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Cronaca

Il parroco contro Gasparri in tribunale: “Due Madonne nel presepe sono troppe!”

Don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano ha querelato Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, per diffamazione.

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    Don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano e noto per le sue posizioni progressiste, ha querelato Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, per diffamazione. La controversia è nata in seguito alle critiche di Gasparri verso il presepe con due Madonne, allestito nella chiesa di Capocastello, a Mercogliano, da don Vitaliano. Il presepe, senza la figura di San Giuseppe ma con due Madonne, era stato pensato per sensibilizzare sul tema delle famiglie non tradizionali. Per Gasparri ci troviamo di fronte a un caso di vera “blasfemia”. Una affermazione che ha suscitato la reazione del parroco.

    Controversia sul presepe con due Madonne

    Don Vitaliano Della Sala ha difeso la scelta del presepe come un modo per riconoscere le famiglie diverse da quelle tradizionali, sottolineando che Gesù Cristo “si incarna pure per loro“.
    Maurizio Gasparri ha criticato duramente l’allestimento, definendolo un atto di blasfemia e un’offesa al mondo cattolico. Ma Don Vitaliano insiste e chiede le scuse come condizione per ritirare la denuncia. Gasparri ha risposto che non intende scusarsi e ha invitato il sacerdote a visitare il presepe permanente a Cava de’ Tirreni.

    Tentativi di mediazione

    Il cardinale Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha contattato don Vitaliano per suggerire di ritirare la denuncia. Don Vitaliano ha dichiarato che lo farà solo se Gasparri si scuserà, anche in privato. Gasparri, però, ha ribadito che dovrebbe essere don Vitaliano a chiedere scusa a San Giuseppe.

    Presepe tacciato di blasfemia

    Gasparri da par suo insiste di non non dover chiedere scusa a nessuno. E specifica che casomai è il sacerdote a dover chiedere scusa a San Giuseppe per averlo cancellato dal presepe.
    Ma Don Vitaliano non demorde e replica di non sentirsi in dovere di chiedere scusa a San Giuseppe perché non l’ha cancellato dal presepe. Inoltre ha intenzione di chiedere a Gasparri visitare il presepe contestato nella sua chiesa.

    Una polemica senza fine

    Entrambe le parti sono ferme sulle proprie posizioni. Don Vitaliano invita Gasparri a visitare il presepe per verificare di persona la presenza di San Giuseppe e ribadisce la sua apertura a ritirare la denuncia in caso di scuse. Ma Gasparri convinto delle sue idee nn demorde e non cede. Una vicenda che parzialmente riflette le tensioni all’interno della Chiesa e della società italiana riguardo all’accettazione e al riconoscimento delle famiglie non tradizionali.

      Italia

      Due italiane vincono l’oscar europeo per la matematica

      Due talentuose matematiche italiane, Cristiana De Filippis e Maria Colombo, sono tra i dieci vincitori del prestigioso Premio Europeo di Matematica, assegnato al Congresso Europeo di Matematica a Siviglia. L’Italia celebra anche un altro successo: Bologna è stata scelta per ospitare il prossimo congresso nel 2028. Un doppio trionfo che mette in luce l’eccellenza italiana in ambito matematico.

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        Ci sono due italiane tra i dieci vincitori del più importante premio europeo per la matematica, una sorta di Oscar assegnato dal Congresso Europeo di Matematica, che si apre oggi a Siviglia, Spagna. L’Italia si aggiudica anche un altro riconoscimento: Bologna è stata selezionata per ospitare il prossimo congresso nel 2028. Organizzato ogni quattro anni dalla Società Europea di Matematica (EMS), il congresso è il secondo evento di matematica più grande al mondo e si è aperto con l’assegnazione dei premi più ambiti in Europa in questa disciplina.

        Cristiana De Filippis e Maria Colombo

        Le due vincitrici italiane del premio EMS, del valore di 5.000 euro, sono Cristiana De Filippis, 31 anni, originaria di Bari e docente all’Università di Parma, e Maria Colombo, 35 anni, nata a Luino (Varese) e docente al Politecnico di Losanna.

        Eccezionali contributi

        Cristiana De Filippis, considerata dalla rivista Forbes una delle 100 donne italiane di successo del 2023, è tra le persone più citate nella matematica mondiale nella sua generazione, secondo la banca dati dell’American Mathematical Society. A Siviglia è stata premiata per gli “eccezionali contributi” alla Teoria della regolarità ellittica. Questo riconoscimento si aggiunge alla lunga serie di premi che ha già vinto, come il G-Research Prize ricevuto a Oxford nel 2019 e il Premio Iapichino dell’Accademia dei Lincei nel 2020.

        Maria Colombo è stata premiata “per i suoi contributi innovativi alla fluidodinamica incomprimibile, alle equazioni di trasporto e al calcolo delle variazioni”. Anche lei ha al suo attivo una lunga lista di riconoscimenti, come l’Iciam Collatz Prize e il Peter Lax Award.

        Anticamera del Nobel

        Istituito nel 1992, il premio EMS è considerato l’anticamera del ‘Nobel’ della matematica, la medaglia Fields, ed è stato finora assegnato a 13 donne. I vincitori italiani complessivi sono stati sei: oltre a De Filippis e Colombo, hanno vinto il premio Guido De Philippis (2016), Alessio Figalli e Corinna Ulcigrai (2012) e Stefano Bianchini (2004).

        Con Bologna pronta ad accogliere il prossimo Congresso Europeo di Matematica nel 2028, l’Italia si conferma una protagonista di rilievo nella comunità matematica internazionale.

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          Italia

          Non è reato colpire la Prof col fucile ad aria compressa in classe

          Deridere e colpire una professoressa con pallini ad aria compressa in classe non è reato, secondo la Procura dei Minori di Venezia. L’inchiesta contro 21 studenti dell’Itis Viola di Rovigo è stata archiviata. Nonostante l’umiliazione subita e la diffusione del video sui social, i ragazzi sono stati promossi con il 9 in condotta. Solo i responsabili materiali del gesto affronteranno conseguenze, mentre il resto della classe ne esce impunito. La professoressa Finatti, amareggiata ma non sorpresa, spera che il divieto dei telefonini in classe possa prevenire future umiliazioni.

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            Deridere in massa un’insegnante colpita con una pistola ad aria compressa non è un fatto penalmente rilevante. Almeno, questo è quanto pensa la Procura dei Minori di Venezia, che ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta contro 21 studenti dell’Itis Viola di Rovigo. Questi giovani eroi del cattivo gusto hanno colpito, deriso e filmato la professoressa Maria Cristina Finatti, diffondendo poi il video sui social. Ma tranquilli, non c’è nulla di cui preoccuparsi: secondo il magistrato, non c’è reato.

            Il piano era semplice quanto crudele: uno doveva sparare, un altro riprendere la scena con il telefonino e tutti gli altri intorno a ridere. Ah, la gioventù e il loro insaziabile desiderio di notorietà sui social! Il reato ipotizzato era “oltraggio a pubblico ufficiale”, ma a quanto pare, nella classe non c’è nulla di penalmente rilevante. Solo i ragazzi che hanno sparato e ripreso la scena dovranno affrontare qualche conseguenza, ma per gli altri? Nessuna implicazione giudiziaria.

            E nemmeno scolastica, visto che sono stati tutti promossi con il 9 in condotta! Sì, avete letto bene: il 9 in condotta. È solo grazie all’intervento del ministro Valditara che il giudizio è stato sospeso. Ma non preoccupatevi, perché tutti sappiamo quanto sia efficace una sospensione del giudizio in questi casi…

            Gli avvocati Nicola Rubiero e Tosca Sambinello sono amareggiati. Pensavano che questa fosse l’occasione per dare un segnale forte alla comunità scolastica. La professoressa Finatti è delusa ma non sorpresa: “Immaginavo che sarebbe finita così”, commenta dalla sua vacanza a Santiago di Compostela. Almeno il ministro ha deciso di vietare i telefonini in classe, sperando che episodi del genere non si ripetano.

            Intanto, il video della prof impallinata è diventato virale su Facebook, Instagram e TikTok. Perché, in fondo, cosa c’è di più divertente di un’insegnante umiliata pubblicamente, vero?

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              Italia

              Plusvalenze Juventus: la Procura manda tutti a processo. Ecco le accuse

              La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e altri ex dirigenti come Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Fabio Paratici. Le accuse, che variano tra aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni, riguardano l’indagine sulle plusvalenze e la manovra stipendi. Il procedimento è stato trasferito a Roma dopo che la Cassazione ha dichiarato l’incompetenza territoriale della Procura di Torino.

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                La Procura di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Juventus, Andrea Agnelli, insieme ad altri ex dirigenti di spicco della società bianconera, tra cui Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Fabio Paratici. Questa richiesta si inserisce nell’ambito dell’indagine sulle plusvalenze e sulla manovra stipendi.

                Le accuse

                Gli indagati, una decina in totale, devono affrontare accuse che variano a seconda delle loro posizioni. Tra le principali accuse figurano aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni.

                Il procedimento

                Il procedimento è stato coordinato dall’aggiunto Giuseppe Cascini e dal sostituto Lorenzo Del Giudice. Il caso è arrivato alla Procura di Roma in seguito alla decisione della Cassazione, che ha dichiarato l’incompetenza territoriale della Procura di Torino.

                Questa nuova svolta giudiziaria getta ulteriore luce sulle pratiche contabili e gestionali della Juventus, una delle squadre di calcio più prestigiose d’Italia, e potrebbe avere ripercussioni significative per i coinvolti e per l’intero panorama calcistico italiano.

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