Gossip
«Se continuano così Corona diventa Robin Hood»: parla l’avvocato Chiesa
o storico avvocato di Fabrizio Corona, parla di libertà di parola, diffamazione, censura preventiva e prepara il terreno a uno scontro legale che va ben oltre il destino dell’ex re dei paparazzi.
«Se continuano così Fabrizio Corona diventa Robin Hood». La frase non è una provocazione social né una battuta da talk show, ma la sintesi di una strategia difensiva che promette di trasformarsi in uno scontro giudiziario di lunga durata. A pronunciarla è Ivano Chiesa, avvocato che da anni assiste Fabrizio Corona, intervenuto nel podcast Gurulandia per commentare il provvedimento del Tribunale di Milano che ha imposto all’ex agente fotografico il divieto di diffondere contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini e ha portato al blocco di due puntate di Falsissimo.
Secondo Chiesa, quella decisione rappresenta molto più di una misura cautelare su un singolo caso: «È un precedente non solo pericoloso, ma potenzialmente un boomerang per chi l’ha messo in piedi». Il cuore del problema, spiega il legale, non è la natura del format di Corona né il fatto che Falsissimo non sia una testata giornalistica, ma un nodo più profondo e scivoloso: chi decide, prima della pubblicazione, che cosa sia diffamatorio e che cosa no.
Nel corso dell’intervista, Chiesa richiama direttamente l’articolo 21 della Costituzione e ribadisce un principio che considera non negoziabile: il diritto di cronaca come conseguenza diretta della libertà di parola. «È una delle libertà più importanti, davanti alla quale altri diritti costituzionalmente garantiti cedono il passo», sostiene. Ed è proprio su questo punto che individua la “frattura” introdotta dal provvedimento del giudice, una frattura che rischia di estendersi ben oltre il caso Corona.
L’avvocato contesta anche l’idea che la questione ruoti attorno alla mancanza di una qualifica giornalistica del progetto: «Se prendo gli stessi contenuti e li affido a una testata, diventano leciti? No. Il giudice dice che si applicano gli stessi principi perché si tratta di diritto di parola». Un passaggio che, nella lettura di Chiesa, apre scenari imprevedibili per tutto il sistema mediatico italiano, comprese trasmissioni televisive storicamente abituate a muoversi sul filo della satira e dell’inchiesta. Non a caso cita programmi come Striscia la Notizia e Le Iene, ricordando di aver assistito in passato numerosi soggetti che si erano sentiti danneggiati dai loro servizi: «Adesso ho uno strumento in più», osserva.
Nonostante la critica frontale alla decisione del Tribunale di Milano, Chiesa sottolinea di aver invitato il suo assistito a rispettarla scrupolosamente. «Giusto o sbagliato che sia, va rispettata», racconta, spiegando che il divieto non riguarda il parlare di Signorini in assoluto, ma il farlo in termini diffamatori. Una distinzione che, secondo il legale, è tutto fuorché semplice: «Chi stabilisce prima che cosa è diffamatorio o no?». È qui che si annida, a suo avviso, il vero corto circuito giuridico.
Nel ragionamento dell’avvocato rientra anche la natura delle accuse mosse da Corona. La diffamazione, ricorda, è punita nella maggior parte dei casi con una sanzione pecuniaria e diventa penalmente più grave solo in presenza di affermazioni palesemente false e gravemente lesive, come l’attribuzione infondata di reati a un magistrato. Diverso, sostiene Chiesa, sarebbe il caso di Signorini, accusato di fatti che rientrerebbero in un procedimento penale aperto: «La gente ha diritto di sapere», afferma, distinguendo tra la sfera privata e l’ipotesi di condotte penalmente rilevanti.
Il fronte dello scontro, però, non si limita alle aule di giustizia. Dopo il blocco delle prime puntate per ordine del giudice, anche l’episodio 21 di Falsissimo è stato oscurato a seguito di uno strike per copyright richiesto da Mediaset. Una mossa che Chiesa definisce «interessante» e che ammette di non aver mai visto prima in casi simili: «La userò in futuro», dice, riconoscendo implicitamente che la battaglia si sta spostando anche sul terreno tecnico e procedurale delle piattaforme digitali.
È in questo contesto che l’avvocato parla apertamente di «una battaglia giudiziaria potentissima». A suo dire, Mediaset starebbe utilizzando «tutti gli strumenti leciti e legali a disposizione», compresa la strada del copyright, forte di un apparato legale di alto livello. La replica di Corona, almeno nelle intenzioni del suo difensore, non sarà arretrare ma reggere l’urto, anche a costo di pagare un prezzo personale elevato.
Chiesa si mostra tranquillo anche rispetto alle verifiche avviate dall’Agcom sul canale YouTube di Corona: «Facciano quello che devono fare», commenta, minimizzando l’impatto immediato. Il punto, ribadisce, è un altro: la censura preventiva non può diventare una prassi accettata. «Se io ti diffamo, tu mi fai causa. Se ho sbagliato, vengo condannato. Ma bloccare prima non può passare», dice, rivendicando una posizione che dichiara di sostenere prima ancora che da avvocato di Corona, da cittadino.
Nel corso dell’intervista emerge anche il rapporto personale tra i due, raccontato con toni a metà tra l’ironia e la complicità. Chiesa descrive Corona come un uomo «molto intelligente», cambiato dagli anni e dalle esperienze giudiziarie, ma ancora animato da una spinta fuori dagli schemi. «La sua forza è non dover rendere conto a nessuno», afferma, spingendosi fino a immaginare uno scenario paradossale in cui l’ex re dei paparazzi, stretto tra divieti e querele, finisca per incarnare una figura da ribelle popolare. Da qui la metafora di Robin Hood.
Intanto Corona continua a muoversi sul fronte social. Dopo la chiusura dei suoi profili da parte di Meta, ha aperto nuovi account su Instagram e YouTube, annunciando l’intenzione di andare avanti. Il ritorno temporaneo del profilo “originale”, durato poche ore prima di una nuova sospensione, ha aggiunto ulteriore tensione a una vicenda già incandescente. E in serata è arrivata l’ennesima escalation: una causa civile da 160 milioni intentata da Mediaset e da numerosi volti dell’azienda, da Maria De Filippi a Ilary Blasi, da Gerry Scotti a Samira Lui.
Come finirà è impossibile dirlo. Di certo, però, la vicenda ha già superato i confini del personaggio Corona per diventare un caso che interroga il sistema mediatico, il rapporto tra giustizia e informazione e il limite sottile tra tutela della reputazione e libertà di parola. La partita è appena iniziata. E promette di essere lunga, rumorosa e carica di conseguenze che andranno ben oltre Falsissimo.
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Personaggi
Terzo figlio per Giorgia Palmas: l’ex velina racconta la gravidanza naturale e svela la decisione sul giorno del parto
Giorgia Palmas si racconta sui social condividendo con i follower i dettagli della sua terza gravidanza, la seconda con il marito Filippo Magnini dopo la nascita di Mia, avvenuta sei anni fa.
Giorgia Palmas si sbottona e svela qualche dettaglio in più sull’arrivo del suo terzo figlio. L’ex velina, 44 anni, aspetta il primo maschio, secondo figlio avuto con il marito Filippo Magnini dopo la piccola Mia, che ha 6 anni. Sofia, 18 anni, è invece la prima figlia nata dalla storia con l’ex calciatore Davide Bombardini. La notizia ha subito entusiasmato la vasta community di sostenitori che segue quotidianamente la vita familiare del volto televisivo.
La finestra temporale della nascita e il retroscena con la piccola Mia
In occasione delle festività di Halloween, la conduttrice ha deciso di interagire direttamente con la propria platea digitale, soddisfacendo le curiosità avanzate sui tempi della gestazione. Il lieto evento è fissato per il mese di marzo e si concretizzerà mediante un intervento di parto cesareo già pianificato dalla struttura sanitaria.
Sollecitata a esprimersi sulla possibilità di programmare la nascita per il 5 marzo, giorno in cui la stessa Palmas festeggia il proprio compleanno, l’ex velina ha raccontato di aver rinunciato all’idea in seguito a un candido scambio di opinioni avuto con la secondogenita Mia. La bambina l’ha infatti convinta sostenendo che «ognuno debba avere il suo giorno» e che «tutti noi siamo speciali, ognuno merita una giornata tutta per sé per essere festeggiato, anche tu, mamma».
La riflessione sulla maternità matura e il messaggio di speranza
L’interazione con i follower ha toccato anche un argomento di forte rilevanza sociale, ovvero il concepimento in età adulta. La showgirl ha tenuto a precisare che la sua esperienza è maturata attraverso un percorso biologico spontaneo, ma ha inteso inviare un segnale di vicinanza verso le donne che affrontano complicanze nella ricerca di una gravidanza.
L’ex velina ha sottolineato come le moderne metodologie cliniche garantiscano oggi un prezioso sostegno scientifico a chiunque desideri coronare il sogno della genitorialità, ricordando che la ricerca medica ha compiuto passi da gigante nell’affiancare le coppie con soluzioni efficaci.
Speciale Grande Fratello
GF Vip, Valeria Marini furiosa contro Andreas Muller dopo la nomination: «Mi ha data dell’ipocrita, è soltanto manipolato»
Tensione alle stelle nella casa del Grande Fratello Vip, dove Valeria Marini ha espresso profonda amarezza e rabbia per la nomination ricevuta da Andreas Muller, che l’ha pubblicamente etichettata come ipocrita e insopportabile. In uno sfogo intimo con il suo alleato Alex Belli, la showgirl ha accusato l’ex ballerino di Amici di lasciarsi condizionare dalle strategie di Marina La Rosa, bollando il suo atteggiamento come puramente tattico in vista del televoto che vede entrambi a rischio eliminazione.
Valeria Marini è rimasta molto male per le parole di Andreas Muller durante l’ultima puntata del Grande Fratello Vip, quando la nominata chiamandola ipocrita. La showgirl si sfoga con Alex Belli, parlando malissimo dell’ex ballerino di Amici. La convivenza forzata nel loft di Cinecittà continua a generare attriti e spaccature, mettendo a dura prova la tenuta emotiva dei concorrenti più in vista della trasmissione.
Le accuse di condizionamento e le critiche professionali
Dopo i recenti diverbi con Carmen Di Pietro, la showgirl si è rifugiata nell’appoggio del suo principale punto di riferimento all’interno della casa, sfogandosi apertamente su quanto accaduto in puntata: «Non parlerà mai con me, lui è manipolato, è una strategia di Marina come hanno detto Selvaggia e Cesara, loro sono lobotomizzati. Le coreografie con lui non le ho fatte, sono sempre gentile, lo difendo sempre. Mi ha detto che sono ipocrita e insopportabile, ma come prima dicevi che sono una bella persona? Ma chi ti vuole come coreografo, io ho chiesto Megan che è molto più brava. Io chiarisco perché tutto voglio fuorché offendere una persona. Io vengo a dirti se vuoi parliamo, poi non solo non vieni a parlare ma neppure rispondi al saluto… Stai facendo così perché sei in Nomination anche tu».
L’intervento di Alex Belli e la lettura del dizionario
Rimanendo sorpreso dalle considerazioni espresse dall’amica, Belli ha riflettuto sulle rivalità nate nell’abitazione, tra cui le recenti discussioni legate al pallone Oblio e all’organizzazione della spesa insieme a Guendalina Tavassi. L’attore ha consigliato alla showgirl di cercare un chiarimento a quattr’occhi per spingere l’avversario ad uscire allo scoperto. Mentre l’alleato caldeggiava un faccia a faccia esplicito, la Marini ha ribadito la propria insofferenza verso l’etichetta ricevuta: «È tutto strategico, ma conta di più dire che non ti sto più simpatica perché ci sono tensioni con la sua migliore amica! Lo stanno vedendo tutti. Io con Andreas non ce l’ho, ma mi ha deluso. Posso aver fatto cose che non ti piacciono, ma dimmelo. Ipocrita io? Tutto mi si può dire tranne quello. Io sono la persona più sincera del mondo».
Per suggellare il sostegno reciproco e rassicurarla sulla bontà del suo percorso, Belli ha voluto consultare il dizionario per leggerle la definizione esatta del termine conteso, dandole ragione sulla genuinità del suo carattere.
Personaggi
Sorpresa in Vaticano, Bob Dylan riceve un rosario da Papa Leone XIV: il racconto dello storico incontro privato
Il celebre cantautore americano Bob Dylan, in Italia per una serie di concerti che lo porteranno a esibirsi a Roma, ha fatto visita in Vaticano per un incontro privato con Papa Leone XIV nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre 2026.
Solitamente riservato e restio alle apparizioni al di fuori dei palcoscenici, il celebre artista ottantacinquenne Robert Allen Zimmerman, noto in tutto il mondo come Bob Dylan, ha compiuto un’eccezione di grande rilievo istituzionale. Nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre 2026, il Premio Nobel per la Letteratura ha varcato le porte del Vaticano per un incontro privato con Papa Leone XIV, approfittando della permanenza in Italia in vista del concerto in programma nella Capitale.
L’evento ha immediatamente catalizzato l’attenzione mediatica internazionale, unendo per la prima volta l’icona della musica folk-rock e il vertice della Chiesa cattolica in un dialogo intriso di suggestioni culturali e spirituali.
Il racconto di padre Spadaro e lo scambio dei doni in Vaticano
A svelare i dettagli della visita è stato padre Antonio Spadaro, che ha accompagnato l’autore insieme all’ex direttore dell’Osservatore Romano Andrea Monda. «Oggi ho accompagnato Bob Dylan da papa Leone insieme ad Andrea Monda. Non senza l’emozione di vivere un incontro che ha il sapore della storia e la sensazione che, ad ogni passo nel Palazzo apostolico, sarebbe potuta accadere qualunque cosa!», ha scritto sui social network, corredando il post con le immagini del cantautore avvolto nel suo inconfondibile cappuccio nero.
Secondo le informazioni diffuse dai media vaticani, il colloquio si è svolto in un clima disteso e cordiale. Durante la breve udienza, Papa Leone ha fatto dono all’ospite di un rosario benedetto, mentre il musicista ha ricambiato consegnando una copia della sua autobiografia, Chronicles – Volume 1.
Il legame ideale tra il Pontefice e la poesia pacifista del cantautore
Il vertice in Vaticano affonda le sue radici in una sintonia culturale emersa chiaramente nei mesi precedenti. Nel luglio del 2026, infatti, il Pontefice aveva citato alcuni versi del cantautore nella prefazione del volume Disarmata e disarmante, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.
In quell’occasione, il Papa aveva ripreso le parole dedicate da Dylan alla condanna della bomba atomica: «Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia». Si tratta dei versi estrapolati da Go Away You Bomb, un testo di protesta composto nel 1963 sullo sfondo delle tensioni della Guerra Fredda che non era mai stato inciso in studio, rimanendo un manoscritto inedito fino al ritrovamento avvenuto nel 2013.
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