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Storie vere

Matrimonio gitano tra lusso, tradizione, cultura e 300mila euro di costo

I due giovani gitani Louise Durant, 21 anni, e Billy Maguire, 22 anni, hanno dato vita al matrimonio gitano più costoso mai celebrato nel Regno Unito. Un evento lussuoso che ha lasciato tutti a bocca aperta, con una spesa di oltre 300mila euro per una cerimonia degna di una fiaba reale.

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    E’ stato un matrimonio da favola quello che si è svolto tra Louise Durant, 21 anni, e Billy Maguire, 22 anni. Il matrimonio gitano più costoso mai celebrato nel Regno Unito. Un evento lussuoso che ha lasciato tutti a bocca aperta, con una spesa che andrebbe ben oltre i 300mila euro dichiarati alla stampa locale. Insomma si è trattato di una cerimonia degna di una fiaba reale. Del resto se come location mi affitti il prestigioso The Dorchester di Londra con quasi tutte le suite che si affacciano su Hyde Park, non te la puoi cavare con quattro cocomeri. E inoltre hai anche deciso di invitare 350 ospiti, non tantissimi certo, ma nemmeno pochi.

    Una celebrazione da sogno come esigono i gitani…ricchi

    I preparativi per questo straordinario evento sono durati due anni, con la famiglia gitana della sposa che ha curato ogni dettaglio. Decorazioni scintillanti, fiori bianchi, luci blu ghiaccio e un maestoso albero di Natale hanno trasformato la location in un luogo magico. La sposa ha indossato un elegante abito in stile corsetto firmato Eleni Bridal Couture e è arrivata in chiesa su una carrozza trainata da cavalli attraverso Hyde Park. La cerimonia è stata seguita da un sontuoso banchetto natalizio con tacchino e il tradizionale dessert sticky toffee pudding personalizzato con le iniziali degli sposi. La festa gitana ha poi continuato nella sala da ballo del Dorchester, dove una pista da ballo che sembrava ghiaccio e una palla da discoteca scintillante hanno accolto gli ospiti fino all’una di notte.

    Le tradizioni del matrimonio gitano, un passaggio importante della vita

    Il matrimonio gitano è una cerimonia unica che mescola usanze ancestrali e riti ortodossi. Per i Rom, il matrimonio avviene spesso in giovane età. Una sposa di 19 anni potrebbe già essere considerata una “vergine vecchia”. Questo evento è più di una semplice unione tra due persone: rappresenta l’unione tra due famiglie e, spesso, tra due comunità. Nelle famiglie gitane, la scelta del partner è influenzata dagli anziani, in particolare dal padre. Il consenso della sposa è spesso formale, poiché la volontà familiare prevale. Spesso, la famiglia dello sposo versa una dote come segno di rispetto e per compensare la perdita di una figlia.

    Una cerimonia elaborata carica di simbologia

    Il corteo nuziale può includere cavalli e carri decorati con fiori, simboli di gioia e abbondanza. Tra i diversi riri essenziali nel matrimonio gitano la benedizione del pane assume un ruolo fondamentale. Rappresenta un auspicio di prosperità e unione. In alcune occasioni, gli sposi possono condividere pezzi di pane simbolicamente bagnati da gocce di sangue per suggellare il legame. Naturalente non possono mancare musiche e danze. La musica è l’anima della celebrazione di un matrimonio gipsy. Violini, fisarmoniche e band dal vivo accompagnano la festa, creando un’atmosfera gioiosa. Le danze tradizionali coinvolgono tutti gli ospiti, creando momenti di grande condivisione. Il matrimonio gitano non è quindi solo una celebrazione d’amore, ma anche un evento che rafforza i legami comunitari e celebra le tradizioni culturali.

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      Isole da sogno con un lato oscuro: i cannibali esistono ancora. Da non credere

      Un’esplorazione al limite del conosciuto, dove la realtà supera l’immaginazione e il confine tra mito e verità si fa labile.

