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Lifestyle

Perché il caldo ci rende più irritabili (e più sinceri)? La scienza dell’estate che surriscalda i sentimenti

Il mix micidiale di calore, ormoni e leggerezza estiva altera il nostro comportamento. Gli studi spiegano perché d’estate siamo più impulsivi e meno diplomatici. Compresi gli addii sotto l’ombrellone

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    Se d’inverno si riflette, d’estate si reagisce. Il termometro sale e con lui anche i battiti, i respiri corti, le parole affilate. Non è solo un’impressione: il caldo cambia davvero il nostro modo di stare al mondo. E se nei mesi freddi la diplomazia ha ancora un senso, a luglio la pazienza si scioglie come un ghiacciolo al sole. Irritabili, schietti, persino brutali. Ma anche più disposti a lasciarci andare. Ecco perché sotto l’ombrellone si litiga, si ama, ci si lascia e poi ci si riprende. Tutto in 48 ore.

    La colpa? Un cocktail micidiale: calore fisico, aumento dell’ormone dello stress (cortisolo), iperattivazione del sistema nervoso simpatico e un’evaporazione quasi istantanea del filtro sociale. Lo spiegano diversi studi in ambito neuropsicologico: il caldo influisce sui neurotrasmettitori, abbassando la soglia di tolleranza e inibendo i freni. Tradotto: meno autocontrollo, più sincerità. Quella che spesso fa male.

    Uno studio della University of California ha dimostrato che a temperature superiori ai 30 gradi aumenta l’aggressività verbale, anche nei contesti sociali neutri. E se il cervello è già stressato dalla gestione termica interna, l’ultima cosa che vuole è un confronto con la suocera o col collega passivo-aggressivo. Ma attenzione: il caldo non porta solo rabbia. Porta anche ormoni sessuali più attivi, voglia di evasione e minore attaccamento alle regole. Non è un caso che il tasso di infedeltà emotiva e fisica aumenti d’estate. Le vacanze funzionano come detonatori: allentano i vincoli quotidiani, dilatano il tempo libero, offrono nuovi scenari e nuovi volti.

    In questo mix esplosivo, la verità viene a galla con più facilità. Litigi improvvisi, dichiarazioni d’amore fulminanti, rotture teatrali. Tutto accade con una leggerezza che a dicembre ci sembrerebbe folle. E infatti, spesso lo è. Ma il caldo ha una memoria breve: quello che diciamo tra una granita e un tramonto può svanire in settembre. O restare per sempre.

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      Moda

      Elisabetta Canalis incanta Los Angeles in total black: diva in ecopelle

      Elisabetta Canalis, icona di stile e convinta animalista, conquista la scena a Los Angeles con un abito corsetto in ecopelle che esalta la sua silhouette perfetta. L’abito monospalla, dal costo di 895 euro, è abbinato a pumps nere e occhiali cat-eye, per un look sofisticato e grintoso

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        Elisabetta Canalis continua a dettare legge in fatto di stile, anche sotto il sole californiano di settembre. La showgirl, che vive ormai stabilmente a Los Angeles, ha recentemente sfoggiato un look total black che non è passato inosservato. In barba al cambio di stagione che inizia a farsi sentire in Italia, Elisabetta si gode le temperature ancora alte della California, vestendo un tubino in ecopelle firmato Violante Nessi, giovane designer italiana che ha fondato il suo brand nel 2015.

        L’abito, un midi monospalla dal taglio corsetto, incarna perfettamente la filosofia animalista della Canalis: niente pelle vera, ma solo ecopelle per esaltare una silhouette tonica e asciutta. Questo capo, il Voena Dress, realizzato a mano nell’atelier del brand, rappresenta l’unione ideale tra eleganza e sostenibilità, e viene venduto a 895 euro sul sito del marchio.

        A completare il look dark chic di Elisabetta ci sono un paio di pumps nere con dettagli metallici sulla punta, che aggiungono un tocco aggressivo ma raffinato al suo outfit. Non potevano mancare gli occhiali da sole tartarugati modello cat-eye, firmati Huma Eyewear, un accessorio che strizza l’occhio alle tendenze revival di fine anni Novanta, disponibile al prezzo di 260 euro.

        Elisabetta, che ha trascorso l’estate tra la Sardegna e la Sicilia, è pronta a tornare in Italia non solo in televisione con Tilt-Tieni il tempo, ma anche al cinema con il film Come far litigare mamma e papà, in uscita l’11 settembre. Nel frattempo, continua a incantare con il suo stile inconfondibile, dimostrando ancora una volta che, quando si tratta di moda, sa sempre come fare centro.

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          Tempo libero ed interessi

          Tempo di funghi: come riconoscere le specie commestibili e evitare quelle velenose

          La raccolta dei funghi può essere un’esperienza gratificante, ma è essenziale avvicinarsi a questa pratica con rispetto e cautela. Riconoscere i funghi commestibili e evitare quelli velenosi è fondamentale per garantire una raccolta sicura e piacevole. Buona ricerca e buon appetito!

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            La raccolta dei funghi è un’attività affascinante che attira ogni anno migliaia di appassionati nei boschi. Tuttavia, è anche un’attività che richiede conoscenza e attenzione, poiché non tutti i funghi sono commestibili e alcuni possono essere mortali. Questa guida si propone di offrire un vademecum per riconoscere le principali specie di funghi commestibili e quelle velenose, fornendo consigli utili per una raccolta sicura e consapevole.

            Funghi commestibili: le specie più comuni

            1. Porcino (Boletus edulis)
              • Descrizione: Il porcino è uno dei funghi più apprezzati e ricercati. Ha un cappello carnoso di colore marrone, spesso convesso, e un gambo robusto, bianco o leggermente marrone. La carne è bianca, soda e ha un aroma caratteristico.
              • Habitat: Si trova nei boschi di latifoglie e conifere, specialmente in autunno.
              • Uso: Ottimo per preparare risotti, zuppe e piatti di carne.
            1. Finferlo o Galletto (Cantharellus cibarius)
              • Descrizione: Ha un caratteristico colore giallo dorato, con un cappello ondulato e margini arricciati. Il gambo è spesso e si allarga verso la base. Ha un odore fruttato e un sapore delicato.
              • Habitat: Cresce nei boschi di latifoglie e conifere, spesso nascosto sotto il muschio.
              • Uso: Perfetto per piatti a base di pasta, frittate e insalate.
            1. Chiodino (Armillaria mellea)
              • Descrizione: Si presenta con un cappello convesso di colore variabile dal miele al marrone, con lamelle bianco-giallastre. Cresce in gruppi su tronchi e ceppi di alberi.
              • Habitat: Comune nei boschi di latifoglie, specialmente su alberi morti o malati.
              • Uso: Da cuocere bene prima del consumo, ottimo per preparare sottoli e sughi.
            1. Ovolo buono (Amanita caesarea)
            2. Descrizione: Ha un cappello arancione brillante, liscio e convesso, che si apre con l’età. Il gambo è giallo, con un anello e una volva bianca alla base. La carne è bianca e soda.
            3. Habitat: Cresce nei boschi di latifoglie, soprattutto sotto querce e castagni.
            4. Uso: Delizioso crudo in insalata o leggermente scottato in padella.

