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L’inquietante telefonata di Claudio Lippi a Falsissimo dopo lo stop del giudice: il ricovero, lo sfogo dall’ospedale e le accuse a Mediaset

La chiamata con l’ex conduttore va in onda nella puntata successiva al provvedimento del Tribunale sul caso Signorini. Lippi, ricoverato in terapia intensiva, parla di difficoltà personali ed economiche e attacca De Filippi, Amici e Pier Silvio Berlusconi.

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    La telefonata con Claudio Lippi viene trasmessa all’interno della puntata di Falsissimo andata in onda nonostante il divieto del Tribunale di Milano che aveva disposto il blocco dei contenuti legati al caso Alfonso Signorini. Nonostante il divieto del giudice, la puntata viene pubblicata e contiene una lunga chiamata con l’ex conduttore Mediaset, presentata da Fabrizio Corona come «una telefonata dal letto di morte, anche se dice che non sta morendo».

    Lippi interviene mentre si trova ricoverato in terapia intensiva. Nel corso della conversazione spiega di attraversare una fase di forte debolezza fisica e psicologica e di essere in attesa di un responso medico: «Sono in attesa di una diagnosi molto importante». Nel raccontare la propria situazione personale, parla apertamente delle difficoltà economiche che sta vivendo e della condizione della sua famiglia: «Tra qualche settimana sarò sotto un ponte con mia moglie, mia figlia e mio nipote».

    Deluso, solo e senza soldi

    Nel corso della telefonata, Lippi collega il proprio stato attuale al passato televisivo, sostenendo di portare ancora i segni della sua esperienza professionale: «Ho addosso delle cicatrici dopo la mia esperienza in televisione». Un riferimento che inserisce nel racconto di una carriera che lo aveva visto per anni come volto riconosciuto di Mediaset, fino all’uscita dall’azienda nel 2006 dopo Buona Domenica, programma che aveva lasciato perché, secondo quanto dichiarato in passato, era diventato troppo trash.

    La scelta di Corona di intervistare Lippi viene presentata all’interno della puntata come un’occasione per far emergere retroscena e giudizi sul mondo della televisione. Nel corso della chiamata, l’ex conduttore utilizza toni molto accesi, distanti dall’immagine pubblica che per anni lo aveva contraddistinto come presentatore pacato e rassicurante.

    Maurizio e Maria

    Sollecitato da Corona, Lippi parla di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, pronunciando una frase netta: «Costanzo e De Filippi sono due cose diverse, sono la bella e la bestia». Subito dopo spiega il senso della distinzione. Di Costanzo afferma: «Più che un uomo di spettacolo era una persona con la volontà di trovare il talento anche in chi non pensava di averne». Di De Filippi dice invece: «Usa e privilegia chi le piace, in tutti i sensi, e non gliene frega del talento».

    Dopo Amici, il racket

    Il discorso si sposta quindi sui giovani artisti che riescono a lavorare dopo Amici. Lippi parla di un sistema che definisce oppressivo e usa parole molto dure: «C’è un racket per i ragazzi che lavorano dopo Amici». Nello stesso passaggio parla di «schiavitù» e sostiene che esisterebbe una figura che «controlla tutto». Sempre secondo quanto affermato dall’ex conduttore, le persone a cui viene concessa una carriera e di cui ci si fida «diventano poi intoccabili».

    Squallide allusioni sessuali

    Corona introduce successivamente allusioni sull’orientamento sessuale di Maria De Filippi e di Pier Silvio Berlusconi. Lippi, rispondendo, richiama episodi legati a Costanzo e alla sua vita privata: «Maurizio non è che fosse il fedele tradizionale. Secondo me non ha mai mentito, forse solo a se stesso; però a Cinecittà si vedeva arrivare qualcuno che entrava e usciva». Corona interviene commentando con un riferimento ai «famosi bomboloni».

    I segreti di Signorini

    Sempre sul tema Pier Silvio Berlusconi, Corona sostiene che l’amministratore delegato Mediaset temerebbe Signorini perché a conoscenza di aspetti della sua vita privata e di servizi che sarebbero stati ritirati. Lippi replica distinguendo tra vita privata e responsabilità pubbliche: «Pier Silvio ha più possibilità di rapporti», ma aggiunge subito che «sono affari suoi». Nel corso della telefonata insiste più volte su un concetto che ribadisce come centrale: al di là della sfera intima, «non si possono rovinare le persone» per dei «capricci».

    Anche Gerry Scotti nel fango

    La conversazione prosegue con un cambio di argomento e si concentra su Passaparola. Corona cita Luca Giberna, indicato come produttore dello storico quiz, parlando di una denuncia legata a una “letterina” e di quello che definisce un passaggio obbligato, insieme a Gerry Scotti, per poter lavorare al programma. Riferendosi alle cinque storiche letterine, Lippi afferma: «Mi sembra che proprio Gerry abbia detto: “Me le sono fatte tutte”». Secondo la ricostruzione fornita nella telefonata, in quel “tutte” sarebbero comprese anche Ilary Blasi e Silvia Toffanin.

    Barbara D’Urso silurata

    Nel finale, il discorso tocca Barbara D’Urso, con cui Lippi aveva lavorato già ai tempi di Canale 58. L’ex conduttore sostiene che la sua presenza in televisione sarebbe stata «imposta da Memo Remigi». Alla domanda sul motivo dell’uscita di scena di D’Urso da Mediaset, Lippi risponde: «Una delle tante amanti del padre», riferendosi a Silvio Berlusconi. Aggiunge che Pier Silvio Berlusconi «si vergognava della vita privata» del padre e delle olgettine.

    La De Filippi salvata

    Quando Corona chiede perché, a fronte di una linea dichiarata contro il trash, sia stata allontanata D’Urso e non De Filippi, Lippi risponde: «Non sono due sante, né l’una né l’altra». Subito dopo aggiunge che De Filippi non sarebbe stata toccata perché «è il 50% di RTI» e che Mediaset le dovrebbe una parte consistente dei propri guadagni grazie ai suoi programmi.

    Silvio era diverso

    In chiusura, Lippi torna su Pier Silvio Berlusconi distinguendolo dal padre: «Non è suo padre. Ha fatto apprendistato in azienda, qualcosa ha imparato, ma non è un imprenditore né riconoscente». La telefonata si conclude con una frase netta: «Se si chiamasse Pier Silvio Lippi farebbe il cameriere».

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      Personaggi

      «Mi ha chiesto il liquido seminale per posta per avere un figlio con me»: la sconcertante confessione di Michele Bravi sulla sua fan

      Ospite nel salotto digitale di MySecretCase, l’ex vincitore di X Factor ha rivelato un episodio surreale di fanatismo. Una donna, dopo lunghi appostamenti sotto casa e lettere ai genitori, ha chiesto direttamente alla madre del cantante il materiale genetico del figlio

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      «Mi ha chiesto il liquido seminale per posta per avere un figlio con me»: la sconcertante confessione di Michele Bravi sulla sua fan

        L’amore dei fan, si sa, a volte devia in autostrade senza casello. Lo scopre a sue spese Michele Bravi, che racconta un aneddoto da neurodeliri. Ospite nel salotto digitale di MySecretCase, l’ex fanciullo di X Factor ha scoperchiato il vaso di Pandora del fanatismo d’appartamento. Roba da far impallidire i vecchi feticisti del pop. Non parliamo dei soliti bigliettini strappalacrime lanciati sul palco, ma di una vera e propria scalata alla genitrice.

        L’assedio sotto casa e la corrispondenza con la famiglia

        Una signora decisamente tenace ha scambiato il marciapiede del musicista per il red carpet di Sanremo. Presidio fisso, occhi puntati alle finestre e, come se non bastasse, una fitta corrispondenza con i genitori del ragazzo.

        Il silenzio della famiglia di fronte alle prime missive non ha scoraggiato l’ammiratrice, anzi ha acceso la fantasia della mittente. Il culmine dell’assurdo si raggiunge quando la fan decide di saltare l’intermediario e puntare direttamente alla suocera ideale.

        La folle richiesta epistolare e il sogno procreativo

        La missiva recapitata alla madre conteneva infatti un progetto biologico ben preciso, nato da una rivelazione notturna. La fan dichiarava di aver sognato di essere la prescelta per dare una discendenza al cantante.

        Davanti al muro del silenzio, la stalker non si è arresa, arrivando a chiedere formalmente il “materiale genetico”, alias il liquido seminale dell’idolo, per vie epistolari. Una richiesta liquidata dal diretto interessato con una battuta fulminante: «Chiaramente gliel’ho dato perché mi sembrava scortese poi…». La gloria, a volte, ha un prezzo decisamente bizzarro.

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          Personaggi

          «A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l’incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede

          Ospite del podcast Radici condotto da Ughetta Di Carlo, la nota chirurga estetica Genny Urtis traccia un bilancio della sua vita. Tra la totale indifferenza per il denaro, una figura paterna ingombrante e le trasformazioni fisiche, emerge il ritratto di una personalità complessa

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          «A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l'incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede
          «A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l'incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede

            Conosciuta al grande pubblico come il chirurgo estetico dei vip, Genny Urtis, 48 anni, traccia un bilancio della sua vita: dall’infanzia ai progetti futuri, passando per il presente. Ospite del podcast Radici di Ughetta Di Carlo, Urtis riflette sul significato del cambiamento e sul rapporto con i genitori. «Nonostante la mia età, vivo ancora a casa con i miei», rivela, aprendo una finestra inedita e per certi versi inaspettata sulla sua quotidianità lontano dalle riflettori della televisione e dei social network.

            La gestione del denaro e il legame profondo con la famiglia

            «Io sono quella che tiene unita la famiglia», spiega Genny. I genitori Ada Tommasi e Antonio Urtis, oggi ottantenni, sono sempre stati una presenza ingombrante nella sua vita. L’aspetto più curioso riguarda proprio il rapporto che Urtis ha con il denaro: «Mio padre mi dà ancora la paghetta per uscire, gestisce tutto lui. È un po’ padre padrone», dice. Ma alla 48enne dei soldi importa ben poco: «Non gli do valore: vado a lavorare perché bisogna produrli, ma non spendo niente. Al mese non so quanto entra, quanto esce», confessa.

            Proprio sull’educazione condivide un pensiero controcorrente: «Spesso si crede che siano i genitori a dover educare i figli, ma è il contrario: devi far capire loro cosa vuoi dalla vita». Un legame solido, quello con mamma e papà, costruito anche attraverso la capacità di accettare le sue trasformazioni. «Dopo un po’ la mia immagine mi annoia e mi piace cambiare. I miei si sono dovuti abituare», racconta. E, guardando al passato, aggiunge con una punta di orgoglio: «Ho dato tante soddisfazioni, possono dirmi poco».

            La chirurgia come rinascita e l’inattesa parentesi mistica

            L’altro grande tema dell’intervista è il cambiamento, che per Genny Urtis passa anche dal rapporto con il proprio aspetto. «La chirurgia è un modo per voltare pagina. Le trasformazioni le ho subite dopo le delusioni», spiega, raccontando come alcuni momenti difficili abbiano finito per riflettersi anche sulla percezione di sé. Cambiare, del resto, sembra essere parte della sua indole profonda.

            Tra le rivelazioni più inattese c’è anche un episodio legato alla sua giovinezza. A 20 anni, infatti, Genny Urtis decide di ritirarsi per un mese in un monastero insieme a un’amica. «È stato bellissimo», ricorda, raccontando di aver persino pensato di intraprendere la vita religiosa: «Volevo farmi prete ma poi ho capito che non faceva per me». Un capitolo lontanissimo dalla persona che il pubblico avrebbe conosciuto negli anni successivi, ma che contribuisce a delineare una personalità decisamente difficile da incasellare.

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              Personaggi

              Chiara Ferragni, malore in Perù dopo la scalata a 5mila metri: «Mi sembrava di non respirare». Poi la maschera con l’ossigeno

              L’influencer racconta sui social il malessere durante il viaggio con il fidanzato José Hernández. Dopo l’escursione sul Vinicunca, il malore mentre mangiava una pizza: in hotel le consigliano quindici minuti di ossigeno.

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                Una foto con la mascherina sul volto e la bombola dell’ossigeno accanto, il fidanzato José Hernández vicino a lei e qualche momento di comprensibile preoccupazione. La vacanza di Chiara Ferragni in Perù ha avuto un imprevisto dopo l’escursione sul Vinicunca, la celebre Montagna dei Sette Colori che supera i cinquemila metri di altitudine.

                A raccontare l’episodio è stata la stessa influencer sui social. Ferragni ha spiegato di avere affrontato l’escursione senza particolari problemi e di essersi inizialmente stupita perché, mentre altre persone accusavano gli effetti dell’altitudine, lei si sentiva bene.

                Il malessere è arrivato successivamente e in una situazione decisamente meno estrema: mentre stava mangiando una pizza.

                Chiara Ferragni e il malore durante la vacanza in Perù

                Ferragni ha raccontato di avere avvertito improvvisamente un forte malessere, con una sensazione di calore e la percezione che il corpo non rispondesse normalmente. Una situazione che l’ha preoccupata abbastanza da chiedere aiuto una volta rientrata in hotel.

                A tranquillizzarla ha contribuito anche la presenza nel gruppo di viaggio di diversi amici medici. Dopo aver descritto i sintomi, le hanno spiegato che il problema poteva essere collegato all’altitudine e le hanno consigliato di respirare ossigeno per qualche minuto.

                Da qui l’immagine pubblicata sui social: Chiara con la mascherina collegata alla bombola e José Hernández al suo fianco.

                La terapia è durata circa un quarto d’ora. Secondo quanto raccontato dalla stessa Ferragni, dopo 15 minuti di ossigeno il malessere è passato e ha recuperato le forze.

                La scalata al Vinicunca, oltre cinquemila metri sulle Ande

                Nei giorni precedenti Ferragni aveva raggiunto il Vinicunca, una delle mete più spettacolari e frequentate delle Ande peruviane. Conosciuto anche come Rainbow Mountain o Montagna dei Sette Colori, supera i 5.000 metri di quota e deve il suo aspetto alle diverse stratificazioni minerali che colorano il terreno.

                Il periodo tra maggio e settembre coincide con la stagione secca peruviana ed è tra quelli più indicati per visitare la zona, grazie alle minori precipitazioni e alla maggiore probabilità di trovare il cielo sereno.

                La quota, tuttavia, rappresenta la vera difficoltà dell’escursione. Sopra i 2.500-3.000 metri alcune persone possono accusare i sintomi del mal di montagna, chiamato comunemente soroche in Perù.

                Cos’è il soroche e perché negli hotel c’è l’ossigeno

                Il mal di montagna può provocare mal di testa, nausea, vertigini, affaticamento e difficoltà respiratorie. La possibilità di svilupparlo non dipende semplicemente dall’età o dall’allenamento fisico e l’acclimatazione alla quota riveste un ruolo importante.

                Nelle località andine frequentate dai turisti, a cominciare da Cusco, non è quindi insolito trovare strutture attrezzate con bombole di ossigeno da utilizzare in caso di necessità.

                Nel caso di Ferragni tutto si è risolto rapidamente. Nessun ricovero e nessuna conseguenza sul viaggio: dopo quei quindici minuti con la mascherina, l’influencer ha raccontato di essersi ripresa. Resta lo scatto con la bombola d’ossigeno a documentare l’imprevisto di una vacanza trascorsa, almeno per qualche giorno, a quote decisamente lontane da quelle di Milano.

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