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Musica

Måneskin, il prezzo della separazione: crollano i ricavi, ma la reunion è vicina

Il bilancio 2024 segna oltre 10 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente. Intanto, i due frontman provano la strada individuale, con risultati diversi. Ma all’orizzonte si intravede il ritorno sul palco insieme, già nel 2025.

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Måneskin

    Dividersi, anche solo per un periodo, non si è rivelata la mossa vincente per i Måneskin. A rimetterci non sarebbero stati soltanto i fan orfani dei live della band. Ma anche i conti della Empire Srl, la società che gestisce i diritti musicali del gruppo romano.

    Se nel 2023 la macchina-Måneskin viaggiava a pieno ritmo, con un fatturato di 18,6 milioni di euro e utili superiori a 1,4 milioni, il 2024 ha raccontato un’altra storia. Dopo che Damiano David e Victoria De Angelis hanno scelto di dedicarsi a progetti solisti. La società ha registrato un tracollo: ricavi scesi a 8,5 milioni, con un utile ridotto a poco più di 423 mila euro, un terzo rispetto all’anno precedente.

    A certificare la flessione è il bilancio firmato da Alessandro De Angelis, amministratore unico della società e padre della bassista. Ma lo stesso documento lascia aperto uno spiraglio. «I Måneskin torneranno ad esibirsi insieme, probabilmente nell’ultimo trimestre del 2025, e con certezza con un tour nel 2026». Una frase che, inevitabilmente, ha riacceso le speranze dei fan.

    Intanto, la parentesi solista ha dato risultati contrastanti. Victoria De Angelis, con la sua società Davic Srl, nel 2024 ha messo a segno un fatturato da quasi 1,85 milioni di euro, con un utile netto di 167 mila euro. Una performance nettamente superiore a quella dell’ex compagno di palco Damiano, la cui Humans 23 Srl si è fermata a circa 1,2 milioni di ricavi, con un utile esiguo di appena 15 mila euro. Numeri che sorprendono, soprattutto se si considera la popolarità internazionale del frontman. Ma che evidenziano quanto il brand Måneskin, nella sua interezza, abbia un peso specifico molto maggiore rispetto ai singoli percorsi.

    Il gruppo, esploso nel 2017 dopo la partecipazione a X Factor e consacrato al successo mondiale con la vittoria all’Eurovision 2021. Ha sempre fatto della sua unione la forza principale. Le esperienze parallele, per ora, sembrano più un intermezzo che un vero strappo. E i dati economici lo confermano: per Damiano, Victoria, Ethan e Thomas, il futuro continua ad avere senso. Soprattutto sotto un unico nome, quello che ha trasformato quattro ragazzi romani nella rock band italiana più famosa al mondo.

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      Musica

      Demon Hunter contro Netflix: la band metal fa causa per “KPop Demon Hunters”. «Il pubblico ci confonde, è una crisi esistenziale»

      Demon Hunter accusa Netflix di aver creato confusione con il successo di “KPop Demon Hunters” e punta su alcuni casi paradossali: una persona avrebbe speso 500 dollari per un concerto metal credendo di portare i bambini a uno show K-pop.

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        Una band metal cristiana attiva da 25 anni contro uno dei più grandi colossi dello streaming mondiale. Al centro della battaglia c’è un nome: Demon Hunter. Il gruppo statunitense ha citato in giudizio Netflix sostenendo che il successo del film d’animazione KPop Demon Hunters stia provocando una «notevole confusione» tra il pubblico e danneggiando il marchio costruito in un quarto di secolo di attività.

        La denuncia è stata presentata dalla Hyde Lane, società della band, contro Netflix Studios e il promoter AEG Presents. Demon Hunter non contesta soltanto il titolo del film: nel mirino ci sono anche musica, merchandising e le iniziative dal vivo legate al fenomeno KPop Demon Hunters, attività che secondo il gruppo si sovrapporrebbero al settore nel quale opera da anni.

        Demon Hunter fa causa a Netflix

        I numeri raccontano anche la sproporzione tra i due fenomeni. Il quintetto di Seattle, che nel settembre 2025 ha pubblicato il dodicesimo album, conta circa 350mila ascoltatori mensili su Spotify. Il cast di KPop Demon Hunters ne avrebbe invece circa 27 milioni.

        Proprio l’enorme successo del film avrebbe amplificato, secondo l’accusa, il rischio di confusione. Nella denuncia la società della band sostiene che «il marchio costruito da Hyde Lane nell’arco di un quarto di secolo si trova ora di fronte a una crisi esistenziale».

        Demon Hunter chiede quindi alla Corte di intervenire e vuole impedire l’utilizzo del nome KPop Demon Hunters per musica, concerti e merchandising, oltre a ottenere il riconoscimento dei danni economici che sostiene di aver subito.

        500 dollari per il concerto sbagliato

        Tra gli episodi portati come prova ce n’è uno particolarmente curioso. Una persona avrebbe acquistato per circa 500 dollari biglietti per un concerto dei Demon Hunter a New York pensando di prenotare uno spettacolo K-pop adatto ai bambini.

        Solo dopo l’acquisto si sarebbe resa conto che sul palco non avrebbe trovato le star del film d’animazione, ma una band metal cristiana americana.

        Non sarebbe l’unico equivoco. Un produttore televisivo avrebbe contattato Demon Hunter credendo che il gruppo fosse collegato al film, mentre diversi utenti sui social avrebbero taggato erroneamente la band in contenuti dedicati alla pellicola.

        Il successo di KPop Demon Hunters finisce in tribunale

        La controversia nasce quindi dall’incontro tra un marchio musicale consolidato e un fenomeno globale cresciuto in tempi rapidissimi. Per Demon Hunter la somiglianza dei nomi non rappresenta una semplice coincidenza innocua quando Netflix porta il progetto anche nei territori della musica, degli spettacoli dal vivo e dei prodotti commerciali.

        Ora sarà il tribunale a stabilire se quella denunciata dalla band sia una confusione sufficiente a configurare una violazione del marchio. Intanto KPop Demon Hunters ha già ottenuto un risultato inatteso: trasformare una collisione tra K-pop e metal cristiano in una causa contro Netflix.

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          Musica

          Sanremo 2027, Emma Marrone e Belén Rodriguez fanno il tifo per Stefano De Martino: «Sarà il Festival più bello della storia»

          Belén Rodriguez assicura che quello dell’ex marito sarà «il Sanremo più bello della storia», Emma Marrone prevede «un grande Festival». E mentre De Martino prepara Big, ospiti e co-conduttrici, cresce la curiosità su un possibile incontro all’Ariston.

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            Emma Marrone e Belén Rodriguez fanno il tifo per Stefano De Martino. Il passato sentimentale sembra ormai definitivamente archiviato e le due ex storiche del conduttore guardano con entusiasmo alla sfida professionale più importante della sua carriera: il Festival di Sanremo 2027.

            De Martino è già al lavoro sulla prossima edizione, tra la selezione dei Big e dei brani in gara e la scelta di ospiti e co-conduttrici. Inevitabile, quindi, che attorno al suo primo Festival inizino a circolare anche i nomi delle donne che hanno segnato la sua vita privata. Ma se Emma e Belén saranno davvero all’Ariston è ancora tutto da vedere.

            Belén Rodriguez: «Sanremo è di Stefano»

            La dichiarazione più entusiasta arriva da Belén Rodriguez. Rispondendo su Instagram a un utente che le suggeriva di non partecipare al prossimo Festival, la showgirl argentina ha assicurato che quello dell’ex marito sarà «il Sanremo più bello della storia».

            Subito dopo ha però aggiunto una frase che sembra raffreddare le ipotesi su una sua partecipazione: «Ancora con Sanremo? Sanremo è di Stefano».

            Belén e De Martino, sposati nel 2013 e genitori di Santiago, hanno attraversato separazioni, ritorni di fiamma e una rottura definitiva molto tormentata. Oggi i rapporti appaiono decisamente più distesi. Quando Belén ha attraversato un periodo difficile prima dell’estate, Stefano le è rimasto vicino ed era presente anche al compleanno di Luna Marì, la figlia che la conduttrice ha avuto da Antonino Spinalbese.

            Anche Emma Marrone promuove il Festival dell’ex

            Parole di sostegno arrivano anche da Emma Marrone, legata sentimentalmente a De Martino ai tempi di Amici. Intervistata da Tv Sorrisi e Canzoni, la cantante non ha mostrato dubbi: «Sarà un grande Festival».

            Emma ha anche escluso di avere consigli particolari da dispensare all’ex fidanzato: «Non credo che abbia bisogno dei miei consigli: è circondato da professionisti bravissimi».

            La loro relazione appartiene ormai a un passato lontano. I due hanno ricostruito negli anni un rapporto di amicizia, frequentano anche la stessa compagnia e sembrano aver lasciato definitivamente alle spalle le tensioni nate dalla separazione e dall’inizio della storia tra Stefano e Belén.

            Emma e Belén saranno a Sanremo 2027?

            Resta naturalmente la domanda che alimenterà il gossip fino all’annuncio ufficiale del cast: le due ex di De Martino saliranno sul palco dell’Ariston?

            Per Belén le ultime parole sembrano allontanare l’ipotesi. Diverso il discorso per Emma, che potrebbe teoricamente presentare un brano ed entrare nella competizione tra i Big. Al momento, però, non esiste alcuna conferma.

            Riunire Stefano De Martino, Emma Marrone e Belén Rodriguez sul palco di Sanremo significherebbe riportare insieme, molti anni dopo, i protagonisti di uno dei triangoli sentimentali più raccontati dalla televisione italiana. Per ora c’è soltanto una certezza: entrambe le ex fanno il tifo per lui. Sul resto dovrà decidere il padrone di casa.

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              Musica

              Emma Marrone ritrova Stefano De Martino: «Ci sentiamo spesso, siamo amici». Poi apre a Sanremo 2027, ma pone una condizione per tornare

              Emma Marrone potrebbe tornare a Sanremo 2027, il primo targato Stefano De Martino. «Ci sentiamo spesso, siamo amici», racconta. Ma detta già una condizione: «Se dovessi tornare, lo farei come cantante. La co-conduttrice è molto più stressante».

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                Prima l’amore nato tra i banchi di Amici, poi la burrascosa separazione del 2012, quando Stefano De Martino iniziò la relazione con Belén Rodriguez. Quattordici anni dopo, quella storia appartiene definitivamente al passato: Emma Marrone e Stefano De Martino sono amici, si sentono spesso e proprio il prossimo Festival di Sanremo 2027 potrebbe regalare loro un curioso incrocio professionale.

                De Martino sarà infatti conduttore e direttore artistico della kermesse, in programma dal 16 al 20 febbraio 2027, mentre il nome di Emma ha già iniziato a circolare tra quelli dei possibili protagonisti. La cantante non conferma nulla, ma neppure chiude la porta. E soprattutto chiarisce subito in quale veste sarebbe disposta a tornare all’Ariston.

                Emma Marrone e Stefano De Martino: «Ci sentiamo spesso»

                «Io e Stefano ci sentiamo spesso perché siamo amici». Emma liquida così qualsiasi possibile imbarazzo legato al loro passato sentimentale. Il rapporto tra i due si è ricostruito negli anni e la cantante aveva già raccontato di essere riuscita a recuperare «la parte bella» della loro storia.

                Della relazione nata ad Amici e terminata nel 2012 è rimasto dunque un legame differente, fatto di affetto e stima reciproca. Tanto che Emma racconta di aver seguito anche la preparazione di De Martino alla sua nuova avventura sanremese.

                Già nei mesi scorsi aveva rivelato che Stefano la chiamava mentre studiava e ascoltava le canzoni in vista del Festival. Ora che l’appuntamento si avvicina, Emma sembra avere pochi dubbi sulle capacità dell’ex fidanzato: «Sono sicura che il suo sarà un grande Festival. Non credo abbia bisogno dei miei consigli, è circondato da professionisti bravissimi».

                Emma Marrone a Sanremo 2027?

                Il vero interrogativo riguarda però il possibile ritorno della cantante in gara. Il nome di Emma Marrone a Sanremo 2027 compare già nelle indiscrezioni sul cast al quale starebbe lavorando De Martino, anche se la costruzione della lista dei Big è ancora nella fase iniziale.

                «È davvero troppo presto per parlarne», risponde Emma. Una frase prudente che non rappresenta una conferma, ma neppure una smentita.

                Del resto il rapporto di Emma con Sanremo è particolarmente lungo. Nel 2012 ha vinto con Non è l’inferno, mentre nel 2015 Carlo Conti l’ha voluta al proprio fianco come co-conduttrice. Successivamente è tornata più volte in gara, fino alla partecipazione del 2024 con Apnea.

                «Se torno a Sanremo, faccio la cantante»

                Su un punto, invece, Emma Marrone non lascia spazio alle interpretazioni. Se Stefano De Martino dovesse chiamarla per Sanremo, preferirebbe farlo per consegnarle una canzone da portare in gara e non per affidarle un ruolo al suo fianco nella conduzione.

                «Una cosa però è certa: se dovessi tornare, ci tornerei come cantante perché sinceramente si lavora molto meno. Fare la co-conduttrice è molto più faticoso e stressante di quanto sembri».

                Emma può dirlo per esperienza diretta, avendo provato entrambe le parti. Nel 2015 trascorse infatti cinque serate sul palco insieme a Carlo Conti, Arisa e Rocío Muñoz Morales. Questa volta, se davvero dovesse arrivare la telefonata dell’amico ed ex fidanzato, la sua preferenza è già chiarissima: niente copioni da studiare e cambi d’abito da inseguire dietro le quinte. Meglio una canzone e un microfono.

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