La nuova casa di Geolier: 400 metri quadrati, 7 bagni, sauna e piscina con vista su Capri
Geolier cambia vita: da Secondigliano a una lussuosa villa ai Campi Flegrei! Il rapper, secondo a Sanremo, ha acquistato una splendida residenza a Pozzuoli con vista mozzafiato su Capri e Nisida. La villa, con 4 camere, 7 bagni, palestra e piscina a sfioro, rappresenta un nuovo inizio per l’artista rivelazione dell’anno. Scopri tutti i dettagli del suo nuovo rifugio di lusso!
Geolier, l’artista rivelazione dell’anno e secondo classificato a Sanremo, resta fedele a Napoli ma cambia radicalmente stile di vita. Il rapper ha lasciato la sua casa di Secondigliano per acquistare un’enorme villa ai Campi Flegrei, riscattando così una terra nota per il bradisismo.
Dove si trova la nuova casa
La nuova residenza di Geolier si trova a Pozzuoli, in un parco privato su Via San Gennaro Agnano. La villa ultrapanoramica, fino a pochi giorni fa, era tra le proprietà offerte dalla Knight Immobiliare, un’agenzia specializzata in immobili di lusso, che l’aveva messa in vendita da gennaio.

Caratteristiche della villa: lusso e comfort
La villa di Geolier è distribuita su tre livelli collegati da eleganti scale a chiocciola, coprendo una superficie totale di circa 400 mq. Gli interni sono arredati in stile minimalista con pareti total white, creando un’atmosfera moderna e luminosa. Tra le principali caratteristiche:








- Salone con cucina living: Enormi vetrate panoramiche che inondano di luce naturale l’ampio spazio aperto.
- Camere da letto e bagni: La villa dispone di 4 camere da letto e ben 7 bagni, offrendo comfort e spazio per ogni esigenza.
- Palestra e zona relax: Una palestra completamente attrezzata e una zona relax con idromassaggio e sauna in stile finlandese.
- Spazio esterno: Il vero punto forte della proprietà sono i 1500 mq di giardini e terrazze attrezzate. Tra queste spicca una piscina a sfioro con una vista mozzafiato su Capri e Nisida.
Un angolo di paradiso
Geolier non ha ancora condiviso foto della sua nuova villa sui suoi profili social, ma il video pubblicato dall’agenzia immobiliare mostra tutta la bellezza della proprietà, permettendo ai fan di immaginare il nuovo lussuoso rifugio del rapper.
Un nuovo inizio per Geolier
Con questo cambiamento, Geolier dimostra ancora una volta il suo legame con Napoli, scegliendo di investire in una zona ricca di storia e di fascino naturale. La sua nuova casa ai Campi Flegrei rappresenta non solo un upgrade significativo in termini di stile di vita, ma anche un omaggio alle sue radici napoletane.
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Musica
Madonna pronta all’annuncio: nuovo album in arrivo e singolo imminente
Indiscrezioni sempre più insistenti indicano Madonna pronta a svelare il suo nuovo progetto discografico. L’annuncio potrebbe arrivare oggi, tramite un video preregistrato, durante uno dei programmi più seguiti della tv americana.
Il conto alla rovescia potrebbe essere ormai agli sgoccioli. Secondo voci sempre più insistenti, Madonna sarebbe pronta ad annunciare ufficialmente il suo nuovo album, e il momento scelto non sarebbe casuale.
L’annuncio atteso in diretta tv
Si dice che l’artista apparirà oggi in un video preregistrato durante Good Morning America, uno dei programmi mattutini più seguiti negli Stati Uniti. Una scelta strategica, già utilizzata in passato da grandi nomi della musica per lanciare progetti di peso globale.
L’intervento dovrebbe essere breve ma decisivo: l’annuncio del nuovo album e l’apertura immediata delle prevendite.
Album pronto e strategia lampo
Secondo le indiscrezioni, il disco sarebbe già completato e pronto per il lancio. Un ritorno discografico molto atteso, soprattutto dopo mesi di speculazioni, indizi social e dichiarazioni criptiche da parte della stessa Madonna.
La strategia sembrerebbe quella di un’uscita rapida e concentrata, capace di capitalizzare l’attenzione mediatica in poche ore.
Il singolo subito dopo
Altro dettaglio che alimenta l’hype: il primo singolo estratto dall’album dovrebbe uscire immediatamente dopo l’annuncio. Un rilascio quasi simultaneo, pensato per dominare piattaforme streaming e radio fin dal primo giorno.
