Connect with us

Auto e moto

Auto bollente al sole? I cinque errori che fanno salire ancora di più la temperatura nell’abitacolo durante l’estate

Con il caldo estremo bastano pochi minuti perché l’interno di un’auto raggiunga temperature pericolose. Tendine, finestrini, climatizzatore e oggetti lasciati nell’abitacolo possono fare una grande differenza.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Lasciare l’auto parcheggiata sotto il sole in piena estate è quasi inevitabile. Quello che molti non sanno è che, in pochi minuti, l’abitacolo può trasformarsi in una vera serra, raggiungendo temperature molto superiori a quelle registrate all’esterno. Se fuori ci sono 35 gradi, all’interno della vettura si possono superare facilmente i 50 o addirittura i 60 gradi.

    Una situazione che non mette soltanto a dura prova il comfort di chi sale a bordo, ma può anche danneggiare smartphone, occhiali, dispositivi elettronici e alcuni materiali degli interni. La buona notizia è che molti problemi dipendono da piccoli errori facilmente evitabili.

    Il parabrezza è il primo responsabile del calore

    L’errore più comune consiste nel parcheggiare con il parabrezza completamente esposto al sole senza utilizzare alcuna protezione. È proprio da lì che entra la maggior parte della radiazione solare, trasformando l’abitacolo in una gigantesca serra.

    Un semplice pannello riflettente applicato dietro il parabrezza può abbassare sensibilmente la temperatura interna e proteggere anche volante, plancia e schermi digitali dall’eccessivo surriscaldamento.

    Anche quando si ha la possibilità di scegliere, molti preferiscono parcheggiare nel primo posto libero anziché cercare qualche metro più in là una zona ombreggiata. Bastano pochi minuti di cammino in più per ritrovare un’auto decisamente più vivibile.

    Finestrini, oggetti e climatizzatore: gli errori che fanno la differenza

    Molti automobilisti tengono i finestrini completamente chiusi per paura dei furti. In realtà, quando il luogo è sicuro, lasciare una piccolissima apertura di pochi millimetri può favorire un leggero ricambio d’aria e limitare l’accumulo di calore. Naturalmente bisogna sempre valutare il contesto e non compromettere la sicurezza del veicolo.

    Un altro errore riguarda gli oggetti lasciati all’interno. Smartphone, power bank, computer portatili, bombolette spray, accendini e persino alcune bottiglie di plastica soffrono particolarmente le alte temperature. Se possibile è meglio portarli con sé oppure riporli nel bagagliaio, dove il sole diretto incide meno.

    Anche i sedili in pelle richiedono attenzione. Coprirli con un telo chiaro o utilizzare appositi coprisedili evita di ritrovarsi con superfici roventi e aiuta a preservarne la qualità nel tempo.

    Mai accendere subito il climatizzatore al massimo

    Quando si entra in un’auto surriscaldata la tentazione è una sola: impostare immediatamente il climatizzatore alla temperatura più bassa possibile.

    In realtà gli esperti consigliano una procedura diversa. Conviene prima aprire tutte le portiere o i finestrini per qualche decina di secondi, lasciando uscire l’aria bollente accumulata nell’abitacolo. Solo dopo è utile avviare il climatizzatore, inizialmente con una temperatura non troppo distante da quella esterna, aumentando gradualmente il raffrescamento.

    In questo modo si riduce lo stress dell’impianto, si limita il consumo di carburante o di energia nelle auto elettriche e si evitano sbalzi termici poco salutari per chi viaggia.

    Attenzione ai bambini e agli animali

    C’è infine una regola che non dovrebbe mai essere dimenticata. Nemmeno pochi minuti sono sufficienti a garantire sicurezza quando si lascia un bambino o un animale domestico all’interno di un’auto parcheggiata al sole.

    La temperatura può aumentare rapidamente fino a raggiungere livelli incompatibili con la sopravvivenza, anche se i finestrini sono leggermente aperti. È una situazione che ogni estate provoca episodi drammatici e che può essere evitata con una semplice precauzione: non lasciare mai nessuno in auto durante le soste.

    Con pochi accorgimenti, dall’uso del parasole alla corretta gestione del climatizzatore, è possibile affrontare anche le giornate più torride senza trasformare ogni viaggio in una prova di resistenza.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Auto e moto

      I sette passi alpini più belli da percorrere in moto almeno una volta nella vita: curve, panorami e strade leggendarie

      Tornanti perfetti, panorami mozzafiato e strade che sembrano disegnate per le due ruote. I grandi passi alpini rappresentano il paradiso di chi ama viaggiare in moto, ma richiedono anche prudenza, preparazione e il massimo rispetto della montagna.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        C’è chi sogna la Route 66 e chi, invece, considera le Alpi il luogo perfetto dove vivere il motociclismo nella sua forma più autentica. Salite spettacolari, tornanti che sembrano infiniti e paesaggi che cambiano a ogni chilometro trasformano ogni viaggio in un’esperienza da ricordare.

        Tra Italia, Svizzera, Austria e Francia esistono strade diventate leggendarie. Percorrerle significa affrontare itinerari tecnici ma accessibili, dove il piacere della guida si unisce a scenari tra i più belli d’Europa.

        Passo dello Stelvio, il re dei tornanti

        Con i suoi 2.757 metri di quota, il Passo dello Stelvio è una meta quasi obbligata per ogni motociclista. I celebri quarantotto tornanti del versante altoatesino rappresentano una vera icona del motociclismo europeo.

        La salita richiede attenzione e concentrazione, ma ogni curva regala scorci sempre più spettacolari fino a raggiungere uno dei valichi asfaltati più alti del continente.

        Passo Giau e Passo Sella, il cuore delle Dolomiti

        Le Dolomiti offrono alcune delle strade più affascinanti del mondo.

        Il Passo Giau, tra Cortina d’Ampezzo e Selva di Cadore, alterna curve fluide, panorami aperti e tratti immersi nel silenzio della montagna. È una strada che invita a guidare con calma, godendosi ogni chilometro.

        Pochi chilometri più in là, il Passo Sella attraversa uno degli scenari più iconici delle Dolomiti. Le pareti rocciose sembrano vicinissime alla carreggiata e ogni sosta diventa l’occasione perfetta per una fotografia.

        Grossglockner, la strada panoramica più famosa d’Austria

        La Grossglockner High Alpine Road è molto più di una semplice strada di montagna. È un itinerario costruito appositamente per valorizzare uno dei paesaggi alpini più spettacolari d’Europa.

        Curve ampie, asfalto perfetto e numerosi punti panoramici accompagnano il viaggio fino ai piedi del ghiacciaio del Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria.

        Col de l’Iseran e Col du Galibier, il fascino delle Alpi francesi

        Chi ama i grandi viaggi non può rinunciare ai passi francesi.

        Il Col de l’Iseran, con i suoi 2.764 metri, è il valico asfaltato più alto delle Alpi. L’ambiente è severo e spettacolare, con paesaggi quasi lunari che cambiano completamente rispetto alle Dolomiti.

        Il Col du Galibier, invece, è entrato nella leggenda grazie al Tour de France. Le sue curve veloci e i panorami sconfinati lo rendono uno dei percorsi più apprezzati dai motociclisti di tutta Europa.

        Passo del Bernina, tra ghiacciai e laghi alpini

        Chiude questa selezione il Passo del Bernina, al confine tra Italia e Svizzera.

        Qui la strada corre accanto a laghi d’alta quota, ghiacciai e boschi, offrendo un percorso meno impegnativo dal punto di vista tecnico ma straordinariamente suggestivo. È la scelta ideale per chi preferisce una guida rilassata senza rinunciare a panorami di altissimo livello.

        Un viaggio che vale molto più della destinazione

        Ogni passo alpino ha un carattere diverso. Alcuni mettono alla prova la tecnica di guida, altri conquistano con il panorama, altri ancora con il silenzio delle grandi montagne.

        Prima di partire è fondamentale controllare le condizioni meteo, verificare l’apertura dei valichi, indossare un equipaggiamento adeguato e ricordare che in quota il tempo può cambiare molto rapidamente.

        Per molti motociclisti, però, il vero piacere non è arrivare in cima. È affrontare una curva dopo l’altra, respirare l’aria fresca dell’alta montagna e godersi il viaggio lungo alcune delle strade più spettacolari che l’Europa possa offrire.

          Continua a leggere

          Auto e moto

          Climatizzatore in auto, i cinque sbagli invisibili che ti svuotano il serbatoio

          Evitare gli sprechi di benzina e godersi un abitacolo fresco è possibile. Bastano pochi gesti strategici prima di partire per dimezzare i consumi del compressore e abbattere la temperatura interna in appena 60 secondi, salvaguardando il motore e il portafoglio.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Climatizzatore in auto, i cinque sbagli invisibili che ti svuotano il serbatoio

            Quando le temperature esterne superano la soglia del tollerabile, l’istinto di ogni automobilista è lo stesso: salire a bordo, accendere il motore e impostare il climatizzatore alla massima potenza. Questa abitudine, apparentemente innocua, rappresenta in realtà uno degli errori principali che provocano un impennata drastica nei consumi di carburante, arrivando persino a raddoppiare il dispendio energetico dell’autovettura nei tragitti urbani.

            I cinque errori più comuni che aumentano i consumi

            Il primo e più diffuso errore consiste nell’accendere l’impianto di refrigerazione a veicolo fermo e con i finestrini completamente chiusi. Quando un’auto resta parcheggiata sotto il sole, l’abitacolo accumula calore trasformandosi in una vera e propria serra, con temperature interne che raggiungono facilmente i 50-60 gradi. Accendere subito l’aria condizionata costringe il compressore a uno sforzo immane per tentare di raffreddare un volume d’aria rovente, generando un consumo di carburante del tutto inefficace.

            Un secondo sbaglio riguarda la gestione del ricircolo dell’aria: lasciarlo sempre attivo impedisce il ricambio con l’esterno, mantenendo l’umidità elevata e riducendo l’efficienza complessiva. A questo si aggiunge la cattiva abitudine di impostare la temperatura su valori troppo bassi rispetto all’ambiente circostante: oltre a rischiare shock termici dannosi per la salute, la differenza eccessiva sovraccarica inutilmente il motore. Infine, trascurare la manutenzione periodica dei filtri dell’abitacolo e viaggiare con i finestrini abbassati ad alta velocità insieme all’aria condizionata accesa crea una resistenza aerodinamica che distrugge l’efficienza energetica del veicolo.

            Il metodo per abbattere la temperatura in 60 secondi

            Per evitare inutili sprechi e raffreddare la vettura a tempo di record esiste un metodo pratico ed efficace che richiede appena un minuto. La procedura corretta inizia prima ancora di avviare il motore: occorre abbassare completamente il finestrino del lato passeggero e, successivamente, aprire e chiudere con decisione la portiera del lato guida per cinque o sei volte consecutive. Questo movimento meccanico funziona come un mantice naturale, spingendo fuori l’aria rovente accumulata e aspirando quella esterna, decisamente più fresca.

            Una volta saliti a bordo, è consigliabile partire tenendo i finestrini leggermente aperti per i primi cento metri di marcia, azionando il climatizzatore a velocità moderata. In questo modo il calore residuo esce rapidamente. Soltanto a questo punto si possono chiudere i vetri e attivare il ricircolo per mantenere la temperatura desiderata al minimo dello sforzo energetico.

            Piccoli accorgimenti per la massima efficienza

            Mantenere l’impianto in perfette condizioni è il passo finale per ottimizzare i consumi durante la stagione calda. Gli esperti del settore automobilistico ricordano che sostituire regolarmente il filtro antipolline e verificare la pressione del gas refrigerante consente al sistema di funzionare sempre al massimo delle sue prestazioni. Mantenere una differenza massima di 5 o 6 gradi tra la temperatura interna e quella esterna assicura un comfort ideale, protegge la meccanica del veicolo e blocca i consumi inutili alla pompa di benzina.

              Continua a leggere

              Auto e moto

              Vacanze in moto, cosa controllare prima di partire: i controlli che possono salvare il viaggio

              L’estate è il periodo preferito dagli appassionati delle due ruote, ma affrontare centinaia di chilometri senza controllare la moto può trasformare una vacanza da sogno in un incubo. Ecco tutto quello che conviene verificare prima di accendere il motore.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Per molti motociclisti la vacanza comincia nel momento in cui si abbassa la visiera del casco. Le curve di un passo di montagna, le strade costiere e i panorami che scorrono lentamente rendono il viaggio parte integrante dell’esperienza. Ma prima di partire c’è un passaggio che nessuno dovrebbe sottovalutare: il controllo della moto.

                Anche una moto perfettamente funzionante durante gli spostamenti quotidiani potrebbe avere bisogno di qualche attenzione in più prima di affrontare un lungo viaggio con bagagli, passeggero e temperature elevate. Una verifica accurata richiede poco tempo, ma può evitare guasti costosi e situazioni potenzialmente pericolose.

                Pneumatici, freni e trasmissione: i controlli indispensabili

                Il primo elemento da verificare riguarda gli pneumatici. La pressione deve essere quella indicata dal costruttore e può cambiare se si viaggia a pieno carico. Anche il battistrada merita un controllo: se appare molto consumato o presenta screpolature, è meglio sostituire le gomme prima della partenza.

                Subito dopo bisogna controllare l’impianto frenante. Le pastiglie non devono essere eccessivamente usurate e il livello del liquido freni deve rientrare nei valori corretti. Una frenata pronta e modulabile è fondamentale soprattutto quando si percorrono strade di montagna o si affrontano lunghi tratti autostradali.

                Chi possiede una moto con trasmissione a catena dovrebbe verificare tensione e lubrificazione. Una catena troppo lenta o troppo secca si usura rapidamente e può compromettere la sicurezza durante il viaggio.

                Olio, luci e bagagli: i dettagli che fanno la differenza

                Prima di partire vale la pena controllare il livello dell’olio motore e quello del liquido refrigerante, soprattutto se si prevedono molte ore di guida con temperature elevate. Anche le luci devono funzionare perfettamente: anabbaglianti, abbaglianti, stop, indicatori di direzione e illuminazione della targa rappresentano un elemento essenziale della sicurezza.

                Grande attenzione anche ai bagagli. Valigie laterali e bauletto devono essere fissati correttamente senza superare il carico massimo previsto dalla moto. Distribuire il peso in modo equilibrato migliora la stabilità e rende la guida meno faticosa, soprattutto nelle curve e in caso di vento laterale.

                Non dovrebbe mai mancare un piccolo kit di emergenza con attrezzi di base, un kit per la riparazione degli pneumatici, qualche fascetta, una torcia e un power bank per il telefono. Occupano poco spazio ma possono risolvere problemi che, lontano da casa, diventerebbero molto più complicati.

                Anche il motociclista deve prepararsi al viaggio

                Non basta che la moto sia in perfette condizioni. Anche chi guida deve affrontare la vacanza con il giusto equipaggiamento. Casco omologato, giacca con protezioni, guanti, pantaloni tecnici e stivali rappresentano ancora oggi la migliore difesa in caso di caduta, anche quando il caldo invita a vestirsi più leggeri.

                Infine, è importante pianificare le soste. Guidare molte ore consecutive aumenta la stanchezza e riduce l’attenzione. Fermarsi ogni due ore per bere, sgranchirsi le gambe e controllare rapidamente la moto permette di affrontare il viaggio con maggiore serenità.

                Una vacanza in moto non significa soltanto raggiungere una destinazione. Significa godersi ogni chilometro in sicurezza, con la tranquillità di sapere che tutto è stato controllato prima di partire. Perché il viaggio più bello è sempre quello che si conclude senza imprevisti.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie