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Italia

Per l’auto è l’ora della revisione: quanto costa e dove farla

La revisione auto è fondamentale per garantire la sicurezza stradale e la conformità alle normative ambientali. Mantenere il proprio veicolo in regola con le revisioni è non solo un obbligo legale, ma anche una responsabilità verso la sicurezza di tutti.

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    E’ ora di fare revisionare la nostra auto. Ci tocca. La revisione è un controllo obbligatorio per garantire la sicurezza dei veicoli in circolazione e la tutela dell’ambiente.

    Quando sono le scadenze

    Per chi ha acquistato da pochi anni l’auto la prima revisione cade dopo quattro anni dall’immatricolazione del veicolo, entro la fine del mese di immatricolazione. Ad esempio, per un’auto immatricolata il 16 giugno 2023, la revisione deve essere fatta entro il 30 giugno 2027.
    Le revisioni successive devono essere effettuate ogni due anni, entro il mese in cui è stata effettuata quella precedente. Ad esempio, se la prima revisione è stata fatta il 13 maggio 2027, la successiva dovrà essere fatta entro il 31 maggio 2029.

    Cosa accade se si circola con la revisione scaduta

    Se la prenotazione viene effettuata prima della scadenza, è possibile circolare con la prova dell’avvenuta prenotazione fino alla data della revisione.
    Se la prenotazione viene effettuata dopo la scadenza, è possibile circolare solo il giorno della verifica e solo per recarsi al centro revisioni, con la prova della prenotazione.

    Ma quanto mi costa?

    Il costo della revisione è regolamentato per legge e non può variare. Attualmente, il costo base è di 54,95 euro + IVA (22%), per un totale di 67,04 euro. A questo si aggiunge il costo dei diritti della motorizzazione pari a 10,20 euro. Il costo totale ammonta quindi a circa 77,24 euro. Ma per il 2025 è previsto un aumento di 8,60 euro per un totale di 89 euro.

    Dove posso farla

    La revisione può essere effettuata presso officine autorizzate e centri di revisione riconosciuti dal Ministero dei Trasporti. I controlli da effettuati durante la revisione sono diversi e comprendono la verifica del funzionamento dei freni, la verifica del funzionamento delle sospensioni, l’impianto di illuminazione, la frizione, l’emissioni di gas, la rumorosità della marmitta, il numero del telaio, il sistemi di pulizia, gli avvisatori acustici, gli accessori di sicurezza

    Cosa si rischia per la mancata revisione

    La sanzione per circolare senza revisione è di 173 euro, riducibile a 121,10 euro se pagata entro 5 giorni. Rischiamo anche la sospensione dalla circolazione dell’auto. Il veicolo viene sospeso dalla circolazione, annotato sulla carta di circolazione, e può circolare solo per recarsi alla revisione. E’ previsto anche un fermo amministrativo in autostrada. Accade se in caso di violazione in autostrada, oltre alla multa, è previsto il fermo amministrativo del veicolo fino al superamento della revisione. Ulteriori sanzioni sono previste se si circola durante il periodo di sospensione.

    Come evitare dimenticanze

    Se non si vuole dimenticare di fare revisionare l’auto bastar registrarsi al Portale dell’Automobilista che permette di consultare tutte le informazioni relative ai propri veicoli e ricevere notifiche automatiche sulle scadenze amministrative, inclusa la revisione.

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      Italia

      Gualtieri archivia il dogma dell’aria condizionata: cinema gratis e sale climatizzate contro l’ondata di caldo

      Con temperature vicine ai 40 gradi, il Campidoglio apre ai cittadini una rete di spazi climatizzati per proteggere soprattutto anziani e persone fragili. E il commento di Giorgio Gori diventa una stoccata politica: «Va bene la mitigazione, ma quanno ce vo’ serve anche l’adattamento».

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        Quando il termometro sfiora i 40 gradi, le battaglie ideologiche lasciano il posto al buon senso. È questo, in sintesi, il messaggio che arriva da Roma, dove il sindaco Roberto Gualtieri ha deciso di mettere a disposizione dei cittadini una rete di luoghi climatizzati per affrontare l’ondata di caldo estremo. Un’iniziativa che ha raccolto consensi anche fuori dagli schieramenti tradizionali e che qualcuno ha già definito la fine di un vecchio tabù: quello secondo cui l’aria condizionata sarebbe quasi un simbolo da combattere.

