostazione accusatoria.

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              Cronaca Nera

              Garlasco, Angela Taccia mette in dubbio la condanna di Stasi e le accuse a Sempio: «Qualcosa non torna». Aldrovandi chiede la revisione

              Angela Taccia sorprende mettendo in discussione anche la sentenza definitiva contro Alberto Stasi: «Mi aspettavo indizi più forti». Elisabetta Aldrovandi rilancia la battaglia per la revisione e punta al riconoscimento della piena innocenza del suo assistito.

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              Garlasco, Angela Taccia mette in dubbio la condanna di Stasi e le accuse a Sempio: «Qualcosa non torna». Aldrovandi chiede la revisione

                Il caso Garlasco continua a riservare dichiarazioni destinate a riaccendere il confronto sull’omicidio di Chiara Poggi, ma questa volta a sorprendere è soprattutto la posizione di Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio, che ha espresso perplessità non soltanto sulle nuove indagini della Procura di Pavia, ma anche sulla sentenza che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Una presa di posizione significativa, perché arriva proprio dalla legale dell’uomo attualmente indagato per il delitto e riguarda due percorsi giudiziari che, pur essendo collegati alla stessa vicenda, devono essere valutati separatamente.

                «C’è qualcosa che non torna nella sentenza di condanna ad Alberto Stasi, ma anche nel procedimento a carico di Andrea Sempio», ha dichiarato Taccia durante un confronto pubblico al quale hanno partecipato anche Elisabetta Aldrovandi, legale di Stasi, e la criminologa Margherita Carlini. L’avvocata ha spiegato di aver esaminato gli atti dell’inchiesta e di considerare poco convincenti alcuni degli elementi sui quali si concentra l’attuale ricostruzione investigativa.

                Angela Taccia contesta gli indizi contro Andrea Sempio: «Mi aspettavo qualcosa di più forte»

                La difesa di Andrea Sempio non nasconde le proprie perplessità sul materiale raccolto dagli investigatori. «Mi aspettavo indizi più forti. Ci sono stati tanti errori in questo procedimento», ha affermato Angela Taccia, soffermandosi in particolare su alcuni elementi che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti e che, secondo la legale, sarebbero stati interpretati in maniera discutibile.

                Tra questi figurano gli scritti attribuiti a Sempio, sui quali la difesa propone una spiegazione diversa rispetto alle ipotesi investigative. Secondo Taccia, infatti, non si tratterebbe di riflessioni personali riconducibili al delitto, ma di appunti preparati per uno spettacolo teatrale con Gianluigi Nuzzi. Una distinzione che l’avvocata considera importante per evitare di attribuire a quei testi un significato che, a suo giudizio, non avrebbero.

                La legale ha contestato anche il peso attribuito agli elementi genetici individuati sui reperti ungueali di Chiara Poggi, richiamando la consulenza della genetista Denise Albani e sostenendo che, sulla base della lettura proposta dalla difesa, «non c’è nulla di accertabile». Su questi aspetti rimangono valutazioni differenti, che dovranno essere esaminate nelle sedi giudiziarie competenti.

                «Se giocano duro loro, giochiamo duro pure noi»: la sfida alla Procura di Pavia

                Angela Taccia ha confermato che la difesa di Sempio sta preparando le controdeduzioni alle conclusioni degli inquirenti, con l’obiettivo di contestare gli elementi che ritiene insufficienti o interpretati in maniera errata. Il lavoro coinvolge il collegio legale e i consulenti, chiamati a valutare quali questioni approfondire nelle prossime fasi del procedimento.

                Particolarmente netta è stata la spiegazione della mancata adesione alla consulenza psichiatrica proposta dalla Procura. Secondo Taccia, gli investigatori avrebbero già maturato una convinzione precisa sulla responsabilità del suo assistito, rendendo poco utile, dal punto di vista della strategia difensiva, partecipare a quell’accertamento.

                «La Procura di Pavia è convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio e per questo motivo era inutile sottoporci alla loro consulenza psichiatrica», ha dichiarato l’avvocata, aggiungendo una frase che rende evidente il clima di contrapposizione: «Perché collaborare per forza? A questo punto se giocano duro loro giochiamo duro pure noi».

                Si tratta della posizione espressa dalla difesa, mentre Andrea Sempio resta indagato e nei suoi confronti vale pienamente la presunzione di innocenza.

                Elisabetta Aldrovandi: «Alberto Stasi è vittima di un errore giudiziario»

                Nel confronto è intervenuta anche Elisabetta Aldrovandi, avvocata di Alberto Stasi, che ha ribadito la convinzione che la condanna definitiva del suo assistito debba essere riesaminata. Per la legale, gli approfondimenti investigativi potrebbero contribuire a ricostruire diversamente quanto accaduto nella villetta di Garlasco, aprendo la strada a una richiesta di revisione della sentenza.

                «Lui è vittima di un errore giudiziario, spero che sia la volta buona», ha dichiarato Aldrovandi, spiegando quale sia l’obiettivo della strategia difensiva: «Con istanza di revisione spero che si arriverà a far coincidere la verità storica con la verità processuale».

                La legale ha precisato che la difesa non intende limitarsi a sollevare dubbi sulla ricostruzione che ha portato alla condanna a 16 anni di carcere. L’obiettivo è ottenere un riconoscimento pieno dell’innocenza di Stasi, attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento giudiziario.

                «La mia collega, l’avvocata Giada Bocellari, non si accontenta a infondere in aula il ragionevole dubbio», ha spiegato Aldrovandi, sottolineando la volontà di arrivare a una conclusione che vada oltre la semplice contestazione delle prove utilizzate nel precedente processo.

                Garlasco, due difese contestano le ricostruzioni giudiziarie ma le posizioni restano distinte

                Uno degli aspetti più interessanti emersi dal confronto riguarda la posizione delle due difese, che contestano elementi diversi delle rispettive vicende giudiziarie. Taccia mette in discussione la consistenza degli indizi raccolti contro Sempio e manifesta perplessità anche sulla condanna di Stasi, mentre Aldrovandi continua a sostenere la necessità di una revisione della sentenza definitiva.

                L’avvocata di Stasi ha però voluto chiarire che le indagini su Andrea Sempio non dipendono dalle iniziative del collegio difensivo del suo assistito. «Sia chiaro che le indagini su Andrea Sempio non le stiamo facendo noi, ma la Procura di Pavia», ha precisato, distinguendo il lavoro degli investigatori dalle attività legali finalizzate a ottenere la revisione.

                Il quadro giudiziario rimane quindi complesso, con una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi e una nuova indagine nella quale Andrea Sempio non è stato riconosciuto responsabile di alcun reato. Le dichiarazioni delle avvocate esprimono valutazioni difensive e non modificano, di per sé, le conclusioni raggiunte nei procedimenti giudiziari.

                Per Elisabetta Aldrovandi, tuttavia, la speranza è che gli sviluppi della vicenda possano finalmente aprire una strada concreta verso la revisione: «Speriamo quindi che questa sia la volta buona, speriamo nella giustizia per Alberto Stasi».

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