            Funghi velenosi: quelli da evitare assolutamente

            1. Amanita phalloides (Tignosa verdognola)
              • Descrizione: Ha un cappello liscio, di colore verde oliva, con lamelle bianche e un gambo bianco con un anello e una volva. La carne è bianca e non cambia colore al taglio.
              • Veleno: Altamente tossico, provoca danni irreparabili al fegato e ai reni. Anche una piccola quantità può essere letale.
              • Habitat: Frequente nei boschi di latifoglie e conifere.
            1. Amanita muscaria (Fungo di Biancaneve o Amanita muscaria)
            2. Descrizione: È facilmente riconoscibile per il cappello rosso brillante punteggiato di verruche bianche. Il gambo è bianco con un anello e una volva.
            3. Veleno: Contiene tossine neurotossiche che possono causare deliri, convulsioni e, in alcuni casi, la morte.
            4. Habitat: Cresce in boschi di conifere e latifoglie, spesso vicino a betulle.
            1. Cortinarius orellanus (Cortinario)
              • Descrizione: Ha un cappello liscio, color ruggine, con lamelle dello stesso colore e un gambo lungo e sottile. Il nome deriva dalla cortina, una sorta di velo che copre le lamelle.
              • Veleno: Contiene tossine che causano gravi danni renali, con sintomi che possono manifestarsi anche settimane dopo l’ingestione.
              • Habitat: Cresce nei boschi di latifoglie, spesso sotto querce e faggi.
            1. Gyromitra esculenta (Falsa spugnola)
              • Descrizione: Ha un aspetto particolare, con un cappello contorto e rugoso di colore marrone scuro. Il gambo è biancastro e fragile.
              • Veleno: Contiene tossine che possono causare gravi danni al fegato e al sistema nervoso, potenzialmente letali.
              • Habitat: Si trova nei boschi di conifere, soprattutto in primavera.
            2. Descrizione: È facilmente riconoscibile per il cappello rosso brillante punteggiato di verruche bianche. Il gambo è bianco con un anello e una volva.
            3. Veleno: Contiene tossine neurotossiche che possono causare deliri, convulsioni e, in alcuni casi, la morte.
            4. Habitat: Cresce in boschi di conifere e latifoglie, spesso vicino a betulle.

            Consigli per una raccolta sicura

            • Riconoscere le specie: Se non siete esperti, raccogliete solo i funghi che conoscete bene. È consigliabile partecipare a corsi o consultare esperti micologi.
            • Evitare funghi vecchi o danneggiati: Questi possono essere infestati da larve o decomposti, aumentando il rischio di tossicità.
            • Utilizzare cestini e non sacchetti di plastica: I cestini permettono ai funghi di respirare, evitando che marciscano e preservando le spore.
            • Attenzione ai sosia: Alcuni funghi velenosi hanno un aspetto molto simile a quelli commestibili. In caso di dubbio, meglio non raccoglierli.

            La raccolta dei funghi può essere un’esperienza gratificante, ma è essenziale avvicinarsi a questa pratica con rispetto e cautela. Riconoscere i funghi commestibili e evitare quelli velenosi è fondamentale per garantire una raccolta sicura e piacevole. Buona ricerca e buon appetito!

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              Viaggi

              Uno splendido soggiorno in economia? Scopri la meta migliore in Europa

              Viaggiare con soddisfazione senza spendere un capitale, in una località dove non venire letteralmente sommersi da orde di turisti è possibile. Segui le proposte del nostro daily magazine: oggi andiamo in Moldavia!

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                E’ vero che le vacanze estive sono finite da pochissimo per la maggioranza degli italiani… ma chissà perchè il pensiero di tutti va sempre verso il relax e lo svago che il turismo è in grado di regalare… Non c’è soddisfazione più grande di andare in vacanza in una nuova località bellissima, affascinante, magari in cui non siamo mai stati e in cui non ci siano troppi turisti. E, cosa più importante… il più possibile economica.

                Cercando sul web, frequentando i forum di viaggi e… leggendo LaCity Mag

                Le mete con queste specifiche caratteristiche non sono poi così comuni. Anzi… le località con pochi turisti spesso si rivelano esclusive e molto costose. In altri la meta economica e rilassante ma, proprio per questo, tende a non offrire nessuna emozione particolare… che noia! Ma con un po’ di buona volontà, di curiosità – e , perchè no, leggendo anche il nostro magazine – trovare un nuovo posto per le vacanze con tutti questi pregi è fattibile. Oggi vi proponiamo una delle città più belle ed economiche di tutta Europa!