        Cinema gratis e sale climatizzate nelle ore più calde

        Il piano predisposto dal Campidoglio prevede l’apertura gratuita di undici cinema durante le ore più torride della giornata. Ai grandi schermi si aggiungono biblioteche, teatri e altri spazi pubblici climatizzati, trasformati per l’occasione in veri e propri rifugi contro il caldo.

        L’obiettivo è semplice: offrire un luogo fresco e sicuro soprattutto ad anziani, persone sole e cittadini più vulnerabili, riducendo i rischi sanitari legati alle temperature estreme e, allo stesso tempo, contrastando l’isolamento sociale che spesso accompagna i mesi estivi.

        Giorgio Gori: «Va bene la mitigazione, ma serve anche l’adattamento»

        A rilanciare l’iniziativa è stato anche Giorgio Gori, che ha affidato ai social un commento destinato a far discutere.

        «Va bene la mitigazione del cambiamento climatico, ma quanno ce vo’ serve anche l’adattamento.»

        Una frase che, letta tra le righe, suona come una critica a quelle posizioni che negli anni hanno guardato con sospetto all’uso dell’aria condizionata in nome della sostenibilità ambientale. Per Gori, invece, quando il caldo diventa un’emergenza la priorità resta la tutela delle persone.

        Il pragmatismo contro gli slogan

        L’iniziativa di Gualtieri prova a tenere insieme due esigenze solo apparentemente inconciliabili: continuare a investire nelle politiche contro il cambiamento climatico senza rinunciare a misure immediate per proteggere i cittadini durante le ondate di calore.

        Perché piantare alberi, ridurre le emissioni e ripensare le città resta fondamentale. Ma quando fuori ci sono quaranta gradi e migliaia di persone faticano perfino a respirare, aprire le porte di un cinema climatizzato può diventare una misura di salute pubblica prima ancora che una scelta amministrativa.

        E forse è proprio questo il messaggio che emerge dall’esperienza romana: il cambiamento climatico si combatte guardando al futuro, ma si affronta anche prendendosi cura del presente.

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          In primo piano

          Sabato 27 giugno l’onda dell’orgoglio LGBTQIA+ invade la città: tutto su orari, percorso e super party finale

          Si parte nel pomeriggio da Stazione Centrale per un lungo pomeriggio di musica, diritti e volti noti, fino al grande show gratuito all’Arco della Pace. Caccia aperta agli ultimi volontari.

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          Sabato 27 giugno l’onda dell'orgoglio LGBTQIA+ invade la città: tutto su orari, percorso e super party finale

            La macchina del gossip e dei grandi eventi milanesi si sta scaldando per l’appuntamento più colorato, atteso e fotografato dell’anno. Sabato 27 giugno la città si fermerà per fare spazio all’attesissimo Milano Pride, l’evento pop per eccellenza che ogni estate trasforma le vie del centro in una passerella di diritti, look pazzeschi, musica travolgente e, come sempre, tantissimi volti noti dello spettacolo e dei social pronti a scendere in strada.

            Se non volete perdervi nemmeno un bacio a favore di flash o il carro della vostra star preferita, ecco la guida definitiva per vivere l’evento dall’inizio alla fine, con tutti i dettagli e gli orari da segnare in agenda.

            La scaletta della giornata: dalla Centrale all’Arco della Pace

            L’appuntamento per i primi scatti social e per scaldare i motori è fissato per il primo pomeriggio. Il programma ufficiale prevede tappe ben scandite:

            • Ore 15:30 – Il Red Carpet dell’Orgoglio: Inizia il concentramento ufficiale in via Vittor Pisani, proprio di fronte alla maestosa cornice della Stazione Centrale. È qui che i carri allegorici e i partecipanti si raduneranno per gli ultimi ritocchi al trucco e ai costumi.
            • Ore 16:00 – Si accendono i motori: La testa del corteo si muoverà ufficialmente da Piazza della Repubblica, dando il via alla vera e propria parata che sfilerà nel cuore di Milano.
            • Dalle ore 18:30 – Il Grande Show: Il traguardo finale è l’Arco della Pace. Sotto il monumentale arco milanese si accenderanno i riflettori sull’evento clou, che lascerà prima spazio alle voci più importanti degli attivisti e delle associazioni della comunità Lgbtqia+, per poi trasformarsi in un gigantesco party pubblico e completamente gratuito all’aperto, dove si ballerà fino a tarda notte.