Una mossa che confermerebbe la volontà della popstar di restare competitiva nel panorama musicale contemporaneo, senza affidarsi solo all’effetto nostalgia.
Il ritorno della regina del pop
Se le indiscrezioni saranno confermate, Madonna si preparerebbe a inaugurare una nuova era musicale, probabilmente molto diversa dalle precedenti ma coerente con la sua storica capacità di reinventarsi.
Per ora nessuna conferma ufficiale, ma l’attesa è altissima. E se davvero l’annuncio arriverà oggi, il 2026 musicale potrebbe iniziare sotto il segno della Regina.
Musica
Faida legale tra gli ex Police: Andy Summers e Stewart Copeland fanno causa a Sting per oltre due milioni di dollari di royalties streaming
La pace tra gli ex Police sembra definitivamente archiviata. Andy Summers e Stewart Copeland hanno avviato un’azione legale contro Sting sostenendo di non aver ricevuto la loro quota dei proventi streaming, una vicenda che riapre vecchie tensioni finanziarie dopo la vendita del catalogo del cantante a Universal.
Torna a farsi incandescente il clima tra gli ex membri dei The Police, una delle band più influenti della storia del rock. Andy Summers e Stewart Copeland hanno infatti citato in giudizio Sting, accusandolo di non aver riconosciuto loro la quota spettante delle royalties generate dallo streaming dei successi del gruppo.
Secondo i due musicisti, la cifra in discussione supererebbe i due milioni di dollari, una somma maturata attraverso piattaforme digitali come Spotify, Apple Music e Deezer, che avrebbe dovuto essere ripartita in base agli accordi storici tra i membri della band.
L’accordo storico e il nodo dello streaming
Al centro della controversia c’è un contratto originario risalente al 1977, poi formalizzato nel 1981, che stabiliva per ciascun membro dei Police una quota pari al 15% delle royalties sulle composizioni degli altri. Un’intesa pensata in un’epoca completamente diversa, quando il concetto stesso di streaming non esisteva.
Summers e Copeland sostengono che i ricavi digitali debbano rientrare pienamente in quell’accordo. Sting, autore della quasi totalità dei brani del gruppo – da Roxanne a Message in a Bottle – percepisce naturalmente la fetta più ampia dei proventi, ma secondo i due ex compagni di band ciò non dovrebbe escluderli dai guadagni generati oggi dal consumo online del catalogo.
Il precedente accordo del 2016 e le posizioni contrapposte
Gli avvocati di Sting fanno invece riferimento a un accordo del 2016, siglato per chiudere definitivamente tutte le questioni economiche tra i membri dei Police. Secondo questa interpretazione, l’intesa riguarderebbe esclusivamente i diritti cosiddetti “meccanici” e non includerebbe i proventi dello streaming, che avrebbero una natura diversa.
La difesa del cantante parla apertamente di un “tentativo illegittimo di reinterpretazione” dell’accordo e lascia intendere che alcune somme già versate potrebbero addirittura configurarsi come pagamenti in eccesso. Una linea che rende lo scontro ancora più aspro e destinato a protrarsi nel tempo.
L’ombra della vendita del catalogo a Universal
La causa arriva in un momento particolarmente delicato, pochi mesi dopo la vendita del catalogo di Sting alla Universal Music Group, operazione stimata intorno ai 250 milioni di dollari. Un affare colossale che ha inevitabilmente riacceso vecchie frizioni mai del tutto sopite.
Tra il 1978 e il 1983, i Police hanno pubblicato cinque album diventati pietre miliari della musica internazionale. Oggi, a distanza di oltre quarant’anni, quel patrimonio artistico continua a generare enormi profitti, ma anche a dividere profondamente i suoi autori.
L’udienza preliminare si è tenuta presso l’Alta Corte di Londra alla fine del 2024. Nessuno dei tre musicisti era presente in aula. Il processo vero e proprio deve ancora iniziare, ma una cosa è certa: la leggenda dei Police, almeno sul piano umano e finanziario, è tutt’altro che riconciliata.
Musica
Laura Pausini torna a Sanremo da regina: dalla vittoria del 1993 alla co-conduzione del Festival 2026 accanto a Carlo Conti
Dal debutto che le cambiò la vita nel 1993 alla guida del Festival nel 2026. Laura Pausini racconta sui social un ritorno carico di emozione, mentre sul web monta la delusione di una parte del pubblico per la scelta di Carlo Conti. E la Rai anticipa: la co-conduzione sarà corale, con volti diversi ogni sera.
“Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura.”
Laura Pausini sceglie parole personali, quasi intime, per annunciare quello che per molti è già un evento simbolico: nel 2026 sarà co-conduttrice del Festival di Sanremo. Non un semplice ritorno, ma una chiusura di cerchio emotiva e professionale, nel luogo dove tutto è cominciato.

L’annuncio arriva direttamente dai suoi profili social, con un testo che ha il tono di una lettera alla se stessa di trentatré anni fa. Era il 1993 quando una giovanissima cantante romagnola saliva per la prima volta sul palco del Teatro Ariston, vincendo tra le Nuove Proposte e dando il via a una carriera che l’avrebbe portata ben oltre i confini italiani.
“La Laura del 1993 non avrebbe mai immaginato…”
Nel suo messaggio, Pausini non nasconde la portata emotiva del momento. “Mai avrei pensato di condurlo”, scrive, paragonando l’emozione a quella di un primo bacio. Un’immagine semplice ma efficace, che restituisce l’idea di un ritorno vissuto non come un traguardo scontato, ma come una conquista inattesa.
Dal 24 al 28 febbraio, Laura Pausini sarà al fianco di Carlo Conti per la 76ª edizione del Festival di Sanremo su Rai1. Un ruolo diverso da quello a cui il pubblico è abituato: non più solo artista ospite o super-star internazionale, ma volto centrale della macchina sanremese, chiamata a guidare il racconto televisivo dell’evento musicale più seguito del Paese.
Sanremo come origine e destino
Per Pausini, Sanremo non è mai stato un capitolo qualsiasi. È il luogo dell’origine, ma anche un passaggio ricorrente, una tappa simbolica che negli anni ha accompagnato le diverse fasi della sua carriera. Tornarci da co-conduttrice significa assumere una posizione di autorevolezza, quasi di “testimone” di una storia lunga oltre trent’anni.
Il Festival 2026 diventa così anche una celebrazione implicita di un percorso artistico che ha saputo rinnovarsi, attraversando generazioni, mode e mercati internazionali senza mai perdere riconoscibilità.
Le reazioni social: entusiasmo e delusione
Se da una parte l’annuncio è stato accolto con entusiasmo dai fan storici, su X (ex Twitter) non sono mancate reazioni critiche. Una parte del pubblico ha espresso delusione per la scelta di Carlo Conti, accusata di essere troppo prevedibile, poco sorprendente, o di puntare su un nome “già visto”.
Una dinamica ormai tipica del Festival, che negli ultimi anni vive ogni annuncio come un referendum immediato. La figura di Pausini, amatissima ma anche percepita come istituzionale, divide: per alcuni è la scelta naturale, per altri l’ennesima conferma di un Sanremo rassicurante.
Non solo Pausini: una co-conduzione a rotazione
Dal comunicato Rai emerge però un dettaglio importante: gli annunci non sono finiti. Carlo Conti ha infatti precisato che sul palco dell’Ariston si alterneranno ogni sera diversi co-conduttori e co-conduttrici, chiamati ad animare il Festival in modo corale.
Laura Pausini rappresenterà quindi uno dei pilastri dell’edizione, ma non l’unico volto femminile della conduzione. Una scelta che punta a bilanciare continuità e varietà, provando a intercettare pubblici diversi senza stravolgere l’impianto tradizionale del Festival.
Un Sanremo che guarda al passato per parlare al presente
La presenza di Pausini racconta molto della direzione scelta per il 2026. Un Sanremo che non rinnega la propria storia, anzi la valorizza, affidandosi a figure che incarnano il successo italiano nel mondo. Allo stesso tempo, la formula a più voci suggerisce la volontà di evitare un racconto monolitico.
Per Laura Pausini, sarà una prova nuova, forse la più delicata: gestire i tempi, il palco, le tensioni e le aspettative di un evento che non perdona errori. Ma se c’è un’artista abituata a reggere il peso dell’emozione pubblica, è proprio lei.
La ragazza del 1993 non avrebbe mai immaginato tutto questo. La donna del 2026, invece, è pronta a salire di nuovo su quel palco. Stavolta non per cantare una canzone, ma per raccontare un Festival intero.
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