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Televisione

Bianca Guaccero: «Con Giovanni Pernice ho capito che non ballo più da sola»

Dopo otto anni dalla separazione, Bianca Guaccero confessa di aver trovato l’uomo che la accetta così com’è. Tra progetti professionali e un futuro condiviso, l’attrice si dice pronta a non danzare più da sola: «Se è faticoso, lo facciamo insieme».

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    La pista di Ballando con le stelle ha regalato a Bianca Guaccero molto più di una vittoria. È lì che, tra un passo di danza e l’altro, è nato l’amore con il ballerino Giovanni Pernice, che oggi condivide con lei la vita e i progetti futuri. In un’intervista esclusiva a OGGI, la Guaccero racconta con emozione come è nata questa storia, che le ha fatto riscoprire la bellezza di avere un compagno accanto.

    «Se al primo bacio sento le farfalle nello stomaco, è lui, è l’uomo giusto. Con Giovanni è andata così», confessa Bianca, ricordando il momento magico durante le prove dello show: «Giovanni dice che quando mi ha vista ha pensato: “Bingo”. Io ci ho messo un po’ di più. I primi giorni mi sembrava bello ma troppo perfetto».

    Dopo la separazione, un nuovo inizio

    Per Bianca, questa è la prima relazione importante dopo otto anni dalla separazione dal padre di sua figlia. Un periodo lungo e difficile, che l’ha vista concentrarsi su se stessa e sul rapporto con la figlia:
    «Chiudere una relazione importante è doloroso e, se ci sono di mezzo i figli, è straziante. Io avevo già superato quella fase e in questi anni avevo costruito un mio equilibrio… Credevo che il mio destino fosse di stare da sola. Ero rassegnata, ma non triste».

    Eppure, Giovanni ha cambiato tutto. «Mi ha conquistato sentire, per la prima volta, che avevo qualcuno accanto che mi accetta così come sono e mi aiuta a vincere le difficoltà. A volte mi dice: “Fermati, sono io l’uomo, conduco io il ballo”. Ecco, non ballo più sola».

    Un futuro condiviso tra Londra e Roma

    Il futuro della coppia è già scritto: Giovanni, che vive da anni a Londra per lavoro, si trasferirà a Roma per stare vicino a Bianca e alla sua famiglia. Una decisione che segna un nuovo capitolo per entrambi:
    «Lui ha un impegno di lavoro a Londra, ma poi si trasferirà a Roma, dove io abito con mia figlia».

    Progetti professionali e nuovi sogni

    Sul fronte professionale, Bianca ha le idee chiare. Dopo il debutto in prima serata con Nek dal 10 gennaio e la partecipazione a PrimaSanremo, sogna una carriera che le dia stabilità e continuità:
    «Vorrei essere coltivata dalla mia azienda in questo percorso legato all’intrattenimento. Ho bisogno di studiare, crescere, lavorare con continuità. Non un lavoro a spot ma con continuità».

    Tra amore, famiglia e ambizioni, Bianca Guaccero sembra aver trovato il ritmo perfetto per la sua danza, questa volta con un partner che la sostiene passo dopo passo.

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      Televisione

      “Basta con Imma Tataranni”: Vanessa Scalera lascia la serie Rai e chiude un capitolo dopo cinque stagioni, senza ripensamenti

      Vanessa Scalera dice stop a Imma Tataranni e lo fa senza giri di parole: “Tutte le cose hanno un inizio e una fine”. Con l’8 marzo torna su Rai 1 la quinta stagione, indicata come l’ultima. L’attrice spiega che la decisione era maturata già “uno o due anni fa” e ribadisce che i personaggi “si esauriscono”: la Rai può andare avanti senza di lei? “Sono argomenti che non mi riguardano”.

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        A un certo punto bisogna avere il coraggio di spegnere la luce prima che diventi neon. Vanessa Scalera lo dice chiaramente e, soprattutto, lo dice adesso: “BASTA CON IMMA TATARANNI, TUTTE LE COSE HANNO UN INIZIO E UNA FINE”. L’attrice annuncia l’addio al ruolo che l’ha resa popolarissima nella serie Rai ambientata a Matera e spiega che non è un colpo di testa dell’ultima ora, ma una scelta maturata da tempo, rimandata e poi finalmente presa sul serio.

        Dall’8 marzo torna su Rai 1 la serie diretta da Francesco Amato, con Massimiliano Gallo, Barbara Ronchi e la new entry Rocco Papaleo nei panni del procuratore, ma per Scalera è già tempo di saluti: «Tutte le cose hanno un inizio e una fine, è finita pure Breaking bad», spiega l’attrice, «chi sono io per andare avanti?».

