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Cronaca

Ok ai domiciliari, la Salis lascia il carcere in Ungheria

Ilaria Salis, l’attivista milanese incarcerata in Ungheria, potrebbe vedere la luce dopo che il suo ricorso è stato accettato in appello. La sua candidatura alle elezioni europee aggiunge nuovi sviluppi alla sua battaglia per i diritti umani.

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    Ilaria Salis può uscire dal carcere. Il ricorso era stato presentato dai legali dell’insegnante contro la decisione del giudice Jozsef Sós che nell’ultima udienza del 28 marzo le aveva negato i domiciliari sia in Italia che in Ungheria. In appello, la richiesta è stata invece accolta e quindi la 39enne attivista milanese, candidata con Avs alle prossime Europee, potrà lasciare il carcere a Budapest dove si trova da oltre 15 mesi.

    Attivismo antifascista

    Ilaria Salis è una figura nota per la sua attivismo antifascista e per la sua partecipazione alle lotte per i diritti sociali. Laureata con lode in Storia presso l’Università Statale di Milano, ha successivamente intrapreso la carriera di insegnante in una scuola elementare nella sua città natale. Il suo impegno per la giustizia sociale e la lotta contro il fascismo l’hanno resa una figura rispettata e ammirata nell’ambiente attivista.

    Arrestata per aggressione

    La Salis è stata arrestata con l’accusa di aver aggredito due uomini, causando lesioni giudicate guaribili in 5 e 8 giorni. L’episodio si è verificato a Budapest alla vigilia dell’11 febbraio, durante la celebrazione del cosiddetto “giorno dell’onore”, una ricorrenza controversa legata al nazismo. Tuttavia, non è emerso che i presunti aggressori abbiano presentato denuncia, rendendo il contesto dell’arresto ancora più incerto.

    Attenzione mediatica

    Le udienze del processo hanno attirato l’attenzione mediatica non solo per la natura delle accuse, ma anche per il trattamento riservato a Salis. Durante le udienze, è stata spesso portata in aula ammanettata, con una catena ai piedi, un trattamento che è stato oggetto di critiche per la sua crudeltà e inumanità. Tuttavia, nonostante le proteste dell’Italia, questo trattamento è continuato anche dopo il recente rifiuto degli arresti domiciliari.

    Candidata alle Europee

    Nonostante le difficoltà, Ilaria Salis ha continuato a lottare per la sua causa e ha recentemente accettato di candidarsi alle elezioni europee del 2024 per la lista di Alleanza Verdi-Sinistra. Questa decisione ha suscitato un acceso dibattito, ma ha anche rafforzato il suo impegno per la giustizia e i diritti umani. Durante una conferenza stampa a Roma il 26 aprile, ha espresso la sua gratitudine verso coloro che l’hanno sostenuta e ha condiviso la sua determinazione nel perseguire la verità.

    La sua candidatura è stata accolta con ammirazione e sostegno, poiché molti vedono in lei non solo una voce per i diritti umani, ma anche una possibile difensore delle libertà civili nel Parlamento europeo. Se eletta, potrebbe godere dell’immunità parlamentare, consentendole di continuare la sua battaglia per la giustizia senza il timore di ulteriori misure detentive.

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      Mistero

      Cosa accomuna l’assassino di Giulia e Avril Lavigne?

      Che cosa potrebbe mai unire Filippo Turetta, un ragazzo italiano accusato di omicidio, e Avril Lavigne, l’icona pop canadese? Apparentemente nulla, ma secondo le teorie cospirazioniste, entrambi sarebbero personaggi di fantasia. Turetta sarebbe un’invenzione dell’intelligenza artificiale, mentre Lavigne sarebbe stata sostituita da una sosia. Scopri di più su queste assurde teorie nel nostro articolo.

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        Cosa mai potrebbero avere in comune Filippo Turetta, un ragazzo italiano in carcere per l’orribile omicidio della fidanzata, e Avril Lavigne, l’iconica cantautrice canadese? Facile: nessuno dei due esiste. O meglio, secondo le ultime teorie cospirazioniste, sono entrambi frutto di elaborate macchinazioni. Turetta sarebbe una creazione dell’intelligenza artificiale, mentre Lavigne sarebbe stata sostituita da una sosia.

