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Beauty

Cura del corpo in estate: scrub, depilazione e oli scintillanti per una pelle da sogno

Per affrontare l’estate con una pelle perfetta, è essenziale seguire una routine di bellezza completa. Dallo scrub per eliminare le impurità, alla depilazione sicura con i giusti accorgimenti, fino all’applicazione di oli glitterati per un effetto ultra-glam: ecco i segreti per sfoggiare una pelle luminosa e levigata, pronta per essere esibita con abiti cut-out e minigonne. Scopri come trasformare la tua skincare estiva in un rituale di bellezza irrinunciabile.

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    L’estate è la stagione in cui la pelle del corpo merita particolare attenzione. Con il ritorno di abiti cut-out, minigonne e canottiere aderenti, è fondamentale avere una routine di bellezza che assicuri una pelle luminosa e ben curata. Ecco una guida completa per prendersi cura della pelle durante i mesi estivi.

    Step 1: Esfoliazione della pelle

    Il primo passo per una pelle impeccabile è eliminare ogni traccia di grigiore e impurità con uno scrub corpo delicato. Applicato su gambe, braccia e schiena, lo scrub favorisce il rinnovamento cellulare e prepara la pelle ai trattamenti successivi. Per evitare irritazioni, è consigliato massaggiarlo sulla pelle inumidita sotto la doccia. Dopo il risciacquo, utilizzare un bagnoschiuma idratante per garantire una pelle liscia e morbida.

    Step 2: Depilazione sicura

    La depilazione in estate richiede attenzione e prodotti di qualità. Utilizzare un rasoio nuovo e una schiuma o un gel apposito per l’epilazione sono i segreti per un risultato perfetto e senza irritazioni. È importante seguire la direzione del pelo per evitare i fastidiosi peli incarniti. Dopo il trattamento, un’abbondante dose di crema corpo lenitiva aiuterà a ridurre eventuali rossori e a mantenere la pelle idratata.

    Step 3: Oli scintillanti per un tocco di glamour

    Per le serate estive più speciali, gli oli corpo con glitter sono un vero must-have. Perfetti per donare alla pelle un effetto luminoso e scintillante, vanno applicati con un pennello kabuki su gambe, braccia e décolleté. Poche passate sono sufficienti per un risultato glamour che non passerà inosservato.

    Seguendo questi semplici passaggi, la tua pelle sarà pronta per essere sfoggiata con stile durante tutta l’estate, rendendo ogni look ancora più affascinante e curato.

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      Benessere

      Bevande gassate contro il caldo: aiutano davvero a dissetarsi oppure è meglio evitarle?

      Acqua frizzante, bibite zuccherate, cola e soft drink: ecco cosa succede davvero al nostro organismo quando le consumiamo durante le giornate più calde e quali sono le alternative consigliate.

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        Quando il termometro supera i 35 gradi, la tentazione di stappare una bibita ghiacciata è forte. La sensazione di freschezza è immediata e le bollicine sembrano amplificarla, ma dal punto di vista dell’idratazione non tutte le bevande gassate si equivalgono.

        La differenza principale sta infatti negli ingredienti: un conto è bere acqua minerale frizzante, un altro è consumare regolarmente soft drink ricchi di zuccheri o dolcificanti.

        Acqua frizzante: sì, se piace

        Dal punto di vista dell’idratazione, l’acqua frizzante è efficace quanto quella naturale. L’anidride carbonica non riduce la capacità dell’organismo di assorbire i liquidi e, per molte persone, il gusto più vivace può persino incentivare a bere di più durante la giornata.

        Chi soffre di reflusso gastroesofageo, gonfiore addominale o altri disturbi digestivi, però, potrebbe avvertire un maggiore senso di pesantezza. In questi casi è preferibile alternarla all’acqua naturale.

        Attenzione alle bibite zuccherate

        Diverso il discorso per cola, aranciate, tè freddi zuccherati e altre bibite gassate. Pur contribuendo all’apporto di liquidi, contengono spesso elevate quantità di zucchero che aumentano l’introito calorico senza offrire particolari benefici nutrizionali.

        Inoltre, il loro consumo frequente non rappresenta la strategia migliore per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, soprattutto nelle giornate molto calde o dopo un’attività fisica.

        Anche le versioni “zero zuccheri” possono essere consumate occasionalmente, ma non dovrebbero sostituire l’acqua come principale fonte di idratazione.

        Qual è la scelta migliore quando fa molto caldo?

        Gli esperti concordano su un punto: l’acqua resta la bevanda di riferimento per mantenere un corretto equilibrio idrico. Può essere naturale o frizzante, a seconda delle preferenze personali, purché venga assunta regolarmente durante tutta la giornata.

        Per chi desidera variare, una valida alternativa è rappresentata dall’acqua aromatizzata con fette di limone, cetriolo, arancia o foglie di menta, oppure da tè e tisane serviti freddi e senza zuccheri aggiunti.

