Connect with us

Moda

La battaglia dei loghi: “quiet luxury” vs “loud luxury”, chi sta vincendo?

C’è stato un momento, non troppo tempo fa, in cui la moda sembrava aver fatto voto di silenzio. L’estetica del Quiet Luxury (il lusso sussurrato, privo di loghi ed estremamente minimale) aveva bandito monogrammi e massimalismi, complice il successo di serie TV cult e il desiderio di un’eleganza senza tempo. Ma nel 2026, il panorama del fashion globale sta vivendo una profonda mutazione.

Avatar photo

Pubblicato

il

La battaglia dei loghi: "quiet luxury" vs "loud luxury", chi sta vincendo?

    La domanda che divide addetti ai lavori e consumatori non è più cosa sia il lusso, ma come debba esprimersi: meglio la discrezione assoluta o l’esibizione fiera della propria identità? I dati di mercato e le passerelle di Milano e Parigi delineano uno scenario tutt’altro che scontato.

    La maturazione del quiet luxury: da trend a identità

    Il lusso silenzioso non è scomparso, ma nel 2026 ha smesso di essere una tendenza passeggera per trasformarsi in una vera e propria filosofia di vita. Secondo il report The State of Fashion 2026 di McKinsey, la volatilità macroeconomica globale sta spingendo i consumatori verso acquisti ultra-riflettuti.

    • Il fattore qualità: Marchi storici del settore come Brunello Cucinelli, Loro Piana, Bottega Veneta e Jil Sander continuano a registrare performance solide. Il focus si è spostato dall’estetica fredda dei toni neutri alla ricerca di texture tattili evolute: camoscio pregiato, cashmere spazzolato e tagli sartoriali impeccabili.
    • Intelligenza emotiva: Nel 2026 chi sceglie il minimalismo non lo fa più per “mimetizzarsi” nell’élite, ma per investire nel Cost-Per-Wear, acquistando capi strutturati capaci di durare decenni.

    La riscossa del “nuovo” loud luxury: il massimalismo curato

    Dall’altro lato della barricata, la stanchezza da “uniforme beige” ha innescato una reazione vigorosa. Il loud luxury è tornato, ma ha cambiato pelle. Non si tratta più della logomania urlata e un po’ pacchiana dei primi anni 2010, bensì di un massimalismo curato e d’archivio.

    Le passerelle del 2026 di maison come Miu Miu, Prada e Saint Laurent mostrano un ritorno a silhouette audaci, spalle anni ’80 nitide, stampe grafiche e accessori metallici dal sapore vintage (spille scultura, cinture con hardware importanti, décolleté a punta estrema). I loghi ci sono, ma sono integrati nel design come dettagli strutturali o storici, celebrando l’appartenenza a una “tribù culturale” piuttosto che la mera esibizione del prezzo.

    Il mercato del lusso del 2026 ha premiato i brand agili che non si sono fossilizzati. La vera tendenza dell’anno è il mix espressivo: i consumatori oggi non esitano ad abbinare un cappotto sartoriale lineare e rigoroso (Quiet) a una borsa statement dal design scultoreo o a un gioiello d’archivio d’impatto (Loud).

    La vittoria non si misura più nella totale scomparsa o nel dominio del logo, ma nella capacità di un brand di offrire autenticità. Che sia sussurrato o gridato, il lusso del 2026 deve, prima di tutto, avere una storia da raccontare.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Moda

      La rafia è l’accessorio più fotografato dell’estate

      Se c’è un filo conduttore che unisce i look più iconici dello street style e i feed Instagram di questa stagione, ha la consistenza tattile e il colore caldo della sabbia. Nel 2026, gli accessori in rafia hanno completato una transizione stilistica radicale: non sono più semplici feticci da bagnasciuga, ma i veri e propri protagonisti del guardaroba metropolitano, fotografati ad ogni angolo delle capitali della moda.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      La rafia è l'accessorio più fotografato dell'estate

        La tendenza unisce il fascino nostalgico del fatto a mano con la precisione del design contemporaneo, conquistando il titolo di must-have assoluto dell’estate.

        L’evoluzione urbana: la rafia incontra il couture

        La vera novità del 2026 risiede nei contrasti materici. Le grandi maison hanno reinterpretato questa fibra tradizionale accostandola a dettagli di lusso capaci di elevarne lo status:

        • Finiture pregiate: Gli intrecci di palma si fondono con profili in pelle di vitello, dettagli metallici dorati e chiusure scultoree.
        • Geometrie rigide: Brand come Jacquemus (con la sua pochette La Plage dalle chiusure sferiche) e Loewe hanno dimostrato che la rafia può assumere forme strutturate, perfette per sostituire le borse in pelle persino nei contesti lavorativi o per eventi formali e matrimoni estivi.

        La borsa in rafia del 2026 spazia dai maxi cesti a spalla ai modelli a secchiello arricchiti da ricami e perline, fino alle silhouette East-West d’ispirazione anni ’90, diventando un passe-partout da giorno e da sera.

        Non solo borse: il total look materico

        Il fenomeno non si ferma alla pelletteria. Ad essere costantemente catturati dagli obiettivi dei fotografi di street style sono i piccoli e grandi dettagli che completano l’outfit.

        1. Cappelli tra rétro e urban

        Accanto alle classiche falde larghissime da diva del cinema, nel 2026 spopolano i bucket hat (i cappelli da pescatore) realizzati in fitta trama di rafia geometrica da Balenciaga e Miu Miu, ideali per dare un tocco sporty-chic ai look da città.

        2. Calzature e Bijoux

        I piedi riscoprono la freschezza con mules intrecciate, sabot e ballerine in rafia firmate da pesi massimi come Prada e Manolo Blahnik. Persino la gioielleria si adegua al trend, proponendo orecchini a cerchio rivestiti in fibra e bracciali rigidi ricamati.

        Il segreto dello styling: Il contrasto perfetto

        Perché l’accessorio in rafia funzioni sotto i flash dei fotografi nel 2026, il segreto risiede nello styling. I trendsetter evitano il total look “da resort” quando sono in città, preferendo giocare di contrasto. La rafia esprime il suo massimo potenziale glamour quando viene abbinata a pezzi sartoriali rigidi e ultra-puliti: un tailleur pantalone scivolato, un trench leggero o un classico completo in denim scuro.

        In questo modo, la texture grezza dell’intreccio spezza il rigore dell’abito, regalando quell’aria di lusso rilassato e disinvolto che ridefinisce l’eleganza estiva.

          Continua a leggere

          Moda

          Caterina Balivo rivoluziona la moda mare: in barca nel Cilento con il costume a maniche lunghe

          Addio micro bikini e modelli sgambati. Per il suo weekend a Salerno, il volto della tv sceglie un pezzo unico animalier fucsia a braccia coperte: una scelta di stile nata per il surf che ora diventa l’alleato perfetto contro i raggi UV.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Caterina Balivo rivoluziona la moda mare: in barca nel Cilento con il costume a maniche lunghe

            L’estate 2026 è entrata ufficialmente nel vivo e, con il termometro che continua a salire inesorabilmente, la caccia al bagnasciuga più fresco è diventata lo sport nazionale. Chi può permettersi una fuga strategica dal caos cittadino punta tutto sulle perle balneari del nostro Paese. Lo sa bene Caterina Balivo, che per rigenerarsi dal caldo asfissiante degli ultimi giorni ha scelto di giocare in casa, rifugiandosi insieme alla sua famiglia nello splendido scenario del Cilento, in provincia di Salerno.

            A catturare l’attenzione dei follower, però, non è stato solo il meraviglioso mare celeste di Baia degli Infreschi, ma il look decisamente controcorrente sfoggiato dalla conduttrice durante una gita in barca.

            La rivoluzione della manica lunga (anche a 30 gradi)

            Se pensavate che la moda mare di quest’anno fosse dominata da scollature vertiginose e fili interdentali, la Balivo è pronta a farvi cambiare idea. Niente bikini microscopici o classici interi da diva anni ’50: Caterina ha sorpreso tutti indossando un costume a maniche lunghe.

            Si tratta di un modello ultra fasciante con colletto girocollo e una pratica zip sulla schiena. A togliere ogni dubbio sul fattore “noia”, ci ha pensato la fantasia: una base fucsia accesa con una stampa leopardata all-over declinata nelle sfumature del rosa. Un outfit balneare pop e grintoso che ribalta completamente i canoni tradizionali del bagnasciuga.

            Da muta tecnica a capo d’alta moda: i vantaggi del nuovo trend

            Fino a ieri, il costume a manica lunga era un’esclusiva quasi totale di surfisti, pallanuotisti e amanti degli sport acquatici, pensato per proteggere il corpo dagli sfregamenti della tavola e dal vento. Nell’estate 2026, invece, si trasforma nel must-have più desiderato del guardaroba estivo per due motivi fondamentali:

            • Scudo totale contro il sole: Il tessuto tecnico offre una protezione nativa contro i raggi UV, rivelandosi il salvavita ideale per chi passa molte ore sotto il sole in barca e vuole evitare scottature e l’invecchiamento precoce della pelle.
            • Effetto transformer: Grazie alla sua struttura, questo tipo di costume si comporta esattamente come un body. Finita la sessione di tintarella, basta infilare un copricostume, un paio di shorts in denim o una gonna leggera per essere immediatamente pronte per un aperitivo al tramonto, senza bisogno di cambiarsi.

            I brand di moda lo hanno capito e le collezioni attuali si sono riempite di versioni sbarazzine e colorate. Resta solo da vedere quante, sulla scia di Caterina Balivo, decideranno di coprirsi le braccia per scoprire il lato più glamour dell’estate.

              Continua a leggere

              Moda

              Nostalgia Y2K alla prova del 2026: cosa resta (e cosa scompare per sempre) della moda anni 2000

              Dopo anni di dominio incontrastato sulle passerelle e nei feed di TikTok, l’estetica di inizio millennio affronta una fase di selezione naturale. Tra ritorni inaspettati e addii definitivi, ecco come stiamo reinterpretando quel caos creativo.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Nostalgia Y2K alla prova del 2026: cosa resta (e cosa scompare per sempre) della moda anni 2000

                C’è stato un momento in cui abbiamo pensato che la febbre per gli anni Duemila sarebbe stata una meteora passeggera. Invece, camminando per le strade e osservando le ultime collezioni, la sentenza è chiara: la tendenza Y2K non ha intenzione di abbandonarci, ma sta vivendo una profonda maturazione.

                L’estetica nata a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio si è trasformata in una reazione spontanea al rigido minimalismo del quiet luxury che ha dominato gli armadi per stagioni. Tuttavia, il modo in cui ci vestiamo non è più una replica esatta dei red carpet del passato. È in corso una vera e propria operazione di filtraggio.

                Cosa resta: i campioni indiscussi del guardaroba

                Ci sono elementi degli anni Duemila che hanno ormai ottenuto lo status di classici contemporanei, grazie alla loro capacità di fondersi con le esigenze di praticità quotidiane:

                • I pantaloni Cargo e i Wide-Leg Denim: La comodità ha vinto. I jeans strettissimi faticano a tornare, sostituiti da silhouette ampie, tessuti morbidi e tasconi strategici.
                • Le superfici metalliche e i tessuti lucidi: L’ottimismo futuristico di inizio millennio continua a contagiare i capispalla, con bomber argentati e giacche viniliche usati come pezzo forte su outfit altrimenti neutri.
                • Gli accessori “Main Character”: Occhiali da sole a mascherina, borse mini da portare a spalla (le iconiche baguette) e mollette a farfalla continuano a essere il trucco preferito per dare personalità a un look basic.
                • Il fatto verificato: I dati analitici sui trend evidenziano che la sopravvivenza della moda Y2K è dovuta a un “escapismo emotivo”. Le nuove generazioni cercano una moda che sia un gioco e non una sfilata di perfezione formale. La regola d’oro attuale prevede però il bilanciamento: un solo pezzo forte Y2K abbinato a capi sartoriali e moderni (come un crop top abbinato a un blazer oversize strutturato).

                Cosa sparisce: gli eccessi che non ci mancheranno

                Se da un lato celebriamo il ritorno del denim, dall’altro stiamo assistendo all’eliminazione di tutto ciò che risultava eccessivamente scomodo o “forzato”:

                • La vita ultra-bassa estrema: Sebbene i tagli a vita bassa resistano, sono stati sostituiti da più portabili medie altezze o pantaloni relaxed con coulisse. I tagli inguinali che rendevano impossibile persino sedersi sono stati ufficialmente accantonati.
                • Il total look “Pop Star”: L’effetto nostalgia totale (stile tuta in ciniglia dalla testa ai piedi o sovrapposizioni selvagge di gonne sopra i pantaloni) cede il passo a un look più consapevole. Vestirsi come se si dovesse girare un videoclip di MTV nel 2001 non è più considerato cool, ma un travestimento.

                Il verdetto: l’era del “Maximalismo Gentile”

                La moda non copia mai il passato in modo identico, lo reinterpreta attraverso la lente del presente. La tendenza Y2K si è ripulita della sua originaria tossicità (legata a canoni di magrezza estrema e materiali plastici di scarsa qualità) per abbracciare l’inclusività e lo streetwear d’avanguardia.

                Oggi non si tratta più di seguire ciecamente le regole di un’epoca, ma di rubarne l’energia vibrante e la spensieratezza. Il revival continua, ma a modo nostro.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie