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Musica

Al Bano al vetriolo al gala romano: stoccate a Carlo Conti per Sanremo e frecciate a Milly Carlucci su Jasmine

Al Bano più diretto che mai al Gala Dinner di Campioni per la salute. Tra premi, politica e beneficenza, il cantante pugliese diventa il vero protagonista della serata con una raffica di stoccate: prima contro Carlo Conti, reo di non volerlo a Sanremo, poi contro Milly Carlucci, accusata di non realizzare il sogno televisivo della figlia Jasmine.

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    Altro che performance musicale. Al Bano, al Gala Dinner di Campioni per la salute andato in scena al lussuoso St. Regis Hotel di Roma, ha scelto un altro strumento per intrattenere la platea: la lingua. Affilata, diretta, senza filtri. Il “leone di Cellino” si è preso la scena diventando la vera anima dell’evento, ma non con Felicità o Nel sole. Questa volta a volare sono state le frecciate.

    Il gala e il ruolo da protagonista
    La serata, dedicata a premiare alcuni esponenti politici attivi in ambito sanitario, aveva un tono istituzionale e misurato. Ma la presenza di Al Bano ha cambiato immediatamente l’atmosfera. Tra un tavolo e l’altro, il cantante pugliese ha intrattenuto gli ospiti con racconti, battute e soprattutto con una serie di stoccate che hanno fatto sorridere, ma anche alzare più di un sopracciglio.

    Al Bano non ha mai amato i mezzi toni, e anche questa volta non ha deluso chi se lo aspettava combattivo.

    La frecciata a Carlo Conti su Sanremo
    Il primo bersaglio è stato Carlo Conti. Al Bano non ha nascosto l’amarezza per il rapporto con il Festival di Sanremo e per il fatto di sentirsi, ancora una volta, escluso dal palco dell’Ariston. Le sue parole, riferite davanti agli ospiti, hanno avuto il sapore della rivendicazione personale.

    Il messaggio è chiaro: Al Bano non accetta di essere considerato un capitolo chiuso della musica italiana e continua a vivere come un affronto il mancato coinvolgimento a Sanremo. Una ferita mai rimarginata, che riemerge puntuale ogni volta che si parla del Festival.

    Nel mirino anche Milly Carlucci
    Ma il vero colpo a sorpresa è arrivato subito dopo. Perché Al Bano non si è fermato a Sanremo. Nel mirino è finita anche Milly Carlucci, accusata – secondo il racconto del cantante – di non voler realizzare il sogno della figlia Jasmine: partecipare a Ballando con le stelle.

    Una critica che tocca un tasto personale. Per Al Bano, Jasmine meriterebbe quell’occasione e il mancato invito viene vissuto come un’ingiustizia. Il tono, anche in questo caso, non è stato morbido. Più che una lamentela, una vera presa di posizione pubblica, pronunciata senza troppi giri di parole.

    Il leone di Cellino non abbassa la criniera
    Il ritratto che emerge è quello di un Al Bano agguerrito, poco incline a smussare gli angoli. Un artista che sente ancora di avere molto da dire e che non accetta di essere messo ai margini, né lui né la sua famiglia.

    Durante la serata romana, il cantante ha alternato ironia e amarezza, facendo capire che dietro le battute c’è un malcontento reale. E se qualcuno si aspettava un Al Bano più istituzionale, l’aspettativa è stata rapidamente smentita.

    Tra spettacolo e rivendicazione personale
    Il paradosso è che, pur senza cantare, Al Bano è stato il vero showman della serata. Ha catalizzato l’attenzione, acceso conversazioni, creato il classico “retroscena” che il giorno dopo diventa racconto.

    Il Gala Dinner di Campioni per la salute doveva celebrare l’impegno politico in ambito sanitario. Ma molti ospiti, a fine serata, ricordavano soprattutto le parole del cantante pugliese.

    Un personaggio che continua a dividere
    Al Bano resta così: divisivo, passionale, incapace di restare in silenzio. C’è chi applaude la sua franchezza e chi storce il naso davanti a quello che considera un eterno regolamento di conti. Ma una cosa è certa: quando prende la parola, non passa inosservato.

    E anche questa volta, tra Sanremo, Ballando e sogni mancati, il “leone di Cellino” ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di ruggire a bassa voce.

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      Musica

      Shakira tagliata da Rai1 durante l’inno dei Mondiali 2026: il passaggio al Tg1 scatena la rabbia dei telespettatori

      La cerimonia inaugurale dei Mondiali 2026 si trasforma in un caso televisivo. Rai1 interrompe l’esibizione di Shakira e Burna Boy per collegarsi con il Tg1. Dopo i problemi audio delle prime fasi della diretta, la scelta della rete scatena le polemiche del pubblico.

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        Doveva essere uno dei momenti più spettacolari dell’apertura dei Mondiali 2026. E invece, per molti telespettatori italiani, si è trasformato in una clamorosa occasione mancata. La cerimonia inaugurale in scena allo Stadio Azteca di Città del Messico ha infatti regalato musica, scenografie imponenti e il ritorno di Shakira su un palcoscenico planetario. Ma proprio quando la cantante colombiana stava eseguendo “Dai Dai”, l’inno ufficiale del torneo insieme a Burna Boy, Rai1 ha improvvisamente cambiato programma.

        Il Tg1 interrompe Shakira nel momento più atteso

        L’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Dopo l’esibizione dei Manà, l’ingresso di Shakira rappresentava uno dei momenti più attesi della serata. Milioni di spettatori stavano seguendo la performance della star colombiana quando la diretta è stata improvvisamente interrotta.

        La linea è infatti passata allo studio del Tg1, andato in onda con qualche minuto di anticipo rispetto all’appuntamento delle 20. Una scelta editoriale che ha colto di sorpresa il pubblico e che ha privato gli spettatori italiani del finale della performance più attesa della cerimonia inaugurale.

        Problemi audio e social infuriati

        Già nelle prime fasi della trasmissione diversi utenti avevano segnalato una qualità audio non impeccabile, giudicata da molti non all’altezza di un evento seguito in tutto il mondo. L’interruzione dell’esibizione di Shakira ha quindi rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

        Sui social si sono moltiplicati i commenti polemici contro la gestione della diretta da parte della tv di Stato. In tanti hanno criticato la scelta di sacrificare uno dei momenti simbolo della cerimonia d’apertura per dare spazio al telegiornale.

        Un altro caso per la tv di Stato

        L’episodio ha immediatamente alimentato un nuovo dibattito sulla gestione dei grandi eventi da parte di Rai1. Da una parte la necessità di rispettare gli appuntamenti dell’informazione, dall’altra le aspettative di milioni di spettatori che attendevano il ritorno di Shakira sul palco mondiale.

        Il risultato è stato un cortocircuito televisivo tutto interno a Viale Mazzini, che ha finito per trasformare una serata di festa e spettacolo in un nuovo terreno di scontro tra telespettatori e servizio pubblico.

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          Musica

          Machine Gun Kelly choc, il tatuaggio total black rischiava di ucciderlo: «La pelle diventava gialla, non riuscivo più a muovere il corpo»

          Colson Baker, in arte Machine Gun Kelly, rivela che il gigantesco tatuaggio nero realizzato nel 2024 gli provocò gravi conseguenze. «Vedevo morte e droga sulla mia pelle», ha raccontato, spiegando perché decise di cambiare completamente aspetto dopo aver lasciato alcol e sostanze.

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            Dietro quel look completamente nuovo si nasconde una storia molto più drammatica di quanto i fan immaginassero. Machine Gun Kelly ha confessato di aver rischiato grosso durante la realizzazione del gigantesco tatuaggio nero che nel 2024 ha coperto gran parte del suo corpo. Un cambiamento radicale che, nelle intenzioni del cantante americano, doveva rappresentare una rinascita personale. Ma che si è trasformato in un vero calvario.

            In una lunga intervista a Billboard Canada, il rapper, il cui vero nome è Colson Baker, ha spiegato che la decisione di ricoprire petto, stomaco e braccia con un unico disegno total black era legata alla volontà di lasciarsi alle spalle un periodo buio della sua vita.

            «Vedevo morte e droga in quei tatuaggi»

            Guardando i vecchi disegni sulla sua pelle, Machine Gun Kelly non si riconosceva più. «Vedevo morte e droga in tutti quei disegni. C’erano tatuaggi felici, tatuaggi tristi, tatuaggi sacri e tatuaggi infernali. Era come se il mio disturbo bipolare stesse urlando dalla mia pelle», ha raccontato.

            Dopo aver abbandonato droghe e alcol, l’artista ha deciso di voltare pagina e si è rivolto alla tatuatrice delle celebrità Roxx, che gli ha proposto un intervento destinato a cambiare completamente il suo aspetto.

            La corsa contro il tempo e il dolore insopportabile

            Secondo la tatuatrice, un lavoro tanto esteso avrebbe richiesto circa due anni, alternando le sedute ai necessari tempi di recupero. Ma Machine Gun Kelly voleva fare tutto in tempi rapidissimi.

            «Mi aveva avvertito che sarebbe stato quasi impossibile, anche dal punto di vista della tolleranza al dolore. Io le ho risposto: “Abbiamo due mesi”», ha ricordato.

            Da quel momento il cantante si è sottoposto quasi ogni giorno a lunghe sedute di tatuaggio, senza concedere al corpo il tempo necessario per recuperare.

            «La mia pelle diventava gialla»

            Le conseguenze non hanno tardato ad arrivare. «Dopo la prima settimana abbiamo iniziato a lavorare sui linfonodi nella zona delle ascelle e delle spalle e mi sono sentito davvero male», ha raccontato.

            I sintomi sono diventati sempre più preoccupanti. «La mia pelle stava diventando gialla. Non riuscivo a dormire. Ho smesso di riuscire a muovere alcune parti della parte superiore del corpo».

            Parole che raccontano quanto il desiderio di rinascita del cantante si sia trasformato in una prova estrema. Oggi, però, quel tatuaggio total black rappresenta per lui una nuova fase della sua vita, lontana dagli eccessi che per anni avevano accompagnato la sua carriera.

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              Musica

              Ditonellapiaga spiazza tutti: “Da bambina volevo fare la macellaia”. Altro che basket, ecco come è nata la sua carriera nella musica

              La cantante, oggi tra le voci più riconoscibili del pop italiano, racconta l’infanzia, il basket di famiglia e quel sogno insolito che aveva da bambina: diventare macellaia.

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                Oggi è una delle artiste più riconoscibili del panorama musicale italiano, ma da bambina il suo futuro sembrava destinato a prendere una strada completamente diversa. Prima dei palchi, delle hit e della notorietà, Margherita Carducci, conosciuta dal grande pubblico come Ditonellapiaga, aveva infatti un sogno decisamente insolito.

                Ospite del podcast Adesso capiamo di Lorenzo Luporini, la cantante ha raccontato alcuni episodi della sua infanzia, sorprendendo anche i fan più affezionati. “Da molto piccola volevo fare la macellaia”, ha confessato, rivelando una passione che oggi appare lontanissima dall’immagine sofisticata e artistica che la contraddistingue.

                Il basket era scritto nel destino di famiglia

                A rendere ancora più curioso il racconto c’è il fatto che nella famiglia di Ditonellapiaga sembrava esserci già una carriera pronta all’uso. I suoi genitori, infatti, sono entrambi allenatori di basket e tutto lasciava immaginare che anche lei avrebbe seguito la stessa strada.

                Le cose, però, non sono andate esattamente così. “I miei genitori sono entrambi allenatori, ma io ero negata. Così hanno abbracciato l’idea che fossi poco portata e incoraggiato le mie velleità artistiche”, ha raccontato con ironia.

                Una confessione che restituisce l’immagine di una famiglia capace di accettare con serenità le inclinazioni della figlia, senza costringerla a seguire un percorso già tracciato.

                Le prime canzoni nel coro della scuola

                Abbandonata l’ipotesi sportiva, il richiamo della musica ha iniziato a farsi sempre più forte. Le prime esperienze arrivano nel coro scolastico, dove la futura artista si confronta con repertori tutt’altro che semplici.

                Tra i brani che interpretava ci sono addirittura quelli di due giganti della musica internazionale come Aretha Franklin e Janis Joplin. Un’impresa che oggi ricorda con divertimento.

                “Che non è che mi venissero benissimo”, ha ammesso sorridendo.

                Eppure proprio da quelle esibizioni acerbe è cominciato un percorso che negli anni l’avrebbe portata a trasformare una passione in una professione.

                Da sogno infantile a protagonista delle classifiche

                Se il basket non era nelle sue corde e la macelleria è rimasta soltanto un ricordo dell’infanzia, la musica si è invece trasformata nel centro della sua vita. Con il passare degli anni Margherita Carducci ha costruito un’identità artistica originale, fino a imporsi tra le protagoniste della nuova scena pop italiana.

                Oggi Ditonellapiaga riempie i palchi, conquista le classifiche e continua a distinguersi per personalità e stile. Ma sapere che tutto è partito da una bambina che sognava di diventare macellaia rende la sua storia ancora più curiosa e, forse, anche più simpatica.

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