        “Lo avevo deciso da prima”: l’addio senza retromarce

        Alla domanda se abbia davvero deciso di abbandonare Imma, Scalera taglia corto e non lascia spiragli a interpretazioni romantiche: «Lo avevo deciso da prima, già uno o due anni fa, non mi ricordo neanche più. Poi sono andata avanti. Ma adesso il momento è arrivato».

        Sa benissimo che Imma è amatissima. E infatti lo riconosce senza fare la finta sorpresa: «Lo so, ma ho abbandonato un sacco di cose nella vita, persone che non rivedrò mai più, e questo mi ha dilaniato. Quando muore una persona ti schianti. L’addio a Imma è diverso». Poi aggiunge la frase più netta, quasi fisica, di tutto il suo discorso: «Ho salutato anche altri personaggi, è come quando finisci una lunga tournée teatrale… Per sette anni ho fatto l’amore con Imma, ora la lascio».

        “Mi ha insegnato a essere irruente”: lo scambio tra attrice e personaggio

        C’è anche un passaggio interessante, perché Scalera non “scarica” Imma: racconta piuttosto un rapporto di reciproca contaminazione, come succede quando un personaggio ti entra nella postura e ti cambia il ritmo. «Le ho dato una personalità, ha delle caratteristiche mie. L’ho aiutata a tirare fuori lati di umanità che non aveva; lei mi ha insegnato a essere irruente, tranchant, aspetti che, per forza di cose, tenevo sotto controllo. Con Imma li ho fatti esplodere».

        E quando le chiedono se interpretarla sia liberatorio, la risposta è quasi un manifesto del perché il pubblico l’abbia seguita per anni: «Molto. Dice sempre quello che pensa senza curarsi delle conseguenze, è ironica e anche feroce con se stessa. Poi la stimo, fa la magistrata, un lavoro che ama, perché crede nella giustizia. Porta avanti le sue battaglie fino in fondo, senza pensare alle conseguenze. È onesta».

        “Non si può tirare la corda”: perché chiudere alla quinta stagione

        Il punto, però, è proprio qui: se un personaggio è così totalizzante, quanto può durare senza ripetersi? Scalera lo spiega in modo quasi “da officina”, senza sentimentalismi: «Perché il racconto televisivo non può essere eterno e non si può tirare la corda. A Imma è successo di tutto. I personaggi si esauriscono. Nelle serie ci sono attori che stanno facendo un percorso straordinario, anche loro hanno bisogno di cambiare».

        E quando si arriva alla domanda che in Rai aleggia sempre in questi casi, cioè la possibilità di continuare senza la protagonista, la risposta è definitiva: «Sono argomenti che non mi riguardano. Dovevo fare solo due stagioni, ci dovevamo fermare alla terza. Siamo alla quinta, bisogna fermarsi».

        Il messaggio è limpido: Scalera non sta trattando, non sta ammiccando, non sta preparando un “forse”. Sta chiudendo una porta con la stessa energia con cui Imma la spalancherebbe, senza chiedere permesso.

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          Televisione

          Gerry Scotti e la TV commerciale: “Meglio gli sponsor che i politici!”

          Chi l’avrebbe mai detto che un giovane appassionato di radio sarebbe diventato uno dei volti più amati della televisione italiana? Gerry Scotti, con la sua voce calda e rassicurante, sembrava destinato a un futuro da speaker, ma il destino aveva piani diversi per lui.

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            Chi l’avrebbe mai detto che un giovane appassionato di radio sarebbe diventato uno dei volti più amati della televisione italiana? Gerry Scotti, con la sua voce calda e rassicurante, sembrava destinato a un futuro da speaker, ma il destino aveva piani diversi per lui.

            Gli esordi con la musica

            Tutto iniziò con Deejay Television e il Festivalbar, format musicali che lo fecero entrare nelle case degli italiani. Ma poi arrivò la svolta: un giorno Fatma Ruffini, storica dirigente Mediaset, gli propose la conduzione de “Il Gioco dei 9”. “Mi sembrava una punizione!” ha raccontato Scotti. “Io facevo programmi musicali, e mi volevano mettere in un quiz del preserale?”. Alla fine accettò, convinto di farlo solo per pochi mesi. Sono passati 38 anni, e ancora oggi entra nelle nostre case mentre “la mamma gira il brodo”.

            La grande lezione di Mike Bongiorno

            Il passaggio dalla radio alla TV commerciale non è stato semplice, ma una frase di Mike Bongiorno lo ha sempre accompagnato: “Meglio prendere ordini dagli sponsor che dai partiti politici”. Un consiglio che ha dato a Gerry Scotti la consapevolezza di essere nel posto giusto, senza mai vergognarsi della pubblicità.

            Il pubblico gli riconosce onestà e trasparenza

            “Non ho mai avuto la puzza sotto il naso. Ho fatto programmi con telepromozioni senza problemi” ha raccontato. “La gente sa che non l’ho mai fregata: i prodotti che pubblicizzo li provo davvero, e quando qualcosa non mi convince, mi rifiuto”. Questa trasparenza gli ha regalato una fiducia incrollabile nel pubblico: “Mi affiderebbero la mamma, il cane e ormai anche la moglie!”, ha scherzato. Non a caso è soprannominato da tutti “Zio Gerry”, proprio per questa sua caratteristica di vicinanza, che lo fa percepire come una persona cara, come… “uno di famiglia” che è sempre piacevole ritrovare.

            Una carriera formato famiglia: successi e sobrietà

            Da “La Corrida” a “Chi vuol essere milionario?” all’enorme successo della “Ruota della Fortuna”, Scotti ha collezionato successi senza farsi mai condizionare dagli ascolti. “L’Auditel è importante, ma non bisogna esserne ossessionati. Serve per migliorare, non per impazzire”.

            Pensandosi al futuro… in Vespa

            E dopo 40 anni di carriera, il suo sogno? “Girare l’Italia in Vespa o in barca per raccontare storie e tradizioni”. Insomma, Zio Gerry non smette di stupire, e chissà che presto non lo vedremo in una nuova veste, magari tra una trattoria e un porto turistico, sempre con il suo sorriso rassicurante e il cuore vicino alla gente.

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              Televisione

              Magalli contro Fiorello: “È permaloso, non accetta critiche. La Pennicanza? Sostituisce ciò che va male con qualcosa che va un po’ meglio”

              Ospite a “Non è la Tv”, Giancarlo Magalli non risparmia Fiorello: lo definisce “molto permaloso” e sostiene che il suo successo con La Pennicanza derivi anche da una scelta strategica delle fasce orarie deboli. “Trova punti di scarso ascolto e fa un risultato leggermente più alto: tanto basta per far dire che è bravissimo”, afferma.

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                Giancarlo Magalli non è mai stato uomo da mezze frasi. E stavolta, parlando di Fiorello, ha deciso di caricare il bazooka. Ospite a “Non è la Tv”, il conduttore ha messo nel mirino lo showman siciliano senza addolcire i toni. «Se vuoi vivere tranquillo devi sempre dire quanto è bravo, altrimenti puoi decidere di affrontare la sua ira», ha dichiarato, lasciando poco spazio alle interpretazioni.

                Il tema non è solo personale, ma anche professionale. In studio si è tornati su quella che per anni è stata considerata quasi una leggenda metropolitana: Fiorello sarebbe permaloso? Magalli conferma senza esitazioni: «Lui è molto permaloso, non accetta le critiche».

                La stoccata su “La Pennicanza”

                Ma il colpo più duro arriva quando si parla di “La Pennicanza”, il programma con cui Fiorello ha animato una fascia considerata poco appetibile. Magalli non nega il talento, ma propone una lettura diversa del successo. «È un grande esploratore: trova punti di scarso ascolto, si prende quella fascia e fa un risultato leggermente più alto».

                Secondo il conduttore, non si tratterebbe solo di carisma e capacità scenica, ma di una strategia precisa: occupare spazi televisivi deboli, dove qualsiasi miglioramento viene celebrato come un trionfo. «Tanto basta per far dire a tutti quanto è bravo, ma semplicemente sostituisce ciò che va male con qualcosa che va un po’ meglio».

                Una visione che ridimensiona l’aura di intoccabilità che spesso accompagna Fiorello e che inevitabilmente accende il dibattito.

                Il carattere che “penalizza”

                Magalli, del resto, rivendica la propria schiettezza. È lo stesso tratto che, a suo dire, gli avrebbe anche creato problemi in carriera. «Avrei dovuto condurre il Festival alla fine degli anni ’80, era tutto pronto, ma i discografici non mi vollero», ha raccontato. Il motivo? Essere un umorista che “dava fastidio”. In quegli anni, sostiene, l’ironia sul palco dell’Ariston non era ancora ben vista. Sarà poi Paolo Bonolis a sdoganarla definitivamente.

                L’affondo contro Fiorello, dunque, si inserisce in una traiettoria coerente: Magalli non fa sconti a nessuno, neppure a uno dei volti più popolari della televisione italiana.

                Talento o strategia?

                Resta la domanda di fondo: il successo di Fiorello è solo frutto di strategia o di una miscela di talento, tempismo e capacità di intercettare il pubblico? Magalli propone una lettura spiazzante, ma non definitiva.

                Il mondo della televisione vive anche di queste frizioni. E quando a parlare è uno che “non le manda a dire”, le parole fanno inevitabilmente rumore.

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