            Un Pride per tutti: mappa dell’accessibilità e zone “relax”

            Gli organizzatori hanno pensato davvero a tutto, rendendo la manifestazione una delle più inclusive di sempre anche dal punto di vista logistico. Per chi vuole godersi la sfilata senza stress, sul sito ufficiale è disponibile una speciale mappa dell’accessibilità (scaricabile anche in formato PDF).

            La guida segnala strategicamente le aree d’ombra per sfuggire alla calura estiva, i punti di ristoro dove trovare acqua fresca e delle vere e proprie zone di decompressione per rilassarsi lontano dal caos dei carri. Non solo: la mappa evidenzia i tratti stradali più insidiosi con pavé o pendenze, suggerendo l’uso delle piste ciclabili per facilitare il passaggio di passeggini e sedie a rotelle.

            Ultima chiamata per i “Pride Helpers”

            Dietro a un evento di questa portata c’è un lavoro immenso. Se oltre a ballare e scattare selfie volete essere i veri protagonisti della giornata ed entrare nel backstage dell’organizzazione, i casting per i volontari sono ancora aperti. Basta iscriversi sul portale dedicato (volontari.milanopride.it) per dare una mano a gestire la sfilata e fare la differenza nel giorno più colorato dell’anno.

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              Italia

              Da Musk a Rowling appesi a testa in giù al Pride, Stroppa esplode: «Una setta di estremisti». Ma sui social la polemica si ribalta

              Andrea Stroppa denuncia l’esposizione di immagini di Elon Musk e J.K. Rowling appesi a testa in giù e accusa la manifestazione di essere diventata «una setta di estremisti». Ma la sua presa di posizione scatena una nuova ondata di polemiche.

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                Dove finisce la satira e dove comincia l’odio politico? È la domanda che si è riaccesa dopo il Roma Pride, finito al centro di una nuova bufera social che questa volta coinvolge direttamente Andrea Stroppa, il referente italiano di Elon Musk.

                Tutto è partito da alcune immagini comparse durante la manifestazione, nelle quali il proprietario di Tesla e SpaceX e la scrittrice britannica J.K. Rowling venivano raffigurati appesi a testa in giù. Una rappresentazione che ha indignato Stroppa, da anni molto vicino al miliardario americano.

                La denuncia di Andrea Stroppa dopo il Pride

                Attraverso i social, il collaboratore di Musk ha attaccato duramente gli organizzatori e il clima che, a suo giudizio, si respirerebbe all’interno della manifestazione. «Al Pride di Roma, la scrittrice J.K. Rowling e Elon Musk appesi a testa in giù. Un tempo festa aperta a tutti, oggi una setta di estremisti che fa business con aziende e politici compiacenti», ha scritto.

                Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito. Da una parte chi ha condannato le immagini esibite durante il corteo, giudicandole eccessive e di cattivo gusto. Dall’altra chi ha ricordato come tanto Musk quanto Rowling siano diventati negli ultimi anni bersagli privilegiati delle associazioni LGBTQ+ a causa delle loro posizioni sulle persone transgender e di numerose dichiarazioni considerate divisive.

                Le accuse a Musk e Rowling e il clima sempre più acceso

                La polemica, infatti, si inserisce in uno scontro culturale che dura ormai da tempo. J.K. Rowling è stata più volte contestata per le sue prese di posizione sul tema dell’identità di genere, mentre Elon Musk ha trasformato X in una piattaforma che ospita spesso battaglie politiche e culturali molto polarizzanti.

                Non a caso, le immagini del Pride hanno generato reazioni opposte. Per alcuni si tratta di una forma di satira politica. Per altri, invece, il ricorso a simboli così forti rappresenta un’escalation che rischia di alimentare ulteriormente un clima già estremamente teso.

                Sui social la polemica si ritorce contro il braccio destro di Musk

                Le parole di Stroppa, però, non hanno affatto spento la discussione. Anzi. Molti utenti hanno ricordato come lo stesso referente italiano di Musk fosse già finito al centro di controversie per alcune sue prese di posizione in difesa dell’imprenditore americano. In passato, inoltre, Stroppa aveva denunciato di avere ricevuto minacce con riferimenti proprio all’immagine delle persone appese a testa in giù e a Piazzale Loreto.

                Su X e sulle altre piattaforme, diversi commentatori hanno osservato che figure pubbliche estremamente polarizzanti come Musk e Rowling, protagonisti di continui scontri politici e culturali, finiscono inevitabilmente per alimentare reazioni altrettanto radicali. Un meccanismo che, secondo molti, contribuisce a trasformare ogni dibattito in una guerra permanente fatta di provocazioni, controprovocazioni e indignazione reciproca.

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