        Le bibite gassate, quindi, non sono “vietate”, ma è bene considerarle un piacere occasionale più che uno strumento per combattere il caldo. Quando l’obiettivo è idratarsi davvero, nessuna bevanda riesce ancora a battere un semplice bicchiere d’acqua.

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          Salute

          Bere acqua non basta: i 7 segnali che ti dicono che sei già disidratato (e molti li scambiano per semplice stanchezza)

          Mal di testa, sonnolenza, crampi e difficoltà di concentrazione possono essere i primi campanelli d’allarme. Gli esperti consigliano di non aspettare lo stimolo della sete prima di bere.

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            Con l’aumento delle temperature, la disidratazione diventa uno dei problemi più frequenti dell’estate. Molti pensano che basti bere quando si ha sete, ma in realtà quel segnale arriva spesso quando il nostro organismo ha già iniziato a perdere una quantità significativa di liquidi.

            Sudorazione abbondante, giornate trascorse al sole, attività fisica e aria condizionata possono aumentare il fabbisogno idrico quotidiano, rendendo fondamentale mantenere una corretta idratazione durante tutta la giornata.

            I sintomi da non sottovalutare

            La disidratazione non si manifesta soltanto con la sete. Tra i segnali più comuni ci sono il mal di testa, la bocca secca, la sensazione di stanchezza improvvisa, i crampi muscolari, la difficoltà di concentrazione e un’urina particolarmente scura.

            Nei casi più marcati possono comparire vertigini, battito cardiaco accelerato e calo della pressione, soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti più fragili.

            Per questo motivo gli specialisti consigliano di bere con regolarità durante la giornata, anche quando non si avverte ancora lo stimolo della sete.

            Quanta acqua serve davvero?

            Non esiste una quantità valida per tutti. Il fabbisogno dipende dall’età, dal peso, dall’attività fisica e dalle condizioni climatiche. In estate, però, può essere necessario aumentare sensibilmente l’apporto di liquidi.

            Oltre all’acqua contribuiscono all’idratazione anche frutta e verdura ricche di acqua, come anguria, melone, pesche, cetrioli, pomodori e zucchine.

            Attenzione invece alle bevande zuccherate e agli alcolici: non rappresentano una valida alternativa all’acqua e, in alcuni casi, possono favorire un’ulteriore perdita di liquidi.

            Le buone abitudini per affrontare il caldo

            Per ridurre il rischio di disidratazione è utile portare sempre con sé una borraccia, bere piccoli quantitativi a intervalli regolari, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e reintegrare i liquidi dopo un’attività fisica.

            Chi pratica sport dovrebbe ricordarsi di bere prima, durante e dopo l’allenamento, mentre anziani e bambini meritano un’attenzione particolare perché spesso percepiscono meno intensamente lo stimolo della sete.

            Prendersi cura della propria idratazione è uno dei gesti più semplici per affrontare l’estate con più energia, ridurre il senso di affaticamento e aiutare l’organismo a sopportare meglio le giornate più torride.

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              Benessere

              Il cervello ha bisogno di staccare: 5 segnali che indicano che sei vicino al burnout (e non è solo stanchezza)

              Irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione e perdita di motivazione sono tra i segnali più frequenti. Gli psicologi consigliano di non ignorarli e di concedersi vere pause di recupero.

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                Essere sempre connessi, rispondere alle notifiche anche in vacanza e non riuscire mai a “staccare” possono affaticare la mente tanto quanto un intenso sforzo fisico. Il burnout non riguarda soltanto chi svolge professioni particolarmente stressanti: può colpire chiunque viva per lunghi periodi in una condizione di pressione costante.

                Tra i primi segnali compaiono una stanchezza che non passa nemmeno dopo aver dormito, difficoltà a concentrarsi, perdita di entusiasmo per attività che prima davano soddisfazione, nervosismo e una sensazione di svuotamento emotivo.

                Quando lo stress diventa un problema

                Lo stress, di per sé, è una risposta naturale dell’organismo. Diventa però un problema quando si prolunga nel tempo senza momenti di recupero.

                Dormire male, sentirsi costantemente sotto pressione, avere difficoltà a rilassarsi e vivere ogni impegno come un peso possono indicare che è arrivato il momento di rallentare.

                Gli specialisti ricordano che ignorare questi segnali può peggiorare il benessere psicologico e influire anche sulla salute fisica.

                Piccole abitudini che aiutano la mente

                Dedicare ogni giorno qualche minuto a un’attività piacevole, fare movimento, limitare il tempo trascorso davanti agli schermi, mantenere relazioni sociali e ritagliarsi momenti di silenzio possono favorire il recupero mentale.

                Se il malessere persiste, diventa intenso o interferisce con la vita quotidiana, è importante rivolgersi a uno psicologo o a un altro professionista della salute mentale

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