        Le fantasie dei teorici del complotto

        Le teorie sulla sostituzione di persone sono un grande classico delle cospirazioni. I complottisti sono convinti che molte celebrità siano state rimpiazzate da sosia. Esempi famosi includono Paul McCartney, che secondo alcuni non sarebbe più lui dal 1966. Le case discografiche, sempre secondo questi illuminati, non tollererebbero le svolte artistiche dei loro artisti e li sostituirebbero con fantocci per massimizzare i profitti. Avril Lavigne sarebbe stata rimpiazzata dalla sua presunta sosia, Melissa Vandella. Lavigne, ironica come sempre, ha scherzato sull’argomento in una recente intervista: “Potrebbe andare peggio, dai, la cosa mi diverte”.

        Filippo Turetta: una creazione dell’AI?

        Il caso di Filippo Turetta è ancora più torbido. “Avete mai visto una sua foto dopo l’arresto?”, chiedono i teorici del complotto. La risposta è no, il che secondo loro basta per dimostrare che sia tutta un’invenzione. Le poche immagini di Turetta circolate sarebbero state generate dall’AI, un’ipotesi già smentita, ma perché fermarsi di fronte a una smentita ufficiale quando si può vivere nell’affascinante mondo della cospirazione?

        Persino i familiari della vittima, Giulia Cecchettin, sarebbero attori ingaggiati. Ma perché mai? Ogni volta che succede un fatto di cronaca violento, c’è sempre qualcuno pronto a sostenere che sia tutto finto. Secondo i cospirazionisti, è il deep-state a creare queste narrazioni, falsificando foto e video e ingaggiando comparse per recitare una parte. Un sacco di tempo perso, direte voi? Sciocchi! risponderebbero i sostenitori delle contro-narrazioni.

        I veri obiettivi delle cospirazioni

        Perché chi controlla il mondo dovrebbe fabbricare stragi e tragedie? Facile: A) per giustificare una stretta sul possesso delle armi (così, quando vi verranno a prendere, non potrete difendervi); B) per approvare leggi che vi privino delle vostre libertà fondamentali; C) per contribuire al caos generale, rendendo la società più debole e manipolabile.

        Nel caso dei femminicidi, il riferimento è sempre l’ipotesi B. I complottisti vedono il femminicidio come un reato “sbagliato” perché mina l’uguaglianza tra uomo e donna. “E il maschicidio allora?” vi risponderebbero. Peggio ancora, metterebbe in discussione il modello patriarcale di famiglia che, secondo loro, le perfide élite liberal vogliono smantellare.

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          Cronaca

          Calo dei tassi, un sollievo per le famiglie

          Il calo dei tassi di interesse sta portando benefici significativi alle famiglie italiane, con notevoli risparmi su mutui e prestiti. Le prospettive di ulteriori riduzioni dei tassi di interesse promettono di alleviare ulteriormente il carico finanziario, favorendo una crescita economica sostenibile e il recupero del potere d’acquisto. Le decisioni imminenti della Bce saranno cruciali per consolidare questa tendenza positiva.

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            Il calo dei tassi di interesse sta portando notevoli risparmi per le famiglie italiane. Anche se la Bce non ha ancora ridotto i tassi ufficiali, il mercato del credito ha già iniziato a incorporare le attese di ribasso, anticipando la decisione attesa per il 6 giugno. Uno studio della Fabi evidenzia che il costo dei prestiti è già sceso dai picchi del 2023, con significativi risparmi su mutui, prestiti auto e acquisti a rate.

            Risparmi su mutui e prestiti

            La riduzione dei tassi di interesse ha avuto un impatto positivo sui mutui. Per un immobile del valore di 200.000 euro con mutuo a 25 anni, i risparmi ammontano a 54.000 euro, con una rata mensile ridotta di 180 euro. Una gran bella boccata d’aria per le famiglie. Il tasso medio sui mutui è sceso infatti al 3,69%, rispetto a oltre il 5% del 2023. Anche i mutui a tasso variabile, seppur con una riduzione meno marcata, attualmente mostrano tassi medi del 3,67%.