                Per risparmiare bisogna guardare verso Est

                Prima di farlo è opportuno sottolineare un presupposto: l’ovest del nostro continente è già molto turistico, difficile trovare mete “inesplorate” in Italia, Spagna, Francia o Portogallo. Per evitare la calca dei turisti – sia estivi che nel periodo natalizio che si avvicina – il consiglio è di volgere lo sguardo a est. Alcuni paesi dell’est Europa e dell’Asia (anche per vicende storiche e politiche molto note) non vantavano nessun flusso turistico fino a pochi decenni fa. E per questo alcune città rappresentano un territorio “vergine”, inesplorato ed economicamente appetibile.

                La nostra proposta si chiama… Chisinau

                La capitale della Moldavia Chisinau è una città piena di storia, di bellezze architettoniche e culturali e con un fermento di eventi, non solo estivi, davvero ragguardevole. Visitarla d’estate è ideale: le temperature sono in genere più temperate di quelle italiane, i turisti scarseggiano e non si trova neanche troppo distante dall’Italia. In qualche ora di volo la si raggiunge (i collegamenti stanno progressivamente aumentando).

                Impatto turistico bassissimo

                La Moldavia è il Paese europeo con il minor impatto turistico. Forse anche per questo motivo si viene accolti con curiosità e autentica ospitalità. I locali si mostrano sempre ben felici di aiutare i forestieri, finendo così spesso per trascorrere del tempo con loro e permettendo un coinvolgente interscambio di culture.

                L’etimologia del nome

                L’origine del nome Chisinau viene attribuita alla coesione di due parole dell’antico moldavo: chișla nouă ossia “sorgente nuova”. Secondo una delle varie leggende locali, la sorgente d’acqua fu trovata da alcuni monaci ortodossi che nei suoi pressi costruirono una chiesa. La presenza della sorgente sarebbe stata poi l’incentivo alla fondazione del centro abitato.

                Cosa mangiare

                La cucina moldava è davvero squisita – aspetto che noi italiani in viaggio amiamo molto – e risente molto di influenze diverse: turche, russe, ucraine, greche, ebraiche e tedesche. E ai palati curiosi si rivela sorprendente per varietà degli alimenti, senza dimenticare l’ottimo vino locale. Anche perchè – lo sanno in pochi – la Moldavia è uno dei più grandi produttori ed esportatori di vino. I piatti da assaggiare almeno una volta sono:

                Sarmale: foglie di cavolo ripiene di carne macinata
                Placinta: si tratta di un piccolo fagottino di sfoglia riempito con formaggio fresco, patate e cavolo
                Mamaliga: è la loro polenta tradizionale di granoturco, spesso servita con spezzatino di carne o brasati
                Branza: un formaggio che assomiglia alla nostra ricotta
                Cappuccio di Guguza: il miglior dessert locale, una torta a base di panna, ciliegie e scaglie di cioccolato

                Alcune cose da vedere (e fotografare)

                Arco di Trionfo – Eretto nel 1840 per volontà di Pavel Fiodorov per celebrare la vittoria dell’Impero Zarista sugli Ottomani nella guerra russo-turca. E’ uno dei simboli della città.

                Piazza delle parate

                Parcul Catedralei – Si tratta del parco cittadino più amato dagli abitanti di Chisinau, che vengono qui per riposare sulle panchine, fare jogging, far giocare i bambini o comprare fiori nelle bancarelle. Al suo centro sorge la Cattedrale della Natività del Signore, una piccola cattedrale ortodossa dagli interni riccamente rifiniti con legno intarsiato e affreschi.

                Museo Nazionale storico ed archeologico – Piccolo ma molto interessante, soprattutto la sezione dedicata al dominio stalinista. Prezzo d’ingresso… 3 euro!

                La statua di Stefan cel Mare – Realizzata fondendo 6 grandi cannoni ottomani e progettato dal Bernardazzi (l’onnipresente architetto della città).

                Parco Stefan cel Mare – I giardini adiacenti alla statua di Stefan cel Mare sono simmetrici e in perfetto stile sovietico, vi si possono ammirare i busti delle principali figure della letteratura romena e moldava e dei leader politici.

                Teatro dell’opera e del balletto


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