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Tennis

Sinner fa jackpot: 3,7 milioni in 100 giorni e rivoluzione a Montecarlo, tra società chiuse e strategia fiscale

Dai 37 mila euro al giorno ai cambiamenti nella “Sinner Spa”: il campione altoatesino chiude società, ottimizza gli investimenti e punta su Monaco per gestire un patrimonio sempre più ricco.

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    Jannik Sinner non sta vincendo solo sul campo. Il 2026, per il numero uno del mondo, è iniziato con un ritmo che va ben oltre il tennis. In poco più di tre mesi ha incassato 3,7 milioni di euro soltanto dai premi dei tornei, con una media impressionante: circa 37.650 euro al giorno. Una cifra che cresce ulteriormente se si considerano gli sponsor, le campagne pubblicitarie e i diritti d’immagine. Ma il vero colpo non è solo nei numeri: è nella strategia.

    Sinner guadagna e riorganizza l’impero

    Con incassi di questo livello, la gestione diventa fondamentale. E Sinner lo sa bene. Nei primi mesi del 2026 ha deciso di mettere mano alla sua rete di società con sede a Montecarlo, la cosiddetta “Sinner Spa”, un sistema costruito negli anni per amministrare patrimonio, investimenti e immagine. Il cuore di questo universo porta un nome preciso: Foxera, un richiamo alla “volpe rossa”, soprannome che il tennista si porta dietro fin dai tempi della scuola.

    Due società del gruppo sono state chiuse e messe in liquidazione: la Foxera RE Italy e la Foxera Fin, entrambe legate al settore immobiliare. E qui arriva il dettaglio che racconta molto del controllo diretto che Sinner vuole mantenere: il liquidatore è lui stesso. Una scelta che indica non solo attenzione, ma anche volontà di seguire in prima persona ogni passaggio.

    Montecarlo, la scelta che fa la differenza

    La base operativa resta Monaco, dove il sistema fiscale è decisamente più favorevole rispetto all’Italia. Non è una novità per gli sportivi di alto livello, ma nel caso di Sinner si inserisce in una struttura più ampia e organizzata. Restano attive diverse società chiave, tra cui la Foxera Holding, che coordina gli investimenti finanziari e immobiliari, e la Wooly Lemon, incaricata della gestione dell’immagine, del marketing e delle strategie commerciali.

    Un ecosistema che cresce insieme alla carriera del tennista e che punta a valorizzare ogni aspetto del suo brand. Non solo risultati sportivi, quindi, ma una vera e propria macchina imprenditoriale.

    Investimenti in Italia e futuro da imprenditore

    Nonostante il baricentro sia a Montecarlo, Sinner non ha abbandonato l’Italia. Attraverso una controllata con sede a Brunico ha investito nel mattone milanese, acquistando due grandi uffici in corso Venezia. Un’operazione sostenuta da un mutuo importante, segno che la strategia non è solo conservativa, ma orientata alla crescita.

    Il quadro che emerge è chiaro: Sinner sta costruendo qualcosa che va oltre la carriera sportiva. Una struttura solida, pensata per durare e per trasformare i successi sul campo in un patrimonio gestito con precisione. E mentre continua a vincere tornei, fuori dal campo gioca una partita altrettanto decisiva.

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      Tennis

      Sinner, la notizia che nessuno voleva: stagione finita per il ginocchio, salta anche le Atp Finals di Torino

      Doccia fredda per i tifosi di Jannik Sinner: il numero uno del mondo deve sottoporsi a un ciclo di trattamenti e non giocherà più nel 2026.

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        La speranza era rimasta accesa fino all’ultimo, soprattutto pensando alle Atp Finals di Torino. Adesso, però, è arrivata la notizia che i tifosi di Jannik Sinner non avrebbero mai voluto ricevere: il numero uno del mondo non giocherà più nel 2026. Il problema al ginocchio che lo tormenta richiede un ciclo di trattamenti e lo staff medico ha deciso di fermarlo definitivamente per questa stagione.

        A comunicarlo è stato lo stesso Sinner attraverso un reel pubblicato su Instagram. «Ciao a tutti, insieme ai medici abbiamo deciso che ho bisogno di un ciclo di trattamenti per il mio ginocchio che significa che la stagione 2026 è ufficialmente finita», ha spiegato Jannik ai suoi tifosi.

        Sinner costretto a fermarsi: cosa succede al ginocchio

        Dietro la decisione c’è un’infiammazione al ginocchio che non permette a Sinner di proseguire normalmente l’attività agonistica. Il suo entourage ha scelto di iniziare subito il trattamento, in modo da concedergli il tempo necessario per recuperare completamente prima della preparazione per il 2027.

        La scelta cancella così tutti gli appuntamenti rimasti nel calendario di Jannik. Negli ultimi giorni si era sperato che il problema potesse essere gestito almeno fino agli ultimi grandi tornei dell’anno. Le valutazioni mediche hanno invece portato a una conclusione diversa: continuare a giocare avrebbe significato rinviare le cure e correre rischi inutili.

        Addio alle Atp Finals: Torino perde il suo campione

        La rinuncia che fa più male al pubblico italiano riguarda inevitabilmente le Atp Finals di Torino. Sinner non sarà in campo nel torneo che riunisce i migliori giocatori della stagione e che avrebbe rappresentato uno dei momenti più attesi dell’anno.

        Per giorni i tifosi avevano sperato di rivederlo proprio a Torino, magari dopo un periodo di riposo. L’annuncio dello stop definitivo spegne anche quest’ultima possibilità. Il ginocchio viene prima di tutto e il numero uno del mondo ha scelto, insieme ai medici, di non forzare ulteriormente.

        Per Sinner il 2026 finisce qui: ora si pensa al ritorno

        Il programma cambia quindi completamente. Sinner dedicherà le prossime settimane alle cure e al recupero, mentre soltanto in seguito potrà cominciare la preparazione per la nuova stagione.

        Il messaggio del campione azzurro è stato breve ma definitivo: «La stagione 2026 è ufficialmente finita». Una frase che chiude anticipatamente il suo anno e lascia l’amaro in bocca soprattutto ai tifosi italiani che aspettavano Torino. Adesso l’obiettivo è uno solo: ritrovare un Sinner completamente recuperato nel 2027.

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          Tennis

          Venus Williams e Andrea Preti, fuga d’amore in Italia un anno dopo le nozze: le foto della loro vacanza romantica in Puglia

          Niente red carpet e mondanità, questa volta la coppia sceglie la Puglia. Andrea pubblica gli scatti della vacanza con Venus e scrive semplicemente: «Our little journey in Puglia»

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            A un anno dal matrimonio celebrato in Italia, Venus Williams e Andrea Preti hanno deciso di tornare proprio nel nostro Paese. Questa volta niente nozze, invitati o cerimonie: soltanto una romantica vacanza in Puglia, raccontata attraverso una serie di immagini pubblicate sui social.

            A spalancare la finestra sulla loro fuga italiana è stato proprio Preti, attore attualmente “a riposo”, che su Instagram ha condiviso alcuni momenti del viaggio insieme alla moglie.

            La didascalia è essenziale: «Our little journey in Puglia». Il nostro piccolo viaggio in Puglia.

            Andrea Preti mostra la vacanza con Venus Williams

            Le immagini raccontano una coppia lontana dagli impegni ufficiali e immersa nell’atmosfera pugliese. Un ritorno in Italia che assume inevitabilmente un sapore particolare considerando che proprio qui, un anno fa, Venus e Andrea si erano sposati.

            La loro storia ha incuriosito fin dall’inizio anche per l’incontro tra due mondi molto diversi: lei è una delle più grandi campionesse della storia del tennis, lui è un attore e modello italiano. Adesso, però, almeno per qualche giorno, classifiche, set cinematografici e riflettori possono aspettare.

            Un anno dopo le nozze ancora insieme in Italia

            Preti ha scelto di raccontare il viaggio senza troppe parole, lasciando alle fotografie il compito di mostrare la loro intimità. Nessun proclama romantico chilometrico: basta quel «our little journey» per raccontare una vacanza che sembra avere soprattutto il sapore di un anniversario.

            E se per Venus Williams l’Italia era già diventata il Paese del matrimonio, adesso anche la Puglia entra nell’album dei ricordi della coppia.

            Un anno dopo il sì, insomma, Venus e Andrea sono tornati da dove tutto era cominciato. Questa volta senza cerimonie: solo loro due e un piccolo viaggio italiano.

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              Tennis

              Laila Hasanovic rompe il silenzio su Sinner: «A porte chiuse siamo una coppia normale». E spiega perché non andrà a vivere con lui

              «Abbiamo creato uno spazio esclusivo dove possiamo essere al 100% noi stessi». Ma niente convivenza a Monte Carlo: «Anche se mi trasferissi da lui, sarebbe comunque una relazione a distanza».

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              leila hasanovic

                Per mesi hanno lasciato parlare le immagini: Laila Hasanovic nel box di Jannik Sinner, le trasferte insieme, gli sguardi durante i tornei più importanti e quella presenza sempre più naturale accanto alla famiglia e alle persone che circondano il campione italiano. Adesso, dopo circa un anno e mezzo di relazione, è lei a rompere il silenzio e a raccontare per la prima volta che cosa accade quando le telecamere si spengono e il numero uno del tennis mondiale torna semplicemente a essere Jannik.

                La modella e influencer danese di origini bosniache, 26 anni, ha parlato del rapporto con Sinner in un’intervista a Elle, descrivendo una relazione molto più normale di quanto possa sembrare osservandola dall’esterno. Normale, almeno, per quanto possa esserlo una storia nella quale uno dei due trascorre gran parte dell’anno inseguendo tornei in ogni angolo del pianeta e l’altra porta avanti una carriera che comporta a sua volta viaggi e impegni internazionali.

                Ed è proprio per questo che Laila non sembra avere alcuna fretta di trasferirsi a Monte Carlo, dove Sinner ha la propria residenza. La spiegazione è tanto semplice quanto sorprendente: cambiare casa non cambierebbe quasi nulla.

                Laila racconta il suo Jannik: «È incredibile quanto tempo dedichi alla sua passione»

                Quando ha iniziato a frequentare Sinner, Hasanovic conosceva poco il mondo del tennis professionistico. Entrarci dalla porta principale, accanto a uno dei giocatori più importanti del circuito, ha significato scoprire ritmi, sacrifici e una disciplina quotidiana molto lontani dalla vita che conosceva.

                Ed è proprio questo aspetto di Jannik ad averla colpita maggiormente: «Ho una relazione con una persona che dedica una quantità incredibile del suo tempo alla sua passione, e poter vivere tutto questo da vicino lo trovo davvero stimolante. Allo stesso tempo, si tratta di un mondo con cui non sono cresciuta e nel quale non mi ero mai mossa prima d’ora».

                In questi mesi Laila ha imparato inevitabilmente anche a conoscere meglio il tennis. Le sue apparizioni nel box di Sinner sono diventate sempre più frequenti proprio nei momenti che contano, quando la tensione sale e ogni punto può decidere un torneo. Una delle prime esperienze dal vivo fu addirittura una lunghissima battaglia contro Carlos Alcaraz, durata circa cinque ore e mezza: un battesimo del fuoco per chi fino a quel momento non aveva vissuto dall’interno l’intensità del circuito.

                «Abbiamo uno spazio esclusivo, lì siamo soltanto noi»

                Dietro quella vita pubblica, però, Laila racconta l’esistenza di una dimensione che i due difendono gelosamente. Perché essere la fidanzata di Sinner significa inevitabilmente attirare attenzione, fotografie e curiosità, ma non significa necessariamente permettere al pubblico di entrare nella relazione.

                «Per fortuna, credo che Jannik e io siamo riusciti a crearci un nostro spazio esclusivo, dove possiamo essere al 100% noi stessi, come una normalissima coppia. A porte chiuse, abbiamo un rapporto assolutamente normale e stabile», racconta Hasanovic.

                Una frase che chiarisce anche la strategia seguita dai due fin dall’inizio. Nessuna necessità di trasformare la relazione in uno spettacolo social, nessun racconto quotidiano della loro intimità e pochissime concessioni pubbliche. Laila compare nel box, accompagna Sinner quando gli impegni lo consentono e condivide con lui alcuni momenti importanti, ma il resto rimane fuori dall’obiettivo.

                Niente trasloco a Monte Carlo: «Saremmo comunque a distanza»

                C’è poi la domanda inevitabile quando una relazione diventa stabile: andranno a vivere insieme? Per Hasanovic, almeno per adesso, la questione sembra quasi priva di senso pratico.

                Lei e Jannik vivono formalmente in Paesi diversi, ma il vero problema non è la distanza tra due abitazioni. È il calendario di un tennista che trascorre gran parte della stagione tra Europa, America, Asia e Australia.

                Laila lo spiega senza giri di parole: «È vero che viviamo in Paesi diversi, ma anche se domani mi trasferissi da lui, sarebbe comunque una relazione a distanza, visto che viaggia per i tornei quasi tutto l’anno».

                Trasferirsi a Monte Carlo, dunque, non significherebbe necessariamente trascorrere più tempo insieme. La soluzione scelta dalla coppia è un’altra: raggiungersi quando possono, incastrare i rispettivi impegni e proteggere il tempo che riescono a conquistarsi.

                Hasanovic lo ha fatto anche durante il periodo nel quale Sinner è rimasto fermo per i problemi al ginocchio, raggiungendolo nel Principato. Nei grandi tornei, invece, è ormai diventata una presenza riconoscibile nel box dell’azzurro.

                Dal primo match infinito a Wimbledon, Laila è entrata nel mondo di Sinner

                All’inizio della loro storia qualcuno aveva sottolineato soprattutto le differenze: lei modella e influencer abituata alla moda e ai social, lui campione cresciuto intorno a una quotidianità scandita da allenamenti, preparazione fisica e tornei. Hasanovic racconta invece di avere trovato proprio in quel mondo qualcosa che la affascina.

                Seguire Sinner significa convivere con partite interminabili, pressione, trasferte e una programmazione nella quale quasi tutto ruota intorno alla prestazione sportiva. Laila, partita praticamente da neofita, ha imparato progressivamente a conoscere questo universo fino a ritrovarsi sui palcoscenici più importanti, Wimbledon compreso.

                Ma il cuore della sua prima vera confessione pubblica su Jannik non riguarda il tennis. Riguarda ciò che accade lontano dal campo: due persone che, nonostante una vita anomala e continuamente in movimento, hanno costruito quello che lei definisce «un rapporto assolutamente normale e stabile».

                Niente annuncio di convivenza, quindi, e nessuna rivoluzione all’orizzonte. Paradossalmente, per Sinner e Laila Hasanovic la distanza sembra essere diventata parte dell’equilibrio. E trasferirsi sotto lo stesso tetto, con Jannik in viaggio quasi tutto l’anno, cambierebbe soprattutto l’indirizzo sulla porta.

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