            Anche i tassi sul credito al consumo sono diminuiti

            Per l’acquisto di un’auto da 25.000 euro a rate, con finanziamento a 10 anni, per esempio, il costo totale è sceso a 38.835 euro, rispetto ai 48.961 euro del 2023, risparmiando 10.126 euro. Tutti interessi. L’acquisto di una lavatrice da 750 euro a rate comporta un risparmio di 144 euro, con un costo totale di 962 euro.

            Sui tassi inversione di tendenza, ora si naviga verso una riduzione

            Secondo Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, le banche hanno capito che era arrivato il momento di alleviare le difficoltà economiche di famiglie e imprese. Sebbene non si tornerà ai tassi zero, si prevede una riduzione del costo del denaro nei prossimi 18-24 mesi, con l’obiettivo di raggiungere un tasso di circa il 2%.

            Cosa significa per la nostra economia reale

            Il centro studi Unimpresa prevede che il taglio dei tassi atteso che effettuerà la Bce presumibilmente il 6 giugno contribuirà a spingere l’accelerazione del Pil italiano, che dovrebbe crescere tra l’1,2% e l’1,3% nel 2025. La crescita economica sarà favorita dal recupero del potere d’acquisto delle famiglie, dalla ripresa del commercio mondiale e dall’aumento della spesa finanziata dal Pnrr.

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              Cronaca

              Autovelox, nuove regole e restrizione

              Il decreto Salvini introduce importanti cambiamenti nell’uso degli autovelox, centralizzando il controllo e imponendo norme più stringenti. Questo provvedimento, pur volto a garantire maggiore sicurezza stradale, ha suscitato critiche per la limitazione dell’autonomia dei Comuni e per le possibili implicazioni sulla gestione locale della sicurezza stradale.

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                Il decreto Salvini rivoluziona l’uso degli autovelox in Italia, introducendo norme più stringenti e centralizzando il controllo delle installazioni. Da oggi 28 maggio, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto entrerà in vigore, portando importanti novità.

                Tutto il potere ai Prefetti

                Sarà il Prefetto a decidere dove potranno essere installati gli autovelox, limitando l’autonomia dei Comuni. I dispositivi mobili, come quelli montati su treppiedi, dovranno essere coordinati con la Prefettura. I Comuni dovranno fornire un’accurata analisi del tasso di sinistri, specificando la velocità come causa principale, per ottenere l’autorizzazione all’installazione.

                I motivi degli incidenti? L’eccesso di velocità

                Nonostante il decreto sembri limitare l’azione dei Comuni, l’eccesso di velocità resta una delle principali cause di incidenti in Italia. Secondo l’ultimo rapporto Aci-Istat, la velocità eccessiva è tra le tre principali cause di incidenti, con oltre tre milioni di multe nel 2022. Anche i dati del Comune di Bologna confermano che una riduzione della velocità porta a una diminuzione degli incidenti.

                Un decreto che non piace

                Alcuni esperti, come Enzina Fasano della Consulta cittadina per la Sicurezza stradale di Roma, criticano il decreto. Fasano sottolinea l’importanza di limitare la velocità a 30 km/h nelle città per aumentare la sicurezza dei pedoni. Anche le opposizioni esprimono preoccupazione. Il deputato Pd Andrea Casu ritiene che il governo dovrebbe sostenere i sindaci nella lotta contro l’eccesso di velocità, anziché limitare la loro autonomia.

                Come ci avviseranno e quali saranno i nuovi limiti

                I cartelli che avvisano della presenza di autovelox dovranno essere posizionati almeno un chilometro prima fuori dai centri urbani e rispettare distanze minime nei centri urbani. Almeno 200 metri sulle strade di scorrimento e 75 metri sulle altre. Gli autovelox saranno utilizzati in base ai limiti previsti dal Codice della Strada, ossia 50 km/h nei centri urbani. Nelle strade extraurbane, i dispositivi potranno rilevare velocità non superiori a 20 km/h rispetto al limite ordinario.

                Ai Comuni dodici mesi per adeguarsi

                I Comuni avranno 12 mesi per adeguare gli autovelox alle nuove norme. Dopo questo periodo, i dispositivi non conformi dovranno essere disinstallati. Il decreto non affronta il tema dell’omologazione dei dispositivi, ma Salvini ha annunciato che intende risolvere questo problema entro l’estate con il nuovo Codice della Strada.

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