Connect with us
Avatar photo

Pubblicato

il

    servizio di Nico De Luca

    Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche battuta con il Generale Roberto Vannacci, capo di stato maggiore del Comando delle forze operative terrestri, già comandante della Task Force 45 durante la Guerra in Afghanistan. L’occasione è stata poco prima dell’inizio di una presentazione del suo libro Il mondo al contrario ieri, a Lamezia Terme presso il Teatro Costabile.

    In giro per la Calabria

    Oggi alle 19:30, proseguendo il suo mini-tour calabrese, interverrà e presenterà il suo esordio letterario al Festival del Sud – Valentia in Festa presso il Valentianum di Vibo Valentia, evento organizzato dall’Associazione “Valentia”. Mentre domani, mercoledì, alle 18:30 sarà presso l’Auditorium Don Orione a Reggio Calabria.

    Il suo libro è tra i saggi più venduti

    Il libro in questione, che dalla sua uscita non ha ancora smesso di scatenare polemiche, ancora fra i libri più venduti della classifica della saggistica di Amazon. Intriso, secondo alcuni, di linguaggio sessista e discriminatorio e pieno di evocazioni xenofobe, ha provocato una vera e propria bufera politica. D’altronde, con un un titolo come il suo non faceva presupporre nulla di buono.

    Ne ha per tutti

    Un testo politico, autoprodotto dallo stesso Vannacci, con tematiche molto care all’estrema destra, che si scaglia contro la “dittatura delle minoranze”, una categoria trasversale e “nefasta” che annovera gay, clandestini, femministe, marxisti e chi ne ha più ne metta. Senza dimenticare gli ambientalisti che non comprendono che “i cambiamenti climatici ci sono sempre stati”, contro la pallavolista Paola Egonu, i cui tratti non rappresentano l’italianità e contro gli omosessuali che non sarebbero “normali”.  Autodefinitosi erede di Giulio Cesare, fra le pagine rivendica il suo “diritto all’odio”, che considera sacrosanto.

    Lubamba, Amadeus

    Non solo di politica abbiamo parlato con lui… ma stuzzicandolo sulla simpatia con l’amica Sylvie Lubamba (ascoltate qui, per par condicio, cosa dice lei del militare) e su Amadeus, del quale il militare non sembra essere propriamente un fan.

    … e la Lega

    Vannacci non scioglie la riserva sulla sua candidatura per le prossime europee. “Io – dice – sto tuttora valutando, ho ancora tempo per decidere il da farsi, è una mia decisione che devo prendere”. Anche se il suo nome resta in pole position per finire in lista con la Lega di Matteo Salvini.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cronaca

      Antonella Elia finalista, Paola Caruso esplode: “Qui finisce male”, minacce e caos al Grande Fratello Vip

      Dopo l’annuncio della prima finalista, nella casa del Grande Fratello Vip scoppia il caso: Paola Caruso attacca Antonella Elia con frasi pesanti, minaccia denunce e lascia intendere un possibile abbandono.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Non c’è finale senza caos, e al Grande Fratello Vip la tensione è già esplosa ben prima dell’ultima puntata. La proclamazione di Antonella Elia come prima finalista ha acceso una miccia che ha fatto saltare ogni equilibrio nella casa, con Paola Caruso protagonista di uno sfogo durissimo che ha immediatamente fatto il giro del web.

        Lo sfogo di Paola Caruso dopo il televoto

        La vittoria di Antonella Elia al televoto non è andata giù alla Caruso, che ha reagito con parole pesanti e senza filtri. “Qui finisce male. Lei può spaccare i cocchi, ma poi inizio io”, ha detto, lasciando intendere un livello di tensione ormai fuori controllo. E ancora: “Da che sto sul piedistallo, poi scendo e faccio una strage. Io speravo di mandarla a casa quest’animale! Sono avvelenata”. Frasi che raccontano un clima tutt’altro che disteso.

        Attacchi personali e minacce di denuncia

        Lo sfogo non si è fermato lì. Paola Caruso ha rincarato la dose con attacchi diretti: “Il mio cane si comporta meglio di lei. Questa doveva essere cacciata”. Parole che si accompagnano anche a una minaccia più seria, quella di una possibile denuncia nei confronti della coinquilina. Un’escalation che alza il livello dello scontro e mette sotto pressione l’intero contesto del reality.

        L’ipotesi abbandono e la tensione nella casa

        A chiudere il quadro, l’ipotesi di un gesto clamoroso: l’abbandono della casa. Paola Caruso avrebbe infatti lasciato intendere di poter uscire dal gioco, segno di una situazione ormai difficile da gestire. Nel frattempo, Antonella Elia resta al centro della scena, forte del risultato del televoto ma anche bersaglio di critiche sempre più accese.

        Il Grande Fratello Vip entra così nella fase più delicata, dove ogni parola pesa e ogni reazione può cambiare gli equilibri. E se queste sono le premesse, la finale promette tutt’altro che tranquillità.

          Continua a leggere

          Cronaca

          Francesca Bergesio choc in hotel: “Mi chiamava dicendo ‘buongiorno piccola’”, denuncia e appello alle donne

          Dallo sguardo insistente fuori dall’hotel alle chiamate in camera: Francesca Bergesio denuncia sui social un uomo sconosciuto e invita le donne a fare rete e difendersi.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Francesca Bergesio rompe il silenzio e lo fa con un video che non lascia spazio a interpretazioni. L’ex Miss Italia 2023, oggi impegnata tra lavoro e impegni pubblici, ha raccontato un episodio che l’ha profondamente scossa durante un soggiorno in un hotel di lusso a Milano. Una vicenda che, nel giro di poche ore, è diventata virale, accendendo un dibattito che va ben oltre il singolo caso.

            Francesca Bergesio e le telefonate inquietanti

            Tutto inizia la sera, fuori dall’albergo. Bergesio nota un uomo in giacca e cravatta che, dal finestrino di un taxi, la fissa con insistenza. Un dettaglio che potrebbe sembrare marginale, ma che il giorno dopo assume tutt’altro peso. La mattina, mentre è in camera, il telefono fisso squilla. Dall’altra parte, una voce che lei stessa definisce “viscida”: “Buongiorno, piccola”. Una frase breve, ma sufficiente a gelare l’atmosfera.

            L’ex Miss Italia racconta di essere rimasta scioccata e di aver immediatamente verificato il nome comparso sul display dell’hotel, dove le chiamate interne sono associate agli ospiti. Una ricerca veloce e la conferma: si trattava dello stesso uomo visto la sera prima.

            Il racconto sui social e l’appello alle donne

            Dopo aver riattaccato, le telefonate non si fermano. Arrivano altre chiamate, insistenti, invasive. Bergesio decide allora di reagire, facendo presente all’uomo di avere il suo nome. Da quel momento, il telefono smette di squillare. L’hotel si scusa, ma il disagio resta.

            Nel suo sfogo sui social, Francesca non si limita a raccontare l’episodio. Lancia un messaggio chiaro: “A uomini schifosi non lascio neanche uno sguardo di troppo… bisogna stare attente, creiamo rete”. Parole dure, che riflettono paura ma anche la volontà di trasformare un’esperienza personale in un avvertimento collettivo.

            Paura e sicurezza: un tema che torna

            Il caso riporta al centro una questione che ciclicamente riaffiora: quella della sicurezza, soprattutto per le donne, anche in contesti che dovrebbero essere protetti. Un hotel di lusso, un viaggio di lavoro, una situazione apparentemente tranquilla che si trasforma in qualcosa di disturbante.

            Il racconto di Bergesio ha trovato eco immediata tra i follower, tra solidarietà e condivisione di esperienze simili. Segno che, al di là del singolo episodio, esiste una sensibilità diffusa su un tema che continua a far discutere.

              Continua a leggere

              Cronaca Nera

              Napoli, la rapina diventa spettacolo: nasce l’“ostaggio abusivo” e le interviste si pagano fino a 500 euro

              Dai 25 ostaggi reali a oltre mille presunti testimoni pronti a raccontare la loro versione a pagamento: a Napoli la rapina in banca si trasforma in un fenomeno mediatico tra ironia, affari e spettacolo.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                A Napoli anche la cronaca nera, quando si presta, può scivolare in qualcosa di molto simile a una rappresentazione collettiva. È quello che è successo dopo la rapina nella filiale del Credit Agricole al Vomero. Gli ostaggi reali erano circa venticinque, ma nel giro di poche ore il numero è lievitato in modo surreale. Perché fuori dalla banca, tra curiosi, passanti e “testimoni”, è nata una figura nuova: quella dell’ostaggio abusivo.

                Ostaggi veri e “presunti” testimoni

                Il meccanismo è semplice quanto incredibile. Più passano le ore, più aumentano le persone che dichiarano di essere state coinvolte, presenti, sfiorate dai fatti. Una moltiplicazione spontanea che ha trasformato una vicenda già complessa in una sorta di racconto corale, dove ogni voce aggiunge un dettaglio, spesso difficile da verificare.

                E qui entra in gioco il secondo livello della storia: quello economico. Perché raccontare, a quanto pare, ha un prezzo. Le richieste per un’intervista oscillano tra i 100 e i 500 euro, con una variabile che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo: più la storia è “forte”, più sale la quotazione.

                Interviste a pagamento e agenti improvvisati

                Il passo successivo è quasi inevitabile. Qualcuno decide di strutturarsi. Spuntano figure che si propongono come intermediari, veri e propri agenti improvvisati con l’obiettivo di piazzare il proprio “assistito” in un talk televisivo. La speranza è quella della prima serata, del racconto in diretta, della trasformazione di un episodio vissuto – o semplicemente osservato – in visibilità.

                È un cortocircuito mediatico che racconta molto più del fatto in sé. Da una parte la cronaca, dall’altra la sua rappresentazione. E in mezzo, una città che mescola realtà e narrazione con una velocità difficile da contenere.

                Attesa, ironia e numeri da giocare

                Durante le ore di attesa per l’arrivo delle forze speciali del GIS, provenienti da Livorno, la tensione si è intrecciata con l’ironia. Commenti, ipotesi, ricostruzioni fantasiose hanno riempito le strade e le conversazioni. C’è chi immagina fughe attraverso il sottosuolo, sfruttando la Napoli sotterranea, e chi si lascia andare a battute sulla logistica dei mezzi e dei tempi di intervento.

                Nel frattempo, la città continua a fare quello che le riesce meglio: trasformare tutto in racconto. Anche i numeri della vicenda diventano materia da giocare al lotto, tra tradizione e superstizione. E mentre le radio locali rilanciano musica e aggiornamenti, la linea tra cronaca e spettacolo si fa sempre più sottile.

                Napoli osserva, commenta, interpreta. E in questa storia, più che il numero degli ostaggi reali, conta quello delle versioni che continuano a nascere.

                  Continua a leggere

                  Ultime notizie