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        Vi sareste mai immaginati che oltre a trovare spiagge bianchissime, acque cristalline e una natura incontaminata in alcune isole del mondo potreste trovare anche dei cannibali? Eppure ci sono territori che sembrano perfette per una vacanza da sogno, vero? E invece veniamo a scoprire che alcune delle isole più belle del mondo nascondono un lato oscuro: il cannibalismo. Può sembrare incredibile, ma nel XXI secolo esistono ancora comunità che praticano il cannibalismo. Si tratta di tribù isolate, spesso con pochissimi contatti con il mondo esterno, che perpetuano antiche tradizioni e credenze. Ma quali sono questi territori?

        Papua Nuova Guinea: la terra dei Korowai

        Tra le isole più “pericolose” troviamo alcune isole della Papua Nuova Guinea, un paese che comprende la parte orientale della Nuova Guinea e le sue isole. Qui, la tribù dei Korowai è nota per le sue pratiche di cannibalismo. Secondo studi antropologici, i Korowai sono circa 2.500 e fino agli anni ’70 ignoravano l’esistenza di altre popolazioni e continenti. La loro pratica di cannibalismo sarebbe legata a rituali e credenze ancestrali.

        Isole Fiji: un passato da cannibali

        Anche le isole Fiji, un vero paradiso per i turisti, hanno un passato legato al cannibalismo. Come riporta National Geographic, i Lapita, antenati dei polinesiani, si stabilirono qui circa 3.000 anni fa. Proprio le Fiji erano conosciute come le “isole dei cannibali”, secondo i racconti di antropologi, viaggiatori e missionari. Ma come è possibile? La persistenza del cannibalismo in queste aree del mondo è un fenomeno complesso, legato a fattori culturali, storici e sociali. Le tribù che lo praticano sono spesso molto isolate e legate alle loro tradizioni, che vengono tramandate di generazione in generazione.

        Una pratica che pone molte domande

        La scoperta che il cannibalismo è ancora praticato e pone interrogativi profondi sulla natura umana e sulla diversità culturale. Come è possibile che, in un mondo globalizzato e interconnesso, esistano ancora comunità di cannibali che seguono pratiche così antiche e cruente? Studiare il cannibalismo è estremamente difficile, sia per la reticenza delle tribù coinvolte, sia per la complessità del fenomeno stesso. Gli antropologi e i ricercatori che si sono avvicinati a queste comunità hanno spesso incontrato difficoltà e ostacoli.

        D’altra parte il cannibalismo è un tabù universale, che suscita disgusto e repulsione nella maggior parte delle culture. Tuttavia, per le tribù che lo praticano, esso rappresenta un elemento fondamentale della loro identità culturale. Naturalmente il futuro di queste tribù e delle loro tradizioni è incerto. Il contatto con il mondo esterno, se da un lato può portare a una maggiore comprensione e tolleranza, dall’altro rischia di minacciare la loro identità e le loro pratiche ancestrali. Ma esistono limiti invalicabili, legati al rispetto dei diritti umani e della dignità della persona. O no?

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          Scopre il tradimento del fidanzato e si vendica “ridecorando” la sua camera con le immagini delle ragazze

          Ha scoperto i tradimenti del suo fidanzato e ha deciso di vendicarsi in modo eclatante tappezzando la stanza del ragazzo con le prove dei suoi tradimenti.

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            Quando si ama, è naturale promettersi il “per sempre”, ma non sempre le cose vanno come previste. Questo lo sa molto bene la giovane Emely Zambrano, una ragazza dell’Arizona che ha scoperto una dolorosa verità sul tradimento del suo ragazzo. Emely non ci voleva credere e se l’è legata al dito. Ha aspettato e ha messo in opera la sua stravagante vendetta. Stravagante ma efficace. Eh sì perché invece di chiudere la relazione in silenzio, Emely ha documentato tutto sui social, dove il suo gesto ha suscitato reazioni contrastanti. C’è chi l’ha applaudita e chi l’ha definita “folle”.

            Una vendetta che ha il sapore della colla

            Tutto è iniziato quando, sfogliando il cellulare del fidanzato per recuperare alcune foto delle vacanze, ha trovato centinaia di messaggi e immagini che dimostravano i suoi tradimenti con ben tre ragazze diverse. A quel punto, invece di una semplice discussione, per il tradimento Emely ha architettato una vendetta memorabile e assai collosa…

            La creatività al potere

            Ha stampato tutte le conversazioni incriminate, pagina dopo pagina, quindi ha comprato la supercolla spray. A quel punto ha tappezzato l’intera stanza del ragazzo con le prove , ricoprendo i muri e persino lo specchio. “Dopo ciò che ha fatto ora non potrà più guardarsi allo specchio“, ha commentato nel video, aggiungendo che “le future ragazze che entreranno nella stanza sapranno subito chi chi hanno a che fare“. Avendo filmato la sua opera le reazioni del web non si sono fatte attendere: tra critiche e molti applausi. Il suo gesto, infatti, è diventato virale, dividendo il pubblico.

            Un tradimento smascherato

            Molti utenti hanno elogiato la sua creatività e il coraggio di smascherare il traditore, mentre altri hanno sottolineato che un’azione del genere potrebbe indicare problemi da entrambe le parti. Insomma tra le righe le hanno dato della squilibrata… Qualunque sia l’opinione, una cosa è certa: il suo ex non dimenticherà facilmente questa “ridecorazione” indimenticabile.

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              Storie vere

              Una coppia alla ricerca della felicità: cambia vita su una piccola isola del Tamigi

              Dalla metropoli alla natura: la scelta coraggiosa di una giovane coppia che lascia Londra a causa del caro affitto e va a vivere su isola del Tamigi.

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                Sacha Pritchard, 25 anni, e il suo compagno Matt King, 28 anni, hanno deciso di abbandonare la frenesia e i costi proibitivi della vita a Londra per trasferirsi su una piccola isola nascosta nel fiume Tamigi. Dopo anni passati a pagare affitti esorbitanti per minuscoli appartamenti condivisi con altre persone, questa giovane coppia ha trovato una soluzione decisamente fuori dagli schemi.

                Sul Tamigi una vita diversa ma appagante

                La loro nuova casa è un bungalow spazioso con una splendida vista sul fiume. Un affitto più ragionevole rispetto agli standard cittadini ha permesso loro di risparmiare l’equivalente di oltre 20.000 euro all’anno rispetto a quanto spendevano nei sette anni precedenti in città. Il costo include anche il trasporto in barca, dato che l’isola non è collegata alla terraferma da alcun ponte. La dipendenza dalla barchetta a motore rappresenta sia una peculiarità affascinante che una sfida logistica. Sacha usa questo mezzo per raggiungere il lavoro, dove presta servizio quattro giorni alla settimana. Tuttavia, quando il motore si è guastato, la coppia è rimasta bloccata sull’isola finché il problema non è stato risolto.

                Una comunità unita

                Sull’isola sul Tamigi vivono circa venti persone, un numero ridotto che ha favorito la nascita di una comunità stretta e solidale. Condividere questo particolare stile di vita ha permesso a Sacha e Matt di sentirsi parte di un gruppo unico, sebbene la vita sociale possa essere limitata. “Se uno di noi ha bisogno di andare sulla terraferma, l’altro deve accompagnarlo,” raccontano. Questo aspetto logistico richiede coordinazione e pazienza, ma per loro ne vale la pena.

                Una scelta di vita che ripaga

                Nonostante le sfide, Sacha ha dichiarato alla BBC Radio London: “Posso dire onestamente che è una delle cose migliori che abbiamo mai fatto, finanziariamente e mentalmente. Solo per essere nella natura ogni singolo giorno, ci godiamo ogni secondo“. La coppia ha mostrato la loro vita quotidiana su TikTok, dove raccontano come questa scelta sia stata liberatoria. La possibilità di vivere circondati dalla natura, lontani dal caos urbano, ha avuto un impatto positivo sulla loro salute mentale e sul loro